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		<title>Napoli, Mozart in Jeans  Il San Carlo per i giovani</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 12:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mavilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entra nel vivo la programmazione del progetto “Il San Carlo per i  Giovani”, avviato all’inizio della stagione d’opera e di balletto 2010. Dopo il grande successo riscontrato con l’analoga iniziativa promossa nello scorso autunno 2009, il Teatro di San Carlo ripropone uno “speciale Università”. L’azione  prevede molteplici e diretti interventi di promozione culturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4464" title="Mozartinjeans_M" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/03/Mozartinjeans_M.jpg" alt="" width="269" height="235" />Entra nel vivo la programmazione del progetto “Il San Carlo per i  Giovani”, avviato all’inizio della stagione d’opera e di balletto 2010. Dopo il grande successo riscontrato con l’analoga iniziativa promossa nello scorso autunno 2009, il Teatro di San Carlo ripropone uno “speciale Università”. L’azione  prevede molteplici e diretti interventi di promozione culturale all’interno degli Atenei della Campania, con la presenza, tra marzo e maggio, sia di desk informativi dedicati alle attività del Massimo napoletano che di momenti di spettacolo che impegnano l’Orchestra del Teatro di San Carlo.</p>
<p>L’iniziativa è promossa a sostegno della speciale campagna dedicata agli “under 30”, sostenuta anche dalle sigle sindacali CGIL CISL e UIL  attraverso la loro rete di contatti, che riserva a tutti i giovani, fino a 30 anni, la fruizione di speciali condizioni promosse dal Teatro di San Carlo con vantaggiose e diversificate formule di abbonamento all’intera stagione sinfonica, d’opera e di balletto, attraverso l’emissione di  specifiche “card”.</p>
<p>I desk informativi saranno presenti dall&#8217; 8 al 12 marzo alla  Facoltà di Architettura dell’Università Federico II; dal 15 al 19 marzo alla Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università Federico II; dal 22 al 26 marzo alla Facoltà di Lingue dell’Università  di Salerno;  dal 12 al 16 aprile, al Palazzo del Mediterraneo dell’Università L&#8217;Orientale di Napoli;  dal 19 al 23 aprile, al Suor Orsola Benincasa.</p>
<p>In questo contesto si inserisce anche un ciclo di “Conferenze – Concerto” (ad ingresso libero) organizzato  in tre atenei della regione. Si parte martedì  9 marzo, ore 15.30, all&#8217;Università di Architettura (Federico II) nell’Aula Carlo Cocchia in Via del Forno Vecchio, con il maestro Virginio Giorgioni che dirigerà la compagine sancarliana su musiche di  Vivaldi (La Primavera I movimento delle Quattro Stagioni) Mozart (Divertimento k 136 I movimento), Dvorak (Serenata in mi maggiore 1°mov), e  Verdi (La Traviata, preludio atto I). Il concerto sarà anticipato da un incontro di presentazione cui prenderanno parte Donatella Mazzoleni, Mario Rusciano, Massimo Lo Iacono, Giovanna Tinaro e Giovanni Mantovano. L’Orchestra del Teatro di San Carlo sarà, successivamente, impegnata il 31 marzo (ore 15) alla  Facoltà di Lingue dell’Università di Salerno a Fisciano ed il 16 aprile (ore 15.30) al Palazzo Corigliano dell’ Università Orientale di Napoli.</p>
<p>Contemporaneamente, presso il Teatro di San Carlo, è iniziata venerdì 5 marzo anche una “masterclass” dedicata alla Maria Stuarda, che coinvolge attraverso un laboratorio formativo, 50 studenti dei Corsi di Laurea Magistrale dell’Istituto Orientale di Napoli. Il ciclo di incontri, programmati fino a giovedì 11,  ha l’obiettivo di coinvolgere gli studenti in un percorso di avvicinamento al mondo del Teatro d’Opera, a partire dalla Maria Stuarda di Gaetano Donizetti in scena al Teatro di San Carlo dal 16 al 25 marzo 2010.</p>
<p>Info: Ufficio Marketing e Promozione Pubblico 081 7972468</p>
<p>community@teatrosancarlo.it   promozionepubblico@teatrosancarlo.it</p>
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		<title>&#8220;Pali&#8221; di Spiro Scimone. Premio Ubu 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 23:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Caffiero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scimone]]></category>
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		<description><![CDATA[Up patriots to arms, engagez-vous
la musica contemporanea, mi butta giù
(Franco Battiato)
 
Al Testoni di Casalecchio di Reno, ho visto stasera Pali.
