Ciao Eleonora. Scomparsa la Rossi Drago
Eleonora Rossi Drago, nome d’arte di Palmina Omiccioli, nacque a Quinto (Genova) il 23 settembre 1925. Dopo il diploma magistrale lavora come indossatrice e disegnatrice di modelli. Sposa di guerra nel 1942, si separa subito dal marito e alleva da sola la figlia nata nel 1943. Nel 1947 partecipa al Concorso da Miss Italia, ma non puo’ concorrere con le altre aspiranti reginette perche’ e’ sposata e madre di una figlia. Ciononostante si mette in luce e riceve subito molte offerte di lavoro. Nel 1949 debutta sul grande schermo con una piccola parte ne “I pirati di Capri” di Edgar. G. Ulmer e Giuseppe Maria Scotese. Quando l’anno dopo fa un provino per “Non c’e’ pace tra gli ulivi”, Giuseppe De Santis non la trova adatta per interpretare un ruolo decisamente neorealistico e le preferisce Lucia Bose’. Ha maggior fortuna con Luigi Comencini che le da’ l’opportunita’ di essere la protagonista di “Persiane chiuse” nel 1951, accanto a Massimo Girotti e Giulietta Masina.

Recita quindi in alcune pellicole che ne mettono in luce le qualita’ drammatiche: “Le amiche” di Michelangelo Antonioni (1955) e “La strada lunga un anno” di Giuseppe De Santis (1959). Nel 1956 debutta con successo sulle scene teatrali in “Zio Vania” di Cechov per la regia di Luchino Visconti. Diventa protagonista del gossip degli anni ‘50: i giornali parlano a lungo delle sue infelici relazioni sentimentali con il collega Amedeo Nazzari e col duca D’Acquarone. Dopo essere stata scelta da Pietro Germi per la parte della vittima in “Un maledetto imbroglio” nel 1959, arrivano i ruoli che la consacrano attrice di primissima grandezza: “Estate violenta” di Valerio Zurlini e “Tiro al piccione” di Giuliano Montaldo, passando per la caratterizzazione della moglie di Nino Manfredi ne “L’impiegato” di Gianni Puccini.

Il personaggio interpretato in “Estate violenta” al fianco di Jean-Louis Trintignant le fara’ guadagnare un Nastro d’argento come migliore attrice protagonista nel 1960. Nel film Eleonora Rossi Drago e’ Roberta, una donna matura che si innamora di un ragazzo molto piu’ giovane. Un ruolo per cui Zurlini aveva pensato dapprima ad Anouk Aimee, ma che fu ben felice di affidare ad un’attrice italiana gia’ popolare ed affermata che per la sua aria da signora elegante, della buona borghesia, aveva faticato non poco a trovare ruoli giusti per lei. In realta’ l’attrice ligure e Trintignant erano quasi coetanei: lui aveva quasi trent’anni e lei trentaquattro, ma l’interpretazione di Eleonora Rossi Drago fu cosi’ convincente che si aggiudico’ il Nastro d’argento.
Negli anni ‘60 le occasioni saranno piu’ rare e fondamentalmente inappropriate alla sua personalita’ artistica (“Il disco volante”, “L’idea fissa”, “Se permettete parliamo di donne”).L’ultimo ruolo di prestigio risale al 1965 ed e’ quello della moglie di Gabriele Ferzetti, Loth, nel kolossal “La Bibbia” di John Huston, mentre diverra’ via via piu’ importante la sua presenza in televisione, come interprete di celebri sceneggiati, in particolare “La Cittadella” del 1964. Alla ricerca di un rilancio professionale, nel 1968 torna al teatro nella parte di un’affascinante lesbica 40enne, ma la commedia rimane in scena solo pochi giorni. Si allontana dal cinema agli inizi degli anni ‘70: l’ultimo film che gira e’ “Il dio chiamato Dorian” di Massimo Dallamano nel 1970 con Helmut Berger, sulle orme del “Ritratto di Dorian Grey” di Oscar Wilde. Nel 1973 sposa il barone siciliano Domenico La Cavera, abbandona per sempre la carriera e si trasferisce a Palermo.
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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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