Roma, New York Minute: 60 Artisti della scena newyorchese al Macro
Otto anni dal crollo delle torri gemelle, una crisi economica straziante e la reazione, da una giovane e dinamica comunità artistica statunitense, che non era facile da prevedere. “New York Minute”, ovvero la velocità con cui i newyorchesi reagiscono agli stimoli, è in questo caso monumentale, colorata, impaziente. I sessanta affiatati artisti di questa nuova nuova scena, selezionati e raccolti dalla poliedrica Kathy Grayson, direttrice di Deitch Project, una delle più influenti gallerie d’arte degli Stati Uniti, si presentano con un alto tasso di spensieratezza e festosità nei due suggestivi padiglioni dell’ex Mattatoio di Roma, a Testaccio.
Sintetizzata in tre tendenze quali ‘street punk’, ‘wild figuration’ e ‘new abstraction’, è una corrente che sembra lasciarsi alle spalle il concettuale per spingerlo verso estremi diretti e sarcastici, ribaltare l’astrazione a favore di ibridi fluorescenti, ma soprattutto portare la strada, il punk, la cultura pop e video e il senso di appartenenza al centro dell’opera. Non a caso la maggior parte di loro vive la creatività in più ambiti contemporaneamente: sono tutti musicisti, cantanti, grafici, tatuatori, animatori, fotografi, graffitisti, come se l’essere artista non rappresentasse più un ‘mestiere’ elitario e isolato, bensì il frutto di una sinergia comunicativa indispensabile. Una reazione d’oltreoceano tutt’altro che rassegnata e lugubre, che non ha lasciato indifferente neanche il ritroso pubblico nostrano, con una media di circa tremila ingressi la settimana: una piacevole rarità alla vigilia dell’inaugurazione romana del Maxxi, il futuro museo nazionale delle arti del XXI secolo.
MACRO FUTURE. Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma. Orario: mart_dom; 16_24. Fino al 1 Novembre 2009
pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” del 17-10-2009
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Claudia Colasanti
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