 
 
Con quattro attori, una recitazione  efficacemente gridata (a ogni personaggio è riservato un diverso modo di emettere la voce che lo caratterizza),  in modo da aggirare il pericolo di qualsiasi birignao,  l’ottimo testo di Scimone analizza l’oggi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="size-full wp-image-4447 alignleft" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/02/pali290.jpg" alt="pali" width="290" height="290" />Up patriots to arms, engagez-vous</em></p>
<p><em>la musica contemporanea</em>, <em>mi butta giù</em></p>
<p>(Franco Battiato)</p>
<p> </p>
<p>Al <em>Testoni </em>di Casalecchio di Reno, ho visto stasera <em>Pali</em>.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Con quattro attori, una recitazione  efficacemente gridata (a ogni personaggio è riservato un diverso modo di emettere la voce che lo caratterizza),  in modo da aggirare il pericolo di qualsiasi birignao,  l’ottimo testo di Scimone analizza l’oggi.  </p>
<p>Fotografa, registra la realtà, l’Italia.  Con riferimenti dettagliati al presente, descrivendo persino il premier in modo diretto, pur senza nominarlo.</p>
<p>Allude al precariato.  Accenna  all’impotenza dei sindacati, racconta la quasi definitiva scomparsa delle lotte sociali dopo il crollo del principio della solidarietà (stringersi la mano, darsi la mano).</p>
<p>Il rimando pasoliniano è evidente nella splendida  scenografia di Lino Fiorito, di cui fanno parte gli attori stessi come cinèmi  di un’installazione/performance.</p>
<p>La scena è citazione (di una citazione) della crocifissione de <em>La ricotta;</em> a Pasolini si pensa anche per la scelta dei personaggi , i non vincenti del sociale, simboli di tutti gli altri marginali che sopravvivono nell’interzona dei Nuovi Poteri;  la Bruciata ricorda la serva di Teorema, salva grazie al suo mantenuto legame con una fede cristiana arcaica (il formidabile tormentone Padre, ascoltalo!)</p>
<p>Di più: il pensiero di Pasolini sottende eticamente tutta la sceneggiatura,  si evince da un’apparentemente innocente  battuta dei dialoghetti, ripetuta due volte dall’operaio Senzamani. E’ la risposta all’evocazione da parte della credente Bruciata di un redentore, di qualcuno che risolva la situazione e trasformi il fango in oro.</p>
<p>- Si deve fare da soli &#8211;  esclama Senzamani.</p>
<p>Vengono in mente i decennali, ormai, leit-motiv degli intellettuali di sinistra, la loro attesa di una figura nuova, che redima palingeneticamente il paese; dimenticando che proprio a loro dovrebbe spettare il lavoro di restituire un senso.</p>
<p>Pasolini aveva più volte ripetuto che la rivoluzione si deve fare da soli, citando Sciascia; e Scimone conosce bene quell’affermazione, che può suonare come segno di disfatta e presa d’atto dell’assenza di un deus ex machina ideologico; ma letta al rovescio, è anche un manifesto, un annuncio di resistenza ad oltranza.  </p>
<p>Si deve fare da soli, o in pochi, si deve fare e si fa con un piccolo gruppo,  per esempio con questa  compagnia che ha vinto anche il più prestigioso premio teatrale italiano, l’Ubu 2009 come <em>Migliore Novità Italiana.</em></p>
<p>Chi rifiuta di mangiare merda, di piegare la testa in spersonalizzanti impieghi con disumanizzanti orari di lavoro si rifugia sui pali, solleva il proprio punto di vista e riconosce in chi si arrampica sui pali i propri alleati.</p>
<p> Oppure incita altri a issarsi su altri pali rimasti liberi. Il palo definisce la ricerca di una propria identità che va costruita senza il supporto dei tralicci delle ideologie e strappandosi dalle influenze  esterne/interne omologanti.  </p>
<p>Con un passaggio astratto il supporto ligneo che dava origine alla croce di Cristo, vissuta  nella carne dalla Bruciata e dell’operaio ferito si trasforma in un simbolo quasi totemico di elevazione delle coscienze, che evoca la tentata liberazione dai condizionamenti  di un Italia antropologicamente e socialmente alla deriva.</p>
<p>Bellissimo lavoro.</p>
<p> </p>
<p><em><strong>Pali</strong></em>, testo di Spiro Scimone<br />
regia: Francesco Sframeli<br />
con: Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Salvatore Arena, Gianluca Cesale<br />
scene e costumi: Lino Fiorito<br />
disegno luci: Beatrice Ficalbi</p>
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		<title>Napoli, l&#8217;Amleto di Alfonso Benadduce al Teatro Mercadante</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 10:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mavilio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alfonso benadduce]]></category>
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		<description><![CDATA[[ giovedì 25 febbraio 2010 21:00 a domenica 7 marzo 2010 21:00. ] Mercadante Teatro Stabile di Napoli

25 febbraio &#62; 7 marzo
SALA RIDOTTO
STUDIO IN PRESENZA DI AMLETO

da William Shakespeare

regia Alfonso Benadduce

con Alfonso Benadduce, Francesca Cutolo, Arianna D’Angiò, Fabrizio Nevola, Francesco Domenico D’Auria.

