Biella, Differenti Sensazioni #21
| sabato 13 settembre 2008 00:00 | a | sabato 20 settembre 2008 00:00 |

Cris"tina Pellegrino in "Piazzato Bianco"
DIFFERENTI SENSAZIONI XXI
teatro. danza. musica. arti visive
13 > 20 settembre 2oo8
Ventunesima edizione di “Differenti Sensazioni”, il primo e il più longevo festival del Piemonte dedicato alle arti contemporanee dello spettacolo.
A questo primo importante aspetto dell’iniziativa si aggiunge la capacità del festival di rinnovarsi ogni anno con la programmazione di spettacoli ed eventi artistici multidisciplinari e di innovazione, scelti sul territorio locale, nazionale ed europeo.
Infatti ogni giornata di “Differenti Sensazioni” presenta tre, quattro diversi spettacoli di teatro, danza, musica, realizzati da significativi artisti locali, della Città di Biella che ospita il festival, e da compagnie provenienti da diverse regioni italiane ed europee; quest’anno in arrivo dalle città di Napoli, Verona, Bergamo, Trento, Roma, Rimini, Torino e dalla Polonia, dall’Olanda e dalla Repubblica Ceca.
Lo spazio attrezzato della sede della Residenza Multidisciplinare “Arte Transitiva” di Stalker Teatro, da tre anni offre al festival (e a molte altre iniziative) una location ideale nel bellissimo edificio di archeologia industriale “Lanificio Pria”, adatta all’allestimento parallelo di più spettacoli che vengono presentati in rapida successione nelle due grandi sale polifunzionali. Inoltre alcune incursioni spettacolari si spingono nelle vie del centro, incontrando centinaia di spettatori occasionali.
Ultima componente della magica alchimia di “Differenti Sensazioni”, componente che resta la principale della formula del festival, é il pubblico considerato co-protagonista degli spettacoli; spettatori di diversa età , giovani e adulti, accomunati sia da un interesse comune per quelle forme innovative dello spettacolo e dell’arte dal vivo, sia dalla curiosità culturale di vedere e conoscere ciò che solitamente non viene proposto al pubblico: quelle esperienze artistiche che riescono a coniugare le più personali energie creative con la capacità di costruire linguaggi che sanno comunicare, entusiasmare e al tempo stesso riflettere, offrendo molteplici stimoli alle differenti sensazioni di tutti i partecipanti.
StalkerTeatro
DirezioneArtistica
Gabriele Boccacini
primo percorso spettacolare
SABATO 13 SETTEMBRE. ore 17.oo
via italia (ingresso gratuito)
SILENCE TEATRO [bergamo]
“COME ANGELI DEL CIELO”
prima regionale
Sospinti da una brezza misteriosa, appaiono all’improvviso nella via, dotati di candide ali. Sono gli attori del SILENCE teatro che, sotto forma di angeli, attraversano la piazza sollevando mulinelli di emozioni e scaglie di ricordi.
In silenzio prendono possesso della città e raggiungono postazioni elevate: un arco, una finestra, un terrazzo, una scala, un torrione… La festa può iniziare. A proteggere la città ci sono ora queste mute presenze lievi e poetiche, forme di sogno che si elevano verso il cielo e al tempo stesso rivolgono i loro sguardi amorevoli verso la terra.
Gli artisti, così sospesi tra cielo e terra, nella tensione dei corpi rivelano il desiderio struggente di volo e nella fissità delle posture un’energia incontenibile. Reale ed irreale respirano lo stesso respiro.
Brought by a mysterious breeze, they appear unexpectedly in the way, provided of candid wings. They are the actors of the SILENCE teatro, crossing the public square under shape of angels, raising vortices of emotions and flakes of memories.
They silently take possession of the city and dispose themselves in the highest places: on arcs, windows, terraces, stairs, towers… The feast can begin. Those light, poetic and voiceless presences seem to protect the city, like dreams that are risen towards the sky, turning their loving looks towards the earth.
