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	<title>ArsTuaVitaMea.com &#187; Anita Miotto</title>
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	<description>Art is everything. Art is not useful at all.</description>
	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 11:16:35 +0000</pubDate>
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		<title>Recensione di &#8220;Il principio d’indeterminazione di Heisenberg&#8221; di Anita Miotto</title>
		<link>http://www.arstuavitamea.com/atvm/2008/05/20/recensione-di-il-principio-d%e2%80%99indeterminazione-di-heisenberg-di-anita-miotto/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 22:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anita Miotto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ArsTuaVitaMea]]></category>

		<category><![CDATA[Anita Miotto]]></category>

		<category><![CDATA[Franca Rame]]></category>

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		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il principio d’indeterminazione di Heisenberg
Matilde De Feo
visto il 6 maggio 2008
Teatro in scatola, Roma
di: Anita Miotto
 
Tenero e drammatico omaggio all’arte tecnologica, Il principio d’indeterminazione di Heisenberg, è spettacolo come sospeso su un filo invisibile, tra il sogno e l’incubo di una madre che vede il figlio in galera per terrorismo. Il testo, riduzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1679" title="principio1" src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2008/05/principio1-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" /></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size: 14pt;">Il principio d’indeterminazione di Heisenberg</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt;"><a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/matilde-de-feo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con matilde de feo" >Matilde De Feo</a></span></p>
<p class="MsoNormal">visto il 6 maggio 2008</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/teatro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con teatro" >Teatro</a> in scatola, <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con roma" >Roma</a></p>
<p class="MsoNormal">di: <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/anita-miotto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Anita Miotto" >Anita Miotto</a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tenero e drammatico omaggio all’arte tecnologica, <em>Il principio d’indeterminazione di Heisenberg, </em>è spettacolo come sospeso su un filo invisibile, tra il sogno e l’incubo di una madre che vede il figlio in galera per terrorismo. Il testo, riduzione di <em>Una madre </em>di Dario Fo e <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/franca-rame/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Franca Rame" >Franca Rame</a>, ricama armonie e disarmonie di un affetto materno diviso, spezzato, contraddittorio della protagonista monologante, che osserviamo interagire con un figlio 3D, alieno e alienante, proiezione video sistemata in obliquo sopra la testa di Matilde.<span> </span><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tutto è sospeso. Provvisorio. Fragile. Tutto è aria compressa dentro un palloncino che scivola dalle mani dell’attrice, che scoppia fra le sue mani, che nelle sue mani diventa nero. E allora quel ricordo materno, di un figlio portato in grembo, di un figlio educato secondo le ultime prospettive educative psico-socio-borghesi, non c’è più. Si è dissolto. In un immagine in-compatibile con l’immagine bidimensionale dello schermo, quell’immagine di un bambino che si fa carezzare dalla mano della madre.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E così come per Weiner Heisenberg “l’esistenza di una indeterminazione” è “ineliminabile nella misura della posizione e della velocità di un corpo in movimento”, allora quel corpicino che interagisce col movimento di una mano è altro. Allora il suo movimento è fuga, è cospirazione, è violenza.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dall’elaborazione video di Mario Savinio a quella sonora di Giuseppe Stellato, si passa da atmosfere consolanti a minacce ineluttabili dietro un respiro preoccupato di una madre, <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/matilde-de-feo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con matilde de feo" >Matilde De Feo</a>, che ci guarda ricomponendo i tasselli della psiche di una protagonista sconcertata e amareggiata, che quasi sorride ai ricordi passati ma che non può sorride altro che in modo amaro.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Monologo vincitore del concorso “Fuori luogo”, lo spettacolo si rivela per il suo spirito di ricerca e allo stesso tempo di comunicazione semplice e immediata. Pronto per arrivare al pubblico. Poetico e suggestivo. <span> </span></p>
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		<title>Recensione, Parete Nord di Edoardo Erba</title>
		<link>http://www.arstuavitamea.com/atvm/2008/03/18/recensione-parete-nord-di-edoardo-erba/</link>
		<comments>http://www.arstuavitamea.com/atvm/2008/03/18/recensione-parete-nord-di-edoardo-erba/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 19:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anita Miotto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ArsTuaVitaMea]]></category>