aiuto regia Ludovica Rambelli collaborazioni: per le luci Mauro Milanese, per i suoni Roberta Arcangeli,  per i costumi Katiuscia Magliarisi, per lo spazio scenico Vanessa Chimera.

una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td class="ec3_start">giovedì 25 febbraio 2010 21:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">domenica 7 marzo 2010 21:00</td></tr></table><p><img class="alignleft size-full wp-image-4442" title="studio-amleto" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/02/studio-amleto.jpg" alt="studio-amleto" width="143" height="314" />Mercadante Teatro Stabile di Napoli</p>
<p>25 febbraio &gt; 7 marzo<br />
SALA RIDOTTO<br />
STUDIO IN PRESENZA DI AMLETO</p>
<p>da William Shakespeare</p>
<p>regia Alfonso Benadduce</p>
<p>con Alfonso Benadduce, Francesca Cutolo, Arianna D’Angiò, Fabrizio Nevola, Francesco Domenico D’Auria.</p>
<p>aiuto regia Ludovica Rambelli collaborazioni: per le luci Mauro Milanese, per i suoni Roberta Arcangeli,  per i costumi Katiuscia Magliarisi, per lo spazio scenico Vanessa Chimera.</p>
<p>una produzione Alfonso Benadduce Teatro in collaborazione con Teatro Stabile di Napoli</p>
<p>Amleto torna a dare forma a tutta la tragedia. Muovendomi in quest’opera per molti versi sfinita mi ritrovo dentro un sonno eterno. Poi come di ritorno da una morte ne sento il respiro: ogni figura prende su di sé il carico che le spetta, scardinando il personaggio a lei destinato, perfino derubando i versi degli altri, il loro tono, la loro ispirazione. Amleto, nelle acque del torrente, piange in Ofelia il proprio suicidio, Gertrude urla le parole di suo figlio usurpandogli la scena madre, e lui, Amleto, raspa il fondo della scena di cui è solo il becchino. È così che ogni spettro, ogni persona, conquista un altro silenzio.</p>
<p>Un primo movimento intitolato La morte del giovane principe era stato ideato e presentato in occasione del Festival Volterra Teatro 2001.  Alfonso Benadduce</p>
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		<title>Napoli, Enza Monetti FAKE</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 23:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mavilio</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[agenda]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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		<category><![CDATA[treves]]></category>

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		<description><![CDATA[[ sabato 6 marzo 2010 10:00 a martedì 30 marzo 2010 18:00. ] Inaugura, venerdì 5 marzo alle ore 17.00 nelle sale delle Terrazze di Castel dell’Ovo a Napoli, “ Fake” contemporary art exibition della napoletana Enza Monetti.
L'evento espositivo è promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli con il contributo dell'EPT di Napoli e di svariate aziende che ne hanno consentito la realizzazione.