The artists are suspended between sky and earth and the tension of their bodies reveal the courageous desire to fly, while the fixity of their postures show an uncontrollable energy. Reality and unreality seem to breathe the same breath.
REGIA: LUIGI PEZZOTTI
CON: SANDRA TOLLA
CESARINA CIOTTI
GIANMARCO LAINI
ELIA MOVATAMID
FRANCOISE PEDRETTI
DOMENICO PICCINELLI
STEFANIA FORCHINI
primo percorso spettacolare
SABATO 13 SETTEMBRE. ore 21.oo
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
(ingresso gratuito)
INAUGURAZIONE
“OPENING PARTY”
Suggestioni di immagini e musica per la festa di inaugurazione di “Differenti Sensazioni”.
Una festa che, come di consuetudine, apre la kermesse del festival con musiche, installazioni video e rinfresco. Quest’anno le musiche dal vivo sono del progetto “&” con Rodolfo Mongitore e Giorgio Ferrero; le immagini video sono elaborate da Fermoimmagine di Barbara Rossi.
Suggestions for images and music for the inaugural celebration of “Differenti Sensazioni”.
A celebration that, as always, opens the festival with music, video installations, and refreshments. This year, the live music is from the “&” Sound Bellissimo Studio project with Rodolfo Mongitore and Giorgio Ferrero, and the video images have been created by Barbara Rossi’s Fermo Immagine.
progetto di:
stalker teatro
musiche dal vivo: “&_Rodolfo Mongitore _Giorgio Ferrero”
elaborazioni video: Fermoimmagine
secondo percorso spettacolare
MERCOLEDàŒ 17 SETTEMBRE. ore 21.00
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
MALATHEATRE [napoli]
quadrittico da
“LA PASSIONE SECONDO DON GIOVANNI”
prima regionale
Una lunga tavola parata a lutto.
Si attende che la cena venga finalmente servita.
La famosa cena che doveva esserci e non c’é stata tra Don Giovanni e la Morte. In questa sorta di “consuolo” a Don Giovanni verranno offerti i suoi ricordi: serviti su un piatto di un vecchio giradischi.
Le canzoni e i numeri da avanspettacolo si susseguono in un clima di sogno, la cena e lo spettacolo prendono il ritmo ilare e malinconico dei vecchi varietà . La tragedia si muta in commedia e la commedia in tragedia in un istante e uno sbuffo di cipria.
Circondato dai fantasmi gentili delle donne che lo hanno amato e sofferto “Don Giovanni attraversa la scena sotto la luce dei riflettori come un grande comico di maschera lugubre e taciturna accompagnato dalla sua spalla”. Uscirà di scena sulle note della passerella. A long funeral table.
Waiting for the meal to be finally served.
The famous dinner should has been but has never taken place between Don Giovanni and the Death.
In this sort of wake for Don Giovanni will be served his memories; served on an old turntable. Songs and sketches succeeds in a dream-like state, the dinner and the show take the sad and the easy rhythm of the old cabarets. In a moment, in a powder puff, tragedy turns in comedy, and comedy in tragedy.
Surrounded by the gentle spirits of the women who have loved him, and cried for him “Don Giovanni cross the stage under the spotlight like a great comedian with his sad and mime mask followed by his stooge”. He will leave the scene on the forestage jingle’s notes.
Regia: Ludovica Rambelli.
Con: Alice Bever, Adriana Del Duca, Dora De Maio, Francesco De Santis, Chiara Giuliani, Francesca Lugnano, Mauro Milanese, Rossella Vitantonio.
