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IL TEATRO DELL’OPPRESSO IN CAMPANIA

di Daniele Mattera • 31 maggio 2009 • 3761

Il laboratorio di Teatro dell’Oppresso, coordinato da Caterina Crisafi a Casal di Principe (Caserta), mette in scena tre atti unici: L’insegnate, La testimone e Il precario. L’iniziativa nasce da lontano: il laboratorio fa parte dei percorsi di studio finanziati dalla Regione Campania per una ristrutturazione sociale delle città  ad alta densità  criminale, in un processo complessivo della durata di 3 anni, il cui braccio formativo CITTADINI IN CAMMINO ha prodotto i tre corsi Giornalismo d’inchiesta, Politica responsabile e Teatro dell’oppresso. Quest’ultimo, come é noto, rappresenta una forma di teatro politico, in cui l’estremizzazione delle tensioni e l’abbattimento della barriera attore – spettatore nello spazio artistico di finzione consentono lo studio delle problematiche sociali, la ricerca di soluzioni e il superamento dei conflitti per il miglioramento della società . La recente scomparsa di Augusto Boal, inventore della tecnica, ha lasciato dolorosamente orfani il mondo politico, culturale e artistico e rende ancora più interessante l’iniziativa. “Il laboratorio ha avuto il significato di un’esperienza, più ancora che di un esperimento, da continuare in un gruppo permanente ” dice Renato Natale, presidente dell’Associazione Jerry E. Masslo impegnata nell’organizzazione dell’iniziativa. La serata finale vedrà  protagonisti i partecipanti (Anna Cecere, Mariangela Caterino, Nicola Caterino, Massimo Cocciardo, Lorena Corvino, Salvatore Cuoci, Roberto Fusciello, Fabio Ianniello, Anna Iavazzo, Renato Natale, Teresa Ranuccio, Rosa Sollazzo, Tommaso Sorrentino, Nicoletta Zara) la stessa coordinatrice e, nel Forum successivo, Roberto Mazzini, fondatore dell’Associazione Giolli, che ha il merito di aver diffuso in Italia la tecnica di Boal. San Cipriano d’Aversa – CE, Via Pirandello 10, salone del Centro Polivalente I GIARDINI CHE NESSUNO SA (Istituto Suore dell’Annunziata), giovedì 4 giugno 2009 ore 18.30.

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Daniele Mattera Daniele Mattera, nato nel 1955, ha coltivato due percorsi di studio. In uno, come medico, si è laureato all’Università di Napoli, ha studiato gastroenterologia presso l’Università di Napoli e l’Università di Edimburgo e ha arricchito la sua preparazione con percorsi di studio e di lavoro in medicina generale (d’urgenza e di base) presso strutture sanitarie pubbliche di Napoli. Nel secondo, come teatrante, si è diplomato Mimo-Attore alla scuola di Michele Monetta, ha studiato recitazione con il Theatre de Poche di Napoli, antropologia teatrale con l’Odin Teatret di Ostelbro e si è formato nell’ambito del teatro sociale, attraverso stages e laboratori con il Living Theater, il Teatro dell’Oppresso e la Scuola di Teatroterapia di Walter Orioli. Attualmente, lavora presso il Policlinico Universitario Federico II di Napoli e presso Hobos Teatro, occupandosi di patologie digestive e di teatro di impegno civile.
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