Enza Monetti, da più anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td class="ec3_start">sabato 6 marzo 2010 10:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">martedì 30 marzo 2010 18:00</td></tr></table><p><img class="alignleft size-medium wp-image-4437" title="FAKE foto 1 (3)" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/02/FAKE-foto-1-3-300x218.jpg" alt="FAKE foto 1 (3)" width="300" height="218" />Inaugura, venerdì 5 marzo alle ore 17.00 nelle sale delle Terrazze di Castel dell’Ovo a Napoli, “ Fake” contemporary art exibition della napoletana Enza Monetti.<br />
L&#8217;evento espositivo è promosso dall&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli con il contributo dell&#8217;EPT di Napoli e di svariate aziende che ne hanno consentito la realizzazione.</p>
<p>Enza Monetti, da più anni sulla scena artistica, in questa occasione, in un percorso tra memoria e contemporaneità, ricerca indizi per la ricostruzione del vero; “Fake”, cioè falso, non vuole essere una denuncia di assenza di verità, ma un pensiero, una riflessione che dal personale diventa collettivo estendendosi dal territorio dei codici convenzionali sino ai limiti estremi dove l&#8217;interiorità trova riparo. La verità siamo noi?<br />
L&#8217; artista riflette, comunica, relaziona gli eventi e la loro riconoscibilità, ci trasmette emozioni ed ogni lavoro presentato è realizzato per far pensare, dilatando lo spazio convenzionale dell&#8217;immaginario creativo e non tralasciando l&#8217;intima apertura alla vita.</p>
<p>E così, tra installazioni multimediali, fotografie post-reali, pitture e proiezioni digitali, la verità e il falso, aspetti paralleli della vita stessa, diventano elementi insostituibili  nella ricerca della Monetti da cui si evince  una vita non vissuta ma consumata, il rumore della Rete diventa insostituibile e sorge il dubbio di un marchio “fake” indispensabile alla sopravvivenza.<br />
Per cui per Enza Monetti l&#8217;unica certezza è il dubbio e così, tra le tante, nasce l&#8217;opera WOW&#8230;UN UFO !</p>
<p>La presentazione ad operatori e giornalisti è fissata per  venerdì 5  marzo alle ore 16.00.<br />
La Mostra sarà aperta al pubblico da sabato 6 marzo dalle ore 10.00 alle ore 18.00.</p>
<p>Catalogo edito Treves – Napoli, febbraio 2010.</p>
<p>INFO<br />
6 marzo – 30 marzo 2010<br />
CASTEL  DELL’OVO<br />
Sala delle Terrazze<br />
Apertura Mostra<br />
Lunedì – Sabato 10.00 – 18.00<br />
Domenica 10.00 – 14.00 </p>
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		<title>Napoli, Giulio Perrone editore presenta la nuova collana inNumeri</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 17:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Buccione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ArsTuaVitaMea]]></category>
		<category><![CDATA[HOMEPAGE]]></category>
		<category><![CDATA[agenda]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[giulio marzaioli]]></category>
		<category><![CDATA[giulio perrone editore]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>

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		<description><![CDATA[[ giovedì 18 febbraio 2010; 18:00; ] Giovedì 18 Febbraio ore 18.00 presso la Feltrinelli di Ponte di Tappia, angolo con via Toledo a Napoli, sarà presentata la nuova collana inNumeri di Giulio Perrone Editore, diretta da Giancarlo Alfano. La collana raccoglie i lavori più interessanti della poesia italiana contemporanea, proponendo ogni anno le opere di autori emergenti affiancate ai percorsi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">giovedì 18 febbraio 2010</td></tr><tr><td colspan="3">18:00</td></tr></table><p><img class="alignnone size-medium wp-image-4403" title="suburra" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/02/suburra-210x300.jpg" alt="suburra" width="210" height="300" />Giovedì 18 Febbraio ore 18.00 presso la Feltrinelli di Ponte di Tappia, angolo con via Toledo a Napoli, sarà presentata la nuova collana <strong>inNumeri</strong> di Giulio Perrone Editore, diretta da Giancarlo Alfano. La collana raccoglie i lavori più interessanti della poesia italiana contemporanea, proponendo ogni anno le opere di autori emergenti affiancate ai percorsi e alle riflessioni estetiche di poeti maturi e già affermati. Uno scambio tra generazioni dal quale emerga la vivacità del panorama poetico italiano, coi suoi prestiti interni, il suo spessore temporale, la sua porosità nei confronti delle esperienze straniere. Il principio della collana è che i ritmi della poesia sono innumerevoli, molti di più di quanti computino i manuali di metrica, e che ogni numero (&#8220;numerus&#8221; in latino significa anche &#8220;ritmo&#8221;) risponde a una singola cadenza, che è poi la voce, diversa, di ogni autore che verrà pubblicato. Presenteranno i loro lavori, gli autori: <strong>Vito M. Bonito, Jolanda Insana, Matteo Lefèvre, Letizia Leone, Giulio Marzaioli</strong>. Discute con loro <strong>Giancarlo Alfano</strong>.</p>
<p>Info: www.giulioperroneditore.it</p>
<p>redazione@giulioperroneditore.it</p>
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		<title>&#8220;Artisti in Vetrina&#8221; &#8211; Gaia Vittozzi con &#8220;PUPA&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 12:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Rispoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prossimo 17 febbraio sarà la volta di Gaia Vittozzi che si esibirà nella performance “PUPA” nella vetrina di Gino Ramaglia a Napoli, in via Broggia 9/10 ore 19:00.