Si ringrazia ArsTuaVitaMea di Stefano Mavilio
www.arstuavitamea.com
secondo percorso spettacolare
MERCOLEDàŒ 17 SETTEMBRE. a seguire
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
OPLAB ORCHESTRA [biella]
Xé° MUSA DUO + RICCARDO RUGGERI
“2+1=3ELEMENTI”
=contrabbassovocevioloncello/fisicopsichicometafisico
/muscolarecerebraleviscerale/nevrosiequilibriopsicosi
prima nazionale
L’uso degli strumenti ad arco con la voce é abitualmente associato alla musica classica e ad immagini di carattere conservatore.
Con l’avvento del jazz e della musica moderna d’avanguardia nel rock e nell’elettronica il linguaggio, insieme all’armonia e all’improvvisazione sono stati coinvolti in un processo evolutivo che ha portato ad un uso non convenzionale degli strumenti. Questi assumono nuove funzioni e grazie all’elettrificazione vengono toccati nuovi universi sonori, nuovi incroci di generi e spazi.
Ci si muove dal suono puro, originario, alla lacerazione della materia, all’opposto del concetto di emissione naturale. In questo processo di alternanza e conflitto tra caos e ordine questi strumenti ruotano, giocano con se stessi e tra loro senza mai perdere quell’unica e fondamentale somiglianza che li accomuna e li distingue.
The use of string instruments with voice is usually associated with classical music and conservative-type images.
With the advent of jazz and the modern avant-guard music of rock and roll and electronica, language, along with harmony and improvisation, became part of an evolutionary process that led to the non-conventional use of instruments. These instruments assume new functions and, thanks to electrification, new universes in sound, as well as new mixtures of genres and spaces being reached.
We move from pure, original sound to the laceration of material, to the other side of the concept of natural emission. In this process of alternating and this conflict between chaos and order, these instruments spin and joke around with themselves and one another without ever losing that fundamentally unique likeness that brings them together and distinguishes them..
Voce: Riccardo Ruggeri.
Contrabbasso: Luca Bertinaria.
Violoncello: Federico Puppi.
secondo percorso spettacolare
MERCOLEDàŒ 17 SETTEMBRE. a seguire
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
SCENA PLASTYCZNA KUL [polonia]
“BRUZDA”
prima nazionale
“Il suolo é un luogo sicuro e dà speranza. Il seme gettato nel suolo, ha la possibilità di sopravvivere. Non si estingue. Paura della morte, anche se molto umana, non é opprimente. La speranza e la fede sono più forti. Il solco da cui siamo nati e sul quale camminiamo é una guida, la direzione che determina il senso dell’esistenza.
Il Mietitore raccoglie il seme gettato. Il granaio umano é l’ultima tappa della strada piena d’inquietudine, sofferenza, ma anche di fiducia.”
Leszek Madzik
Per la prima volta in suo lungo percorso artistico Leszek Madzik ha rinunciato alla visionaria poetica basata su misterioso mondo di ombre e luci e ha creato uno spettacolo che si svolge in piena luce, che mostra agli occhi degli spettatori lo scheletro dello spettacolo, attori nella loro fisicità , trucchi e meccanismi tipici del suo teatro. E per la prima volta entra in scena come protagonista.
Soil is a safe place which brings hope. Grain thrown into soil has a chance to survive. It does not die away. Fear of death, although very human, does not overwhelm us. Hope and faith are more powerful. The furrow, out of which we are born and walk along, is a beacon, direction which defines the sense of existence.
A sower collects grain. A human granary is the last stop on the path full of anxiety, suffering, but also trust.
Leszek Madzik
Regia, Direzione Artistica: Leszek Madzik
Musica: Arvo Pà¤rt.
Con: Leszek Madzik, Jaroslaw Figura, Katarzyna Basiakowska, Grzegorz Jozefczuk, Dariusz Kossak, Szymon Maliborski, Adam Zuber.
Con il sostegno dell’Istituto Polacco a Roma.
terzo percorso spettacolare
GIOVEDàŒ 18 SETTEMBRE. ore 21.oo
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
TEATRO DELLE FORME [torino]
“TOCCAMI”
esperienze sensibili dell’arte
Toccami é un percorso fatto di suggestioni nel quale lo spettatore si mette in gioco: prima di tutto confrontandosi con se stesso e poi con ciò che lo circonda.
