“Assoluzione” – storia di un’accusa ingiusta.
“Assoluzione” romanzo d’esordio di Antonio Monda, solare americano d’adozione quanto nostrano brillante cronista d’arte cinematografica e letteraria, é una storia tutta italiana. Il testo é elaborato con tale leggerezza stilistica da sembrare rammentato alla coscienza del lettore dalla buca di un accorto suggeritore. Il lessico del protagonista in prima persona rende con efficacia il sapore intimo, famigliare della storia che inizia in un’atmosfera di oziose chiacchiere di vicoli provincia, fino a tradursi in un’aspra metafora attuale svelata nel finale in solenni aule giudiziarie cittadine.
Nel racconto la nozione di “presunzione d’innocenza” sguscia via dai tribunali, dagli studi legali, evita i discorsi mediatici paludati ed entra a far parte dell’impasto letterario. Il concetto giuridico diventa così domestico, comune e familiare al lettore. Di fatto é l’ispirazione del romanzo che, come ha commentato Antonio Monda nel corso della presentazione del libro ha preso orientamento proprio da” un’accusa ingiusta o meglio dall’accusa ad un giusto”.
A fare da sfondo ai capitoli, c’é una Napoli sottotraccia, magica e sfumata, finalmente lontana dal tedio della retorica giornalistica troppo spesso incentrata su ciò che tende a scolorirla e ad umiliarla.
Protagonisti della scena e nobile pretesto per argomentare delle catartiche virtù dell’arte, sono il saggio e garantista Prof. Federico Scalia e il suo giovane praticante Andrea Marigliano. Il loro idillio induce il lettore a vagheggiare e a identificarsi nelle loro supposteé “affinità elettive”.
Il romanzo con scrittura cristallina rivela un’inaspettata coralità di felici argomenti, cornice al costante dilemma etico degli avvocati al fondo della vicenda.
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Agata Fuso
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