L’artista sottolinea  come  il termine “PUPA”, relativo allo stato larvale degli insetti “brutti per antonomasia”, venga utilizzato, nel linguaggio corrente, per definire una donna giovane, bella ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 17 febbraio sarà la volta di Gaia Vittozzi che si esibirà nella performance “PUPA” nella vetrina di Gino Ramaglia a Napoli, in via Broggia 9/10 ore 19:00.</p>
<p>L’artista sottolinea  come  il termine “PUPA”, relativo allo stato larvale degli insetti “<em>brutti per antonomasia”</em>, venga utilizzato, nel linguaggio corrente, per definire una donna giovane, bella ed avvenente. Ma se l&#8217;isetto è considerato brutto, e il male è associato alla bruttezza, logica conseguenza sarà  identificare il male nell’insetto.</p>
<p>La donna sulla tela di Gaia Vittozzi incarna questo paradosso, è una &#8220;pupa&#8221;  con il volto  segnato dal male, ricoperto di insetti. Tuttavia, il sentimento che traspare dalla sua espressione contrasta con il resto, è felice.</p>
<p><img class="size-large wp-image-4387 alignleft" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/02/flyer-ramaglia21-400x800.jpg" alt="PUPA" width="336" height="672" /></p>
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		<title>Fabrizio Scala per &#8220;Artisti in Vetrina&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 15:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Rispoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#34;Cocò Chanel  è un sogno rincorso  un ossessione nelle mie mani  chanel è un migliaio di linee ...  un&#39; infinità di forme  chanel è un &#34;progetto&#34; nella mia testa  è raccontare una storia  chanel è conquistare supporti, misure e spazi sempre diversi  chanel è un incontro, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4367" class="wp-caption alignleft" style="width: 252px"><img class="size-full wp-image-4367" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/01/6.JPG" alt="NUDI" width="242" height="140" /><p class="wp-caption-text">&quot;Cocò Chanel  è un sogno rincorso  un ossessione nelle mie mani  chanel è un migliaio di linee ...  un&#39; infinità di forme  chanel è un &quot;progetto&quot; nella mia testa  è raccontare una storia  chanel è conquistare supporti, misure e spazi sempre diversi  chanel è un incontro, un incrocio, un incastro di corpi...  vi presento cocò chanel &quot;</p></div>
<p>Da un’idea nata tra le strade della grande mela, Fabrizio Scala, giovane e brillante artista partenopeo,  proporrà la sua performance &#8221;<em>Coco&#8217; chanel da New York a Broggia”</em>&#8216;, disegnando dal vivo i suoi sinuosi nudi. Corpi e volti che parlano d’amore, perchè l’amore è il centro del suo progetto artistico. “In ognuno di questi disegni c’è un incontro, una storia ” commenta mentre indica uno dei murales dipinti sulla parete del suo studio. Utilizza, ora, il disegno, ma prima l’olio, poi l’arte digitale. Tutti i mezzi conosciuti o sperimentati per comunicare la sua passione.<br />
L’inaugurazione si terrà il prossimo 1 febbraio alle 19:00 nella vetrina della bottega “Gino Ramaglia” a Napoli in via Broggia 9/10. L’artista disegnerà tutti i giorni dalle 17:30 alle 19:00 fino al 5 febbraio, per poi proseguire il 26 febbraio all’interno del suo studio in via Tasso 193, con &#8221;<em>Coco&#8217; Chanel da Broggia alle curve di tasso&#8217;</em>&#8216;.</p>
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		<title>Destra e sinistra per me pari sono: manca a tutti la cultura della cultura</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 19:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Colasanti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Forum delle Culture]]></category>
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		<category><![CDATA[Vincenzo Cerami]]></category>

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		<description><![CDATA[Le istituzioni dell&#8217;arte
Destra e sinistra per me pari sono: manca a tutti la cultura della cultura
IL PASSATO CHE NON C&#8217;È PIÙ
Nel Pci degli anni Sessanta era viva la speranza che la bellezza potesse correggere la deriva di una politica tentata dalla sola ricerca del consenso &#8211; UNA TORTA IN PALIO &#8211; Per il Forum delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le istituzioni dell&#8217;arte<br />
Destra e sinistra per me pari sono: manca a tutti la cultura della cultura</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4359" title="PavorDM0307_468x612" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/01/PavorDM0307_468x612-229x300.jpg" alt="PavorDM0307_468x612" width="229" height="300" />IL PASSATO CHE NON C&#8217;È PIÙ<br />