I partecipanti vengono condotti attraverso il museo; pochi istanti per accomodarsi e annodare la fascia nera sugli occhi…
Privata dell’ausilio della vista, la conoscenza dell’opera d’arte avviene attraverso la percezione tattile, attraverso gusti e odori ed i suoni emessi da ciascuna opera, per quello che é e per quello che richiama e rappresenta. Solamente alla fine gli spettatori/attori possono confrontare la propria esperienza con la visione dell’opera, finalmente svelata.
Toccami (Touch me) is a trip made up of suggestions where spectators participate by dealing with themselves and then by dealing with all that surrounds them.
Participants are led through the museum where there is very little time to get comfortable and they must tie a blindfold over their eyes…
Without the help of sight, participants get to know a work of art through the sense of touch, through taste and smell, through the sounds emitted by each work, for that which the work is and for that which it recalls and represents. Only at the end can the participants/actors face their experience by viewing the work, finally revealed.
Ideazione: Antonio Damasco.
Con: Antonio Damasco, Silvia Edera, Francesca Bodanza, Oscar Matusa.
terzo percorso spettacolare
GIOVEDàŒ 18 SETTEMBRE. a seguire
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
TEATR NOVOGO FRONTA [rep.ceca]
“DYBBUK”
prima nazionale
E’ mezzanotte. A quest’ora un uomo dovrebbe essere in grado di discendere negli abissi più profondi del suo essere. E se lo riesce a fare abbastanza in fretta e se riesce a scendere sufficientemente in profondo, vedrà le rovine del Tempio di Gerusalemme, i pianti, le preghiere dei morti.
Una performance dedicata al “principio femminile dell’universo”. Una visione soprannaturale… esplosiva… uno spirito che si impossessa di un altro corpo. Una danza grottesca.
It is midnight. A man should be able to descend into the deepest depths of his being at this hour and if he descends fast enough and if he descends deep enough, he will see the Jerusalem Temple ruins, crying G-d and praying deads.
A performance dedicated to “the feminine principle of the universe”. A supernatural sight… explosive… a spirit taking possession of another body. A serious and beautifully danced flamenco ends in a riveting ronde de jambe that transmogrifies into a grotesque tap dance…
di e con: Irina E. Andreeva.
terzo percorso spettacolare
GIOVEDàŒ 18 SETTEMBRE. a seguire
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
TEATRO STABILE DI BIELLA [biella]
“CLOWN, BARBONI E ALTRE CANAGLIE”
Fellini chiamava i suoi clown “creature fantastiche e contestatarie”, Beckett li aveva vestiti di nero e da barboni, per farne protagonisti assoluti nella scacchiera del suo teatro.
Con “Clown, barboni e altre canaglie”, il laboratorio Scenaperta del Teatro Stabile di Biella, diretto da Renato Iannì, porta in scena il comico contemporaneo, raffinato e divertente, tra il circo di Fellini e il Godot di Beckett: “àˆ il risultato del lavoro sulle tecniche del comico e del clown, adattato all’assurdo quotidiano. I personaggi si moltiplicano, come in un gioco di specchi, che riflette immagini vivissime e nonsense, che riporta alla luce echi di poesia, leggera e malinconica, che stacca lo sguardo dalla terra e lo porta a sorridere e a sognare, fra la luna e il sole”.
Fellini called his clowns “fantastic and dissenting creatures”, Beckett dressed them in black and as hobos, making them the clear stars on the chessboard of this theater.