		<category><![CDATA[Anita Miotto]]></category>

		<category><![CDATA[bruno armando]]></category>

		<category><![CDATA[edoardo erba]]></category>

		<category><![CDATA[parma]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[[ Martedì 11 Marzo 2008 21:00 a Domenica 30 Marzo 2008 21:00. ] Parete Nord

scritto e diretto da: Edoardo Erba

con: Bruno Armando, Lorenzo Ficini, Piero Maggiò

scene e costumi: Anusc Castiglioni, Giulia Bonardi

musiche: Pivio - De Scalzi

luci: Luca Bronzo

Teatro Due di Parma

11-03-2008 - 30-03-2008

La posizione precaria, le mani aggrappate ben salde alla parete, le gocce di sudore e l'eco che le accompagna. Parete Nord. Un padre e suo figlio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td class="ec3_start">Martedì 11 Marzo 2008 21:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">Domenica 30 Marzo 2008 21:00</td></tr></table><p><img src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/2008/03/parete-nord1xx.jpg" alt="Recensione, Parete Nord di Edoardo Erba" /><em>Parete Nord</em></p>
<p>scritto e diretto da: <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/edoardo-erba/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con edoardo erba" >Edoardo Erba</a></p>
<p>con: <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/bruno-armando/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bruno armando" >Bruno Armando</a>, Lorenzo Ficini, Piero Maggiò</p>
<p>scene e costumi: Anusc Castiglioni, Giulia Bonardi</p>
<p>musiche: Pivio - De Scalzi</p>
<p>luci: Luca Bronzo</p>
<p><a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/teatro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con teatro" >Teatro</a> Due di <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/parma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con parma" >Parma</a></p>
<p>11-03-2008 - 30-03-2008</p>
<p>La posizione precaria, le mani aggrappate ben salde alla parete, le gocce di sudore e l&#8217;eco che le accompagna. Parete Nord. Un padre e suo figlio uniti da un&#8217;unica corda attaccata ad un nut sistemato malamente nella roccia; un padre e suo figlio, il piccolo Vincenzo, che come se non bastasse perde gli occhiali: non vede più niente&#8230; non riesce a muoversi&#8230; è su una parete verticale sopra uno strapiombo di 1500 metri e ha tolto gli occhiali perché erano appannati&#8230;!?</p>
<p>Queste le premesse da cui si sviluppa il nuovo spettacolo di Erba, drammaturgo che riveste da tempo le nostre scene di luoghi disposti in atmosfere inusuali e ci rimanda inevitabilmente alle sorprese dell&#8217;immaginario senza dimenticarsi di regalarci una risata riflessiva dal retrogusto a volte amaro. Del resto come lo stesso Erba afferma: &#8220;Odio quello che definisco il &#8220;<a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/teatro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con teatro" >teatro</a> della casetta&#8221;. Quando si apre il sipario e c&#8217;è la casetta mi sento morire. Mi piacerebbe sempre collocare i personaggi in spazi aperti o, comunque, mettere il pubblico in condizione di poter sognare. Il soggiorno di casa è sempre meno un luogo di conversazione, perché dominato dalla televisione. Mentre si corre, mentre si guida, al telefono, mentre si gioca a tennis, mentre si va in montagna&#8230; Sono quelli i momenti di conversazione vera.&#8221;</p>
<p>Ecco allora un padre - che in <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/bruno-armando/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bruno armando" >Bruno Armando</a> trova un interprete d&#8217;eccezione - che si ostina però a ribadire che: &#8220;la montagna non è un posto di conversazione dove si prende il tè con la mamma e le zie&#8230;&#8221; e che così facendo sa regalarci momenti di comicità, tutta all&#8217;italiana, con le sue vampate d&#8217;ira e gli occhi fuori dalle orbite, che subito guardano in giro convulsi e tremano al solo pensiero di dover guardare in basso. Quegli occhi fanno il bello e il cattivo tempo dello spettacolo, e scandiscono con precisione chirurgica i momenti comici da quelli drammatici, provocando netti stacchi espressivi, conducendo così lo spettatore in un altalenante stato d&#8217;animo.</p>
<p>E questo anche grazie a Vincenzo, interpretato dal giovanissimo Ficini che ci spiazza con le sue considerazioni che passano dall&#8217;essere quelle ingenue di un bambino a quelle taglienti di un adulto.</p>
<p>I due non incrociano mai gli sguardi aumentando così la distanza che c&#8217;è tra loro e creando allo stesso tempo un dialogo sommesso, dove le ragioni dell&#8217;uno e dell&#8217;altro protagonista divergono inevitabilmente e si allontanano progressivamente le une dalle altre fino ad arrivare alla fine dello spettacolo dove la rottura sarà definitiva.</p>
<p>Ma prima BANG. Da una parete di carta - come si usava fare nei fumetti americani anni &#8216;40 - entra Batman, atletico e autoritario, con una voce che ricalca quella del doppiatore italiano del famoso supereroe. Così Piero Maggiò si aggira per la scena con l&#8217;intento di salvare chi dei due ha più bisogno&#8230;</p>
<p>Allora taglia la corda che li unisce: taglia il cordone ombelicale: è il momento per Vincenzo di separarsi dal padre. Di fare da sè. É il momento per il padre di prendere finalmente in considerazione i suoi limiti e ripensare il suo rapporto con il figlio.</p>
<p>E allora certo, Erba e le sorprese dell&#8217;immaginario, ma anche Erba e noi, perché in fondo ognuno di noi può immedesimarsi nei due protagonisti, ha vissuto quel momento e magari lo ricorda ancora come sospeso, fragile, come in posizione precaria, in bilico su una parete, perché è la difficile situazione del cambiamento, ed ecco allora che la montagna diviene simbolo di un momento esistenziale: la vetta di una nuova consapevolezza.</p>
<p>E in questo la scenografia è inserita perfettamente all&#8217;interno del contesto: totalmente anti-realista, spinge al massimo la suggestione onirica, espressionista - che si ritrova anche nelle ombre altissime delle scale sulle pareti circostanti la scena. É magico come dalla prima all&#8217;ultima battuta ci si ritrovi in montagna, con il sole che abbaglia, con la sensazione di vuoto che circonda i due protagonisti. É un&#8217;autentica composizione visiva di scale d&#8217;alluminio che con le luci prende vita pian piano, dandoci la sensazione di isolamento e distanza dei due. Siamo in montagna dall&#8217;inizio alla fine. Scene e luci sono calibrate sulla stessa linea d&#8217;onda.</p>
<p>In definitiva: un&#8217;opera che permette di avvertire la potenza degli affetti, di cogliere con lo sguardo il legame ineffabile che li intreccia, quel legame che genera delle forze, che come in un campo magnetico si attraggono e|o respingono, in uno stato di tensione e di equilibrio sottile della rappresentazione, fino alla presa di coscienza finale.</p>
<p>Di un&#8217;emozione autentica.</p>
<p>in scena fino al 30 marzo</p>
<p><a href="http://www.teatrodue.org/view.php?table=catalog&amp;ID=24&amp;lang=ita#season" target="_blank" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.teatrodue.org');">teatro due </a></p>
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		<title>Recensione Mabou Mines Dollhouse</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2007 12:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anita Miotto</dc:creator>
		