Nel Pci degli anni Sessanta era viva la speranza che la bellezza potesse correggere la deriva di una politica tentata dalla sola ricerca del consenso &#8211; UNA TORTA IN PALIO &#8211; Per il Forum delle culture a Napoli associazioni e istituzioni si stanno spartendo tre miliardi e se qualcuno è contiguo ai Casalesi va bene lo stesso</p>
<p>di Gioacchino Lanza Tomasi</p>
<p>Un paio di settimane fa <strong>Vincenzo Cerami</strong>, scrittore, come si è firmato umilmente sull&#8217;Unità, si è chiesto se «il nuovo assetto messo insieme da D&#8217;Alema-Bersani abbia un qualche interesse per la cultura e per l&#8217;arte del nostro Paese». E la riposta è stata: «Senza esitazione: no. Perché la sinistra né più né meno della destra non possiede la cultura della cultura». A una persona della mia generazione questa constatazione è giunta come conferma del malessere in cui si trova più di un elettore della sinistra.</p>
<p>L&#8217;intervento di Cerami prendeva le mosse da una protesta ormai endemica dei dipendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche. Ma il problema non è quello di difendere 6mila fra i più tutelati dipendenti pubblici della nostra repubblica &#8211; tanta è l&#8217;occupazione del comparto &#8211; quanto di ripercorrere cosa ha significato la parola cultura nel Pci degli anni Sessanta.<br />
Quando veniva varato lo statuto dei lavoratori, la sinistra intera soffriva di un ritardo progettuale nella comprensione dello sviluppo industriale. L&#8217;analisi marxiana del plusvalore risaliva alle origini della fabbrica reso possibile dalla macchina a vapore. L&#8217;industria offriva ai compratori prodotti in quantità impensabile al tempo dell&#8217;artigianato. Il profitto era certo, come lo è stato di recente il profitto nelle tecnologie informatiche. Donde la teoria di un plusvalore assicurato che andava ridistribuito. Al diffondersi delle tecnologie si entra nell&#8217;era della concorrenza. Ora la fabbrica può fallire, e stiamo attraversando una congiuntura dove spesso fallisce. Lo statuto dei lavoratori si è appoggiato su queste premesse. La tutela a prescindere dall&#8217;esistenza del plusvalore. Le conseguenze, come ritardo storico, sono sotto gli occhi di tutti.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-4361" title="bassolino_demasi_auditorium ravello" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/01/bassolino_demasi_auditorium1-300x200.jpg" alt="bassolino_demasi_auditorium ravello" width="300" height="200" />Differente era invece la presenza della sinistra nel campo culturale. Essa discendeva dalla tesi dell&#8217;intellettuale organico gramsciano. Il rapporto con gli intellettuali e gli artisti si trasformò in un laboratorio di fermenti critici, di partecipazione al valore speculativo dell&#8217;attività artistica. La sinistra, nel connaturato anticonformismo della ricerca artistica, nella denuncia del mondo mercificato portata avanti dalla scuola di Francoforte, trovò allora sostegno per affrancarsi dal fondamentalismo, per uscire dalla logica degli schieramenti che dividevano l&#8217;Europa. La presenza di <strong>Giorgio Napolitano </strong>alle prime di <strong>Nono </strong>e <strong>Abbado </strong>testimoniava l&#8217;attenzione della sinistra a un mondo non omologato, la speranza che l&#8217;arte potesse anche correggere la politica, la deriva di un politica tentata dalla sola ricerca del consenso.<br />
Si cercava allora uno spirito nelle cose, la storia della creatività artistica era la storia del diverso. Era la storia di singoli e di gruppi che attestavano la nostra ansia metalinguistica o magari metafisica. Si leggevano le grandi storie delle civiltà: <strong>Huizinga</strong>, <strong>Chastel</strong>, e poi Panofsky e <strong>Gombrich</strong>. Si citava <strong>Mondrian</strong>: «Nessun pittore ha dipinto un albero perché ha visto un albero, ma perché ha visto come altri pittori hanno dipinto un albero». L&#8217;universo fisico non soddisfa la nostra conoscenza, e senza una ricerca continua su quel che l&#8217;universo fisico ha rappresentato nella storia dell&#8217;uomo non si rende giustizia alla sua natura duale: soggetto alla legge della causa ed effetto, ma a questa contestualmente ribelle.