With “Clown, barboni e altre canaglie: (“Clowns, Hobos, and other Scoundrels”), the Scenaperta workshop at the Teatro Stalker in Biellla, directed by Renato Ianni, brings to the stage the contemporary comic, refined and amusing, between Fellini’s circus and Beckett’s Godot: “It is the result of working on the techniques of the actor and clown, suitable for the absurdity of daily life. The characters multiply, as in a game of mirrors, which reflects very alive images and nonsense, and which brings to light echoes of poetry, light and melancholy, which shifts our eyes from the ground and carries them to laughter and dreams, between the moon and the sun.”
Regia: Renato Iannì.
Con: In scena: Beatrice Antonini, Angelo Azzalin, Consuelo Baù, Umberto Bolzon, Elisa Cicero, Monica Garella, Elisa Morassi, Cinzia Novaretti, Giuseppe Peta, Giovanna Prato e Marta Spalla.
terzo percorso spettacolare
GIOVEDàŒ 18 SETTEMBRE. a seguire
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
BABILONIATEATRI [verona]
“MADE IN ITALY”
premio scenario 2007
Made in Italy non racconta una storia. Affronta in modo ironico, caustico e dissacrante le contraddizioni del nostro tempo. Lo spettacolo procede per accumulo. Fotografa, condensa e fagocita quello che ci circonda: i continui messaggi che ci arrivano, il bisogno di catalogare, sistemare, ordinare tutto. Procede per accostamenti, intersezioni, spostamenti di senso. Le scene non iniziano e non finiscono. Vengono continuamente interrotte. Morsicate. Le immagini e le parole nascono e muoiono di continuo. Gli attori non recitano. La musica é sempre presente e detta la logica con cui le cose accadono. Come in un video-clip.
“Made in Italy” does not tell a story. With irony, sacrilege and caustic humor it deals with the contradictions of our times. The performance proceeds through accumulation. It photographs, condenses and engulfs all that surrounds it. The continuous messages that reach us, the need to catalogue, file, put everything in order. It works through combinations , intersections, shifting of meanings. The scenes do not start and they do not finish, they are constantly interrupted. They are bitten apart. The images and the words are born and constantly die. The actors do not act. The music is always present and it dictates the logic with which events happen. Like in a video-clip.
Produzione: Babilonia Teatri e Operaestate Festival Veneto.
Di e con: Valeria Raimondi ed Enrico Castellani.
Cura: Valeria Raimondi.
Parole: Enrico Castellani.
Musiche a cura di Francesco Speri.
Scene: Gianni Volpe.
Costumi: Franca Piccoli.
Luci e audio: Nicola Fasoli, Giovanni Marocco, Marco Spagnoli e Luca Scotton.
Foto di scena: Anna Marocco, Marco Caselli Nirmal.
Testo in inglese di Massimo Schiavoni.
quarto percorso spettacolare
VENERDàŒ 19 SETTEMBRE. ore 21.oo
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
DEWEY DELL [trento]
“A’ ELLE VIDE”
Il lavoro si concentra soprattutto sulla creazione di un vuoto tra due personaggi. Due animali. Due figure. Due disegni. Il primo. Rosso. Il Gallo. Il secondo. Bianco. Lo Scorpione.
Due caratteri che si rispecchiano nell’espressione, nel comportamento, nel movimento. Pare esista un vago, lontano riferimento al “cartone animato”, all’ “animazione”. Ogni tanto affiorano voci spezzate e mosse da un tormento. Forse le voci di brandelli di cartoons depositati nella nostra memoria? Il movimento del Gallo é altero; scruta e osserva lo spazio come se fosse il depositario di un mistero. Il movimento dello Scorpione é l’immobilità precisa, sicura, mentale, di chi si trova nella stasi prima di attaccare. C’é un’eleganza impalpabile, inenarrabile, arcana. Il rosso del Gallo, il suo colore diventa il suo movimento. Il bianco dello Scorpione, la sua sospensione diventa la sua voce. Il nero dello spazio diventa il tempo di una relazione vuota. Forse mi trovo di fronte ad un’idea di cartone animato. Semplicemente.
