Roma. il gioco serio dell’arte: Caravaggio
| lunedì 29 gennaio 2007 | ||
| 18:30 |
LUNEDI’ 29 GENNAIO 2007
“T come testa”
Giuditta che taglia la testa a Oloferne
di Michelangelo Merisi da Caravaggio
interviene Maurizio Calvesi
letture teatrali da: Antico Testamento (Giuditta)
con Laura Marinoni

Giuditta che taglia la testa a Oloferne, olio su tela, 145 x 195 cm
Un uomo decapitato. La mano di Giuditta che ha compiuto l’efferato gesto sembra fredda e gentile.
L’immagine di questa uccisione, colta nel momento del passaggio dalla vita alla morte, assume significati simbolici ambivalenti. Giuditta (“La Giudea” nell’etimologia ebraica) personifica le virtù della fedeltà e della castità ma anche l’astuzia di una comunità . Oloferne incarna il male e l’arrogante orgoglio del potere.
Un dramma in cui si intrecciano realismo fisico e psichico. Una scena che ci introduce in una visione che sembra evocare un moderno thriller.
Giuditta che taglia la testa a Oloferne, la prima opera veramente drammatica della produzione di Caravaggio, é esempio del passaggio dalla sua pittura giovanile a una visione naturalistica.
L’opera esalta il significato morale della virtù ponendo la figura elegante di Giuditta in forte contrasto con la crudezza della sua azione e con la resa realistica dello spasimo di Oloferne, di cui si coglie l’ultimo grido prima di morire.
Michelangelo Merisi da Caravaggio (Caravaggio 1571 – Porto Sant’Ercole 1610)
Chiamato Caravaggio dal nome della cittadina di provenienza, Michelangelo Merisi trascorre il suo apprendistato a Milano presso la bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano (1584-1588), dove eredita – attraverso la tradizione dei pittori lombardi del Cinquecento – il naturalismo e l’attenzione al reale. Nel 1592 é a Roma e qualche anno dopo é accolto dal cardinal Francesco Maria Del Monte, suo primo importante mecenate che gli permette di entrare in contatto con le più importanti famiglie romane. Dal 1599 ottiene commissioni pubbliche: la Vocazione e il Martirio di san Matteo nella chiesa di San Luigi dei Francesi prima e poi la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro in Santa Maria del Popolo (del 1602 é la seconda versione del San Matteo e l’angelo). Spirito inquieto, Caravaggio caratterizza le sue opere con una maniera incisiva per i forti contrasti luministici e l’intensa tensione drammatica; anche la sua vita é attraversata da fatti oscuri, che lo portano alla fuga per sfuggire la giustizia in seguito all’uccisione di un uomo in una rissa. Si rifugia a Napoli e l’anno successivo a Malta, dove esegue l’enorme tela con la Decollazione del Battista, unica opera firmata. Scoperto, riprende la fuga passando per Messina, Palermo e Napoli. Nel 1610, ottenuta la grazia papale, vuole raggiungere Roma, ma muore di febbre sulla spiaggia di Porto Sant’Ercole.
SCHEDA INFORMATIVA:
IL GIOCO SERIO DELL’ARTE, un anno di spettacoli culturali a Palazzo Barberini
IDEAZIONE: Massimiliano Finazzer Flory
SEDE: Palazzo Barberini, Via delle Quattro Fontane, 13
DURATA: 9 ottobre 2006 – 11 giugno 2007
ORARI: lunedì; ore 18.30
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AL 392.8159509
INGRESSO GRATUITO
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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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