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Lo spettacolo è una rivisitazione sorprendente di Casa di bambola di Ibsen: le scelte registiche e la conseguente schizofrenia attoriale ibridano il testo di immagini dell’io della protagonista: Nora (interpretazione eccezionale dell’attrice sia per la movenze - compresa la mimica facciale - che per le intonazioni vocali). A livello strutturale vi sono dei veri e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/dollhouse2.jpg" title="Recensione Mabou Mines Dollhouse" alt="Recensione Mabou Mines Dollhouse" align="bottom" hspace="5" vspace="5" /></p>
<p>Lo spettacolo è una rivisitazione sorprendente di Casa di bambola di Ibsen: le scelte registiche e la conseguente schizofrenia attoriale ibridano il testo di immagini dell’io della protagonista: Nora (interpretazione eccezionale dell’attrice sia per la movenze - compresa la mimica facciale - che per le intonazioni vocali). A livello strutturale vi sono dei veri e propri inserti registici che spezzano la linearità del dramma originale e vanno a sviluppare e sottolineare il travaglio psichico della protagonista preoccupata dai debiti perpetuati: vere e proprie scene di delirio dionisiaco (resi con personaggi dai volti mascherati da bue, o con il flauto o con altri espedienti brechtiani che rendono estraniante la scena). Tutto si svolge all’insegna dello sconvolgimento, grazie anche alla <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con musica" >musica</a> classica del pianoforte che, alternando brani lenti a pezzi movimentati scandisce le situazioni e i movimenti dei personaggi, oltre che le loro battute, quasi sempre ritmate perfettamente tenendo in considerazione, a volte, anche i tempi comici; trasformando così un dramma borghese in commedia. E per quanto riguarda i movimenti essi sono quasi sempre <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/artefatti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con artefatti" >artefatti</a> e formalizzati in passi di <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/danza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con danza" >danza</a> classica, vanno a chiarificare il ridicolo o la falsità o l’ipocrisia del medio borghese, protagonista in tutto e per tutto in questo dramma inizio secolo.<br />
La scenografia è costituita da un pannello scomponibile a misura di nano, perché proprio loro rivestono le parti maschili dello spettacolo, come a voler sottolineare grazie soprattutto alla scenografia composta di piccole sedie e oggetti, il dovere della donna di adattarsi all’uomo e non viceversa.<br />
Ma la cosa che mi è apparsa più sorprendente è stata la combinazione di tendenze artistiche americane miscelate con sapienza con quelle europee. Per esempio nella seconda parte dello spettacolo, quando Nora si sente tradita dal marito e decide di lasciarlo, lei si trova in un palchetto rialzato in fondo al palco e inizia una sorta di comizio femminista all’americana con tanto di applausi registrati, ma ad un certo punto si toglie l’altisonante parrucca bionda e i vestiti, rimanendo glabra e rasata: un androgino iniziato alla ricerca metafisica. Inoltre spesso dal musical si passa a scene suggestive e cariche di simbolismo: il vecchio dottore che sta per morire passa la sua maschera della morte (che aveva usato al ballo in maschera) alla cameriera incinta dopo aver posato l’orecchio sul pancione di lei e lei lo prende in braccio portandoselo via. Ritroviamo poi scene tipiche del <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/teatro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con teatro" >teatro</a> animazione anni Settanta (<a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/living-theatre/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con living theatre" >Living theatre</a>, per citare dei compaesani dei Mabou mines) dove figure con i trampoli invadono la scena. La recitazione, invece, è una combustione della tecnica naturalistica di Stanislavkij ed estraniante di Brecht e artefatta di Mejerchol’d. E per questo inizialmente la definivo schizofrenica come lo stesso regista l’ha definita.</p>
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		<title>Roma, Mabou Mines Dollhouse all&#8217;Auditorium</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2007 18:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anita Miotto</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[attori e attrici]]></category>