This performance is mainly focused on the creation of a void between two characters.Two animals. Two figures. Two drawings.The first. Red. The cock.The second. White. The scorpion.
Two natures that are reflected in the expression, in the behaviour, in the movement. It seems there is a vague, remote reference to the “cartoons”, to the “animation”. From time to time it is possible to listen to broken voices, moved by an agony. Might these voices be bits of cartoons that are deposited in our memory? Black eyelashes, excessively long, surround the dark eyes of the two beings, the Cock and the Scorpion. Melancholic looks come out of the faces and a strange and powerful pride wraps them. Everything outcrops, a little bit and time after time. The Cock’s movement is haughty; it scans and observes the area as if it was the keeper of a mystery. The Scorpion’s movement is the precise, certain and mental stillness of the one who is in a standstill before attacking. There is an intangible, indescribable and arcane elegance. The red of the Cock, its colour becomes its movement. The white of the Scorpion, its suspension becomes its voice. The black of the area becomes the time of a void relation.
Perhaps I stand before an idea of cartoon. Just that.
Coreografia, scena, costumi: Teodora Castellucci.
Con: Teodora Castellucci, Agata Castellucci.
Musiche originali di Demetrio Castellucci.
Luci e assistenza alla produzione: Eugenio Resta.
Realizzazione parti plastiche: Chiara Bocchini.
Realizzazione costumi: Gabriella Battistini, Carmen Castellucci.
Ringraziamenti: Valentina Guidi, Chiara Bartolini, Francesca Bartolini.
Produzione: dewey dell / fies factory one.
Premio speciale al Concorso GD’A 06/07.
Partecipante ad Aerowaves 2008/The Place, Londra.
Foto: Federica Giorgetti, Paolo Rapalino.
quarto percorso spettacolare
VENERDàŒ 19 SETTEMBRE. a seguire
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
SKIN TRADE [roma]
“PIAZZATO BIANCO”
prima regionale
Piazzato Bianco é una specie di format teatrale: monologhi di comicità surreale o iper-reale (dipende probabilmente solo dall’angolazione) sul malessere metropolitano.
Il tema é quello del diario, della riflessione, della risoluzione dei problemi o della loro negazione, della tragica lucidità scacciata via per paura di affrontarla… del malessere. Ma é un malessere ironizzato, cinico e distanziato. Mai preso sul serio. I personaggi che si susseguono sono empatici e surreali.
Piazzato Bianco is like a format for theatre: monologues of surreal comedy or rather iper-real (it all the depends on the point of view, really…) about metropolitan malaise.
The theme is the diary, the analisis, problem’s resolution or rather negation, tragedy of a clear mind that escapes awareness, too afraid to face it. It’s about not being so well… but it’s a sarcastic malaise, cynical and seen from a distance. Never taken too seriously. Empathic and surreal characters will parade on the stage for you
Testo e regia: Francesca Staasch.
Con: Cristina Pellegrino.
quarto percorso spettacolare
VENERDàŒ 19 SETTEMBRE. a seguire
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
MUREDDU | DWA [olanda]
“BAVA”
prima regionale
Nel lavoro di Giulia Mureddu il corpo non é sempre un corpo danzante, ma spesso semplicemente un contenitore di comuni emozioni, paure e desideri. Sulla scena lo si vede danzare e cantare, prender vita e morire, lottare, trionfare, godere.
Bava é un duetto tra una danzatrice e una marionetta. Nell’indagine cruda di nuovi e remoti aspetti della propria personalità , emerge il mostro nascosto che é in noi.
Il risultato é un toccante duetto con tendenze perverse.
Bava is a duet between dancer and puppet where the idea of the monster which hides itself in all of us is a starting point. The piece investigates the more hidden aspects of the personality of the individual, like eroticism, desire, aggression and exhibitionism. By using a puppet, it is possible to release oneself from a normal role and bring latent personality traits to the surface without having to carry the weight of responsibility for them.