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-4363" title="mara-carfagna" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/01/mara-carfagna-208x300.jpg" alt="mara-carfagna" width="208" height="300" />Nell&#8217;Italia telecraticamente governata, come direbbe Vanni Sartori, cosa resta della nostra antica illusione? A sinistra poco o niente. Quando il sindaco di <strong>Bologna</strong> (Bologna!) sceglie come assessore alla Cultura<strong> Nicoletta Mantovani</strong>, seconda moglie di big Luciano si capisce che la serie delle vittorie elettorali di Berlusconi non è conclusa. Venditore impareggiabile e inimitabile, ha costretto l&#8217;avversario a battersi sul proprio terreno. Cosa propone l&#8217;assessore alla Cultura? Un memorial concertistico Pavarotti che si incaglia in un mare di impicci. Fortuna vuole che in questi giorni radio Classica abbia trasmesso un Trovatore anni Settanta con Pavarotti dal Met diretto da <strong>James Levine</strong>. Ho risentito la voce adorata, il suono e la scansione di Luciano prima dell&#8217;ippica e dei concerti connessi. Il sindaco afferma che la Mantovani sarà un mago degli eventi. Ma non sa quello che fa. Mentre Berlusconi sa quel che fa quando mette in campo la <strong>Carfagna</strong>.</p>
<p>In tanto grigiore al ministero per i Beni culturali si vive una stagione bonapartista senza che la sinistra se ne accorga. Vi è un manager per la gestione economica delle antichità e belle arti, la gestione delle fondazioni liriche è data a vari manager che non hanno alcuna idea del prodotto da smerciare, in barba anche alla legge che parla quantomeno di esperti del settore, e si parla di una riforma senza sognarsi di effettuare una ricognizione sulla gestione dello spettacolo musicale nei principali paesi della comunità europea. Dati e cifre sono scomodi. Nel 2009 le sofferenze delle fondazioni sono a quota 290 milioni, dati forniti dal ministro nella audizione in Senato, ma sempre 28 ore lavorative a settimana per i professori d&#8217;orchestra. Quando le ore lavorative delle orchestre sono 20 per le file e 16 per le prime parti alla Scala ed altrove.<br />
Eppure in tanto grigiore <strong>Milano </strong>si distingue. Quando la Scala riuscì a perdere in un sol colpo il più italiano dei grandi direttori d&#8217;orchestra e il manager più lodato dell&#8217;area socialista, Berlusconi, cui fa difetto la prudenza della parola, affermò che per lui il pozzo senza fondo della Scala poteva anche andar a farsi benedire. Ma Bruno Ermolli si fece dar la delega, riempì d&#8217;acqua il pozzo (7-10 milioni di perdita l&#8217;anno e molto più in apporto capitale) e invece di prendere un manager decise che il sovrintendente sarebbe stato scelto fra i grandi professionisti europei. Stéphane Lissner potrà piacere o non piacere, ma quando impagina un concerto in onore di Placido Domingo propone il primo atto della Walküre con Nina Stemme, la miglior voce wagneriana del momento, e lo dirige Daniel Barenboim.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-4364" title="stor_10747765_48110" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/01/stor_10747765_48110-242x300.jpg" alt="stor_10747765_48110" width="242" height="300" />A <strong>Verona </strong>il concerto Domingo di luglio era stato una rassegna di arte varia. La Lega veronese continua a pensare che l&#8217;Arena socialpopolare sarà fonte di reddito. Ma in pochi anni la moneta buona scaccerà la cattiva. Verona sarà un luogo di dopolavoristi e Salisburgo continuerà a crescere. E poi vi è sempre la <em>trahison des clercs</em>. <strong>Mimmo de Masi</strong> conosce <strong>McLuhan</strong> meglio di me, ma non vede nella frase «il mezzo è il messaggio» un segnale d&#8217;allarme. Ne fa anzi la propria linea operativa. Inaugura l&#8217;auditorio di <strong>Niemeyer </strong>a <strong>Ravello </strong>con la fanfara dei carabinieri e prosegue con un concerto di<strong> Lucio Dalla</strong>. Il deprecato governo anche nel dir no qualche volta ha le sue buone ragioni. Ha detto no al grande evento per il Forum delle Culture.<br />
Nel mentre a Napoli si susseguono le riunioni di associazioni, istituzioni, cooperative e categorie per stabilire la quota che toccherà a ciascuno del mega evento da tre miliardi e oltre. Ogni consigliere di circoscrizione attende e contratta la propria quota, e, non per malizia, ma per pura statistica ambientale, se qualcuno fra questi è contiguo ai <strong>Casalesi </strong>va bene lo stesso.</p>
<p>da IL SOLE 24 ORE del 17-01-2010</p>
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		<title>Napoli, &#8220;Artisti in vetrina&#8221; alla bottega di &#8220;Gino Ramaglia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 14:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Rispoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ venerdì 15 gennaio 2010; 19:00; ] 
Al via la terza performance degli  'Artisti in vetrina', da un'idea di Enzo e Marco Ramaglia. Il 15 gennaio alle ore 19:00 in via Broggia n.10 - Napoli.