		<category><![CDATA[teatro]]></category>

		<category><![CDATA[artefatti]]></category>

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		<description><![CDATA[[ Lunedì 21 Maggio 2007 21:00 a Mercoledì 23 Maggio 2007 21:00. ] Mabou Mines Dollhouse, spettacolo vincitore di due Obie Awards e accolto in tutto il mondo come un capolavoro, sarà presto a Roma all'Auditorium della musica. Occasione questa imperdibile per chi cerca di seguire le linee di tendenza del teatro contemporaneo e non solo, anche per chi è un'amante di Ibsen. Infatti la messa in scena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td class="ec3_start">Lunedì 21 Maggio 2007 21:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">Mercoledì 23 Maggio 2007 21:00</td></tr></table><p><img src="http://www.arstuavitamea.com/atvm/uploads/mabou.jpg" title="Roma, Mabou Mines Dollhouse all’Auditorium" alt="Roma, Mabou Mines Dollhouse all’Auditorium" align="left" hspace="5" vspace="5" />Mabou Mines Dollhouse, spettacolo vincitore di due Obie Awards e accolto in tutto il mondo come un capolavoro, sarà presto a <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con roma" >Roma</a> all&#8217;Auditorium della <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con musica" >musica</a>. Occasione questa imperdibile per chi cerca di seguire le linee di tendenza del <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/teatro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con teatro" >teatro</a> contemporaneo e non solo, anche per chi è un&#8217;amante di Ibsen. Infatti la messa in scena è una rivisitazione sconcertante e grottesca del famoso dramma d&#8217;inizio novecento: “Casa di Bambola”, dove i personaggi si muovono <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/artefatti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con artefatti" >artefatti</a> all&#8217;interno di una scenografia sorprendente che riprende proprio una casa di bambole a misura di nano! La “donna” dunque, inevitabilmente interpreta l&#8217;inadeguatezza dell&#8217;essere lì: dal grottesco si passa allora a dei sentimenti reali.<br />
Personalmente mi aspetto un grande spettacolo, un successo da: Le cocou magnifique, spettacolo storico che nel suo genere, chissà, potrebbe assomigliare a quest&#8217;ultima produzione Mobou Mines.</p>
<p><strong>MAGGIORI INFORMAZIONI:</strong><br />
Mabou Mines Dollhouse<br />
regia di: Lee Breuer – Mabou Mines USA<br />
Prima nazionale all&#8217;Auditorium della <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con musica" >musica</a> di <a href="http://www.arstuavitamea.com/atvm/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con roma" >Roma</a><br />
il 21, 22, 23 maggio ore 21:00</p>
<p><strong><a href="http://www.auditorium.com/eventi/4885766" target="_blank" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.auditorium.com');">http://www.auditorium.com/eventi/4885766 </a></strong></p>
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