Coreografia e regia: Giulia Mureddu in collaborazione con Ulrike Quade.
Danza: Giulia Mureddu.
Marionetta: Ulrike Quade.
Musica: Strawinsky, MatPogo, Bjork, Nohalewis’Mahlon Tails.
Collage musicale: Robin Tunca, Giulia Mureddu.
Luci: Roland van Ulden.
Assistenza: Robin Tunca.
Costumi: Giulia Mureddu, Ulrike Quade.
Bava e`stato realizzato e finanziato con il supporto di
Danswerkplaats Amsterdam e Fabbrica Europa.
quinto percorso spettacolare
SABATO 20 SETTEMBRE. ore 17.oo
via italia (ingresso gratuito)
BANDARADAN [torino]
“PUBLIC STAGE”
Quattro improbabili professori sonanti per il primo corso completo e accelerato per conseguire il diploma di pubblico ideale: questo il gioco da fare insieme ai Bandaradà n, una piccola orchestra di zingari dai ritmi zoppi. Nelle mani di questi giocolieri di pentagrammi gli spettatori imparano a ballare, applaudire e cantare, in un’interazione totale sapientemente condotta, sempre in bilico tra la musica e il teatro. Funamboli della nota puntata, i Bandaradà n si muovono con disinvoltura, conquistano a sé la strada, e regalano una musica senza confini che affianca ritmi balcanici, tradizioni klezmer e brani di sapore circense, reinventandoli con uno stile decisamente fuori dall’ordinario, inframmezzato da gag esilaranti, e autenticato da una non comune capacità di coinvolgimento dei presenti. Musica per i vostri occhi.
Four improbable teachers playing instruments for the first complete, accelerated course to obtain the ideal audience diploma: this is the game we play together with the Bandaradà n, a little gypsy orchestra with halting rhythms. In the hands of these characters as they juggle with musical staves, the audience learns to dance, to applaud and to sing, in a cleverly conducted total interaction, always poised between music and theatre. Tightrope-walking on dotted notes, the Bandaradà n move around freely, get the street on their side and offer music without frontiers, bringing together Balkan rhythms, Kletzmer traditions and pieces with a circus flavour; they reinvent them in a decidedly unusual style interspersed with entertaining gags and delivered with an extraordinary ability to involve the audience present. It’s music for your eyes.
Testo, regia, musiche originali, bassotuba: Sergio Pejsachowicz.
Fisarmonica: Nadio Marenco.
Tromba: Corrado Calcagno.
Grancassa: Simone Costrino.
quinto percorso spettacolare
SABATO 20 SETTEMBRE. ore 21.oo
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
DOPPIO SENSO UNICO [roma]
“LE CLAMOROSE AVVENTURE DI MARIO PAPPICE E PEPE’ PAPOCCHIO”
vuccerìa incredibile di personaggi fantastici e amori impossibili
prima regionale
Crudeli burattinai dalle multiple identità , manichini con la testa mozzata, logorroici mostri acefali con occhi e bocca sul torace, gufi parlanti star di improbabili tournée in giro per l’Europa e… San Gennaro che cerca di fare il miracolo del sangue. Questi e molti altri gli ingredienti della fantasiosa girandola espressiva di Mario Pappice (medico chirurgo, appassionato di cervella, abile nel puzzle anatomico) e Pepé Papocchio (macellaio anarchico, disturbatore con braciole e filetti, ammaliato dal fascino femminile).
Cruel puppets with multiple identities, mannequins with their heads cut off, headless logorrheic monsters with their eyes and their mouths on their thorax, taking owls, the stars of improbable tours of Europe and San Gennaro who is trying to create a miracle from blood. These, plus much more, are the ingredients of the imaginative and expressive windmill by Mario Pappice (doctor, surgeon, brain enthusiast, and aficionado of the anatomical puzzle) and Pepe Papocchino (butcher, anarchist, disturber of chops and fillets, and bewitched by feminine charm).
Scritto