Napoli Teatro Festival, lavori in corso!
Investire sulla citta’ e sulla sua “napoletanita’”, diventare un ponte per “colmare un vuoto” e mostrare delle realta’ a volte sconosciute agli abitanti della citta’ stessa, dare un’opportunita’ professionale ai giovani, creare un rapporto stabile con la citta’ di Napoli, divulgare sapori e tradizioni, questi solo alcuni degli obiettivi che Rachele Furfaro, presidente della Fondazione Campania dei Festival e Renato Quaglia, direttore artistico e organizzativo del Napoli Teatro Festival Italia, hanno illustrato durante una conferenza tenutasi in uno dei luoghi del festival di quest’anno, l’ex birreria di Miano.
Questa terza edizione del Napoli Teatro Festival e’ una grande occasione per la citta’ di Napoli e la Campania che sono state riconosciute dal Ministero dei Beni e le Attivita’ Culturali come sedi permanenti della manifestazione. Il progetto inizialmente infatti prevedeva che il festival dovesse essere itinerante in diversi luoghi dell’Italia, ma questa stabilita’ su Napoli e’ stata fortemente voluta dalla fondazione e dai suoi organizzatori. Una scelta sicuramente diversa da quella di tanti altri festival che generalmente preferiscono luoghi piccoli dove gli spostamenti sono piu’ semplici. Napoli e’ una citta’ grande e i luoghi scelti sono diversi e spesso lontani tra loro, ma e’ stata scelta perche’ offre uno scenario naturale con siti archeologici, monumentali e urbani, con la possibilita’ sia di sfruttare luoghi inusuali e suggestivi che gli splendidi teatri all’italiana.
Il progetto punta in alto, all’internazionalita’ e alla creazione, all’unicita’ di alcuni spettacoli che in Italia verranno rappresentati solo al Napoli Teatro Festival. Bisogna pensare che per tre mesi Napoli sara’ culla di una comunita’ di artisti, registi, attori, scrittori, ballerini, scenografi, musicisti, tecnici che, parlando lingue diverse, progetta e crea spettacoli nutrendosi dell’immenso patrimonio artistico e culturale della nostra citta’, comunita’ che si immergera’ totalmente nel cuore di Napoli assaggiandone cultura e tradizioni. 
Un Festival internazionale di creazione che promuove nuove progettualità internazionali, commissiona testi originali, propone ai registi spettacoli site-specific.
23 i luoghi della città coinvolti tra cui il teatro San Carlo, Teatro Mercadante, Museo Pan, Teatro Sannazzaro, Teatro San Ferdinando, Teatro Nuovo, il Real Albergo dei Poveri, il Maschio Angioino, Piazza del Plebiscito, Palazzo Leonetti, ma anche per la prima volta l’ex Birreria di Miano, il Dormitorio pubblico, il Real Orto Botanico, le scale del Petraio.
35 gli spettacoli del programma ufficiale che con i 39 del programma del Fringe Festival, saranno 74, di cui 11 promossi e prodotti dal Festival, 12 coprodotti, 12 partecipati.
La durata, il tempo per raccontare, per ascoltare una storia, è uno dei temi dominanti di questa terza edizione, con le 12 ore che occorrono a Robert Lepage per Lipsynch o spettacoli di soli 10 minuti; così lunghi da essere presentati a puntate (ogni giorno, per 20 giorni), oppure in due giorni e una notte; e poi spettacoli sul calcio e sul fenomeno Maradona; sui vincitori e sui vinti della storia; spettacoli che usano le nuove tecnologie, come il 3D, o che rivisitano i classici e portano la sensualità del tango in una toilette.
Quest’anno il Festival apre il programma ufficiale con una anteprima (29 e 30 maggio) alla ex birreria Miano con Lipsynch (“cantare in playback”) del drammaturgo, attore e regista canadese Robert Lepage. Questo spettacolo ha bisogno di spazi ampi e una parte dell’ex birreria e’ stata trasformata in teatro grazie all’enorme abilita’ dei 77 tecnici specialisti napoletani piu’ volte elogiati dal direttore Quaglia durante la conferenza stampa, sottolineando anche la volonta’ da parte della fondazione di prestare attenzione non solo alla parte economica ma anche a quella ambientale, usando materiali ecologici e riciclati, come le splendide tende colorate che avvolgono lo spazio teatrale, fatte da residui di altri tendaggi; come i velluti che verranno riciclati e i materiali che costituiscono il palco che provengono dall’arena flegrea ed erano stati usati per altri spettacoli.
Lipsynch mette la tecnologia al servizio del teatro, in 9 ore 9 storie tra loro intrecciate, con 9 protagonisti cantanti e ben 180 cambi di scena. 
La cultura genera e produce sviluppo, fa crescere la civilta’ di un territorio e della sua comunita’, rafforza i legami e le sfide con l’orizzonte europeo a cui guardiamo e in cui ci rispecchiamo.
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Roberta d'Amore
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