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FestivalTeatroItalia: Le Carnaval Baroque visto da Veronica Polese

di Stefano Mavilio • 25 giugno 2009 • 3806

Carneval Baroque mette in scena la rappresentazione di un tempo diverso, che nel contesto del Teatro di non appare poi così remoto, in cui funamboli, cantanti lirici, danzatori, giocolieri si fanno attori e viceversa. Un continuo movimento di corpi, nello spazio scenico, costruisce quadri che si compongono e si scompongono in una successione armoniosa e leggera di azioni differenti tra loro, ma complementari. E’ un fluttuare lunare, un spettacolo onirico, un’interpretazione del Carnevale, festa popolare arcaicamente legata alla materia, al risveglio della terra dopo il letargo invernale, all’abbondanza e quindi al cibo, insomma agli eccessi di vitalità , qui é interpretato come un sogno. Le gestualità  lente e sospese tra funi ed equilibri aerei, ricordano i movimenti di corpi completamente immersi nell’acqua, movenze rallentate e sottolineate grazie anche ad un adeguato gioco di luci.

Se varie sono le arti che con destrezza sono praticate sul palcoscenico, vari sono anche gli impulsi che si riescono a provare. Il gioco, la tristezza , l’allegria, la conoscenza, il piacere si dividono la ribalta tra i fili che legano le azioni e le scene l’una al’altra, con profonda poesia, con un gusto estetico delicato e con garbo.
La forza comunicativa dello spettacolo arriva lentamente, come il gusto di un buon vino al quale ci si deve abituare; una tale ricchezza di elementi risulta atipica e complessa, quindi é necessario che lo spettatore riesca ad abituarsi all’incrocio tra una parte comica recitata ed una successiva parte drammatica di funambolismo. La bravura con cui la compagnia affronta il pubblico e sostiene la rappresentazione non va in ogni caso a danno della “fascinazione” che uno spettacolo vuole esercitare sugli spettatori.
Il posizionamento dei musicisti sul lato del palco rende la musica protagonista, al pari delle altre arti, secondo un canone barocco appunto, e ha la funzione di permettere l’interazione giocosa tra attori ed orchestrina. Non a caso Vincent Dumestre, ideatore dello spettacolo, é musicista ed esperto nell’esecuzione di brani di musica barocca.
La scenografia, per esigenza, é resa elastica attraverso una composizione ad elementi, che rispecchia l’intercambiabilità  caratterizzante tutto lo spettacolo. A sorpresa, anche gli elementi scenografici diventano pretesto per gag e azioni recitative e funamboliche, dall’inizio alla fine dello spettacolo.
I costumi invece richiamano chiare figure di teatranti ed artisti di strada che ricordano la commedia dell’arte, ma mantengono l’eleganza e il garbo che contraddistinguono le movenze, le musiche e persino le comiche.
La caratteristica che più colpisce, e che ha fatto sì che lo spettacolo riuscisse così bene, é senza dubbio la fantasia con cui i vari elementi sono mescolati. Gli espedienti per legare l’azione, la composizione dei quadri scenici, tutto convive in equilibrio su un palco, dando l’idea di uno spettacolo teatrale. Tornare indietro nel tempo non é poi impossibile!

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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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