Ecco come la vetrina di un antico negozio di articoli di belle arti "Gino Ramaglia", diventa cornice ideale per le performance di artisti desiderosi di esibirsi in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">venerdì 15 gennaio 2010</td></tr><tr><td colspan="3">19:00</td></tr></table><p><img class="size-full wp-image-4345 alignright" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/01/lucio-ddt2.jpg" alt="lucio ddt" width="200" height="300" /></p>
<p style="text-align: left">Al via la terza performance degli  &#8216;Artisti in vetrina&#8217;, da un&#8217;idea di Enzo e Marco Ramaglia. Il 15 gennaio alle ore 19:00 in via Broggia n.10 &#8211; Napoli.</p>
<p style="text-align: left">Ecco come la vetrina di un antico negozio di articoli di belle arti &#8220;<em>Gino Ramaglia</em>&#8220;, diventa cornice ideale per le performance di artisti desiderosi di esibirsi in una maniera del tutto originale. Dopo il successo riscosso da  &#8220;iPAINT&#8221; e  &#8220;StudioRotella&#8221;, Lucio DDT alle ore 19:00 del 15 gennaio, creerà una istallazione scultorea che rimarrà visibile fino al 30 gennaio.</p>
<p style="text-align: left">
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		<title>Adieu Monsieur Rohmer</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 22:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mavilio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cannes]]></category>
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		<category><![CDATA[regista]]></category>

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		<description><![CDATA[Se n’è andato ad 89 anni a Parigi uno dei maestri della Nouvelle Vague, Eric Rohmer. Quasi inutile, ma doveroso, ricordare che è stato una figura cardine per i Cahiers du cinèma, caporedattore a cavallo dei ‘50 e ‘60, e successivamente il primo fra i critici del gruppo ad esordire dietro la macchina da presa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4337" title="Eric_Rohmer" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2010/01/Eric_Rohmer.jpg" alt="Eric_Rohmer" width="200" height="162" />Se n’è andato ad 89 anni a Parigi uno dei maestri della Nouvelle Vague, <a href="http://www.cineblog.it/tag/Eric%20Rohmer">Eric Rohmer</a>. Quasi inutile, ma doveroso, ricordare che è stato una figura cardine per i Cahiers du cinèma, caporedattore a cavallo dei ‘50 e ‘60, e successivamente il primo fra i critici del gruppo ad esordire dietro la macchina da presa con un lungometraggio, lo splendido <em>Il segno del leone</em>, prodotto da Chabrol nel 1959.</p>
<p>La sua carriera prosegue con film acclamati, molti dei quali hanno lasciato un segno indelebile. Con <em>La mia notte con Maud</em>, secondo dei suoi “racconti morali”, in concorso a Cannes nel ‘69, ottiene una nomination per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar. Riceve l’Orso d’Argento a Berlino per l’indimenticabile <em>Pauline alla spiaggia</em>, che ancora oggi viene citato (un titolo come <em>Margot at the Wedding</em> fa pensare).</p>
<p>Negli anni ‘90 dirige i celebri “racconti delle quattro stagioni”, di cui il <em>Racconto d’autunno</em> riceve a Venezia l’Osella per la sceneggiatura nel ‘98. Sempre al Lido, Rohmer riceverà il Leone d’Oro alla carrieria nel 2001. Ma non è di certo la fine della sua carriera: da lì tre film d’ambientazione “storica”: <em>La nobildonna e il duca</em>, <em>Triple Agent &#8211; Agente speciale</em>, e il suo ultimo lavoro, <em>Gli amori di Astrea e Celadon</em>, in concorso a Venezia nel 2007. Personalmente ricordo con dolcezza il film <em>Rendez vous a Paris</em>.</p>
<p>Dopo il salto, ricordiamo il grandissimo regista con un suo corto del ‘59, <em>Présentation ou Charlotte et son steak</em>, con Godard nel ruolo di Walter.</p>
<p></p>
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