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Addio a Giancarlo Nanni

di Stefano Mavilio • 6 gennaio 2010 • 4325

dal corrieredellasera

giancarlonanni – In platea per l’ultimo saluto a Giancarlo Nanni. Molti i volti noti e i semplici cittadini che nel giorno della Befana hanno fatto visita al Teatro Il Vascello dove è allestita camera ardente del regista teatrale morto martedì mattina all’età di 68 anni dopo un anno di malattia. Tra i presenti anche il premio Oscar e l’attore . I funerali si terranno giovedì 7 gennaio alle 14.30 alla Chiesa degli Artisti, in Piazza del Popolo.

«AL LAVORO, SE NO GIANCARLO SI ARRABBIA» – Sopra la bara, posta al centro del palco, sul megaschermo venivano proiettati gli spettacoli più noti andati diretti da Nanni e interpretati da , a lungo compagna di vita. Insieme nel 1989 fondarono Il Vascello, aperto alla sperimentazione e alle esperienze artistiche che non trovano spazio nelle strutture più istituzionali. «Abbiamo perso un punto di riferimento – dice commossa la Kustermann – ma dobbiamo proseguire il suo lavoro. Tutti insieme…» e chiama a raccolta un gruppetto di giovani attori. «Ragazzi dobbiamo provare anche domani (giovedì, ndr) dopo il funerale. Se no Giancarlo si arrabbia!» dice con la grinta di chi è decisa a proseguire sulla strada iniziata tanti anni fa.

RODI - Nato il 27 maggio del 1941 a Rodi, Giancarlo Nanni da giovane si è dedicato alla pittura prima di iniziare la sua attività teatrale cominciata alla fine degli anni ‘60 quando, sempre con la Kustermann, ha fondato il La Fede a via Portuense 78 da cui sono usciti artisti come Memé Perlini, Valentino Orfeo, Pippo di Marca e Gianni Fiori che, con Nanni sono stati il nucleo principale del movimento teatrale conosciuto come la Scuola Romana. Nel febbraio 1990 con la fondazione del Il Vascello si inaugura la nuova stagione della Fabbrica dell’Attore con un grande spettacolo internazionale, “Qui non ci torno più” di Tadeusz Kantor e il suo Cricot di Varsavia. «Giancarlo era una persona eccezionale – ricorda la Kustermann – immensamente generoso. La sua più grande eredità è stata l’apertura verso gli altri, il suo sguardo era sempre avanti, credeva nell’arte che si tramutava in vita. Diceva sempre ‘Il Vascello deve essere la casa di tutti, aperto ai giovani’».

Carlotta De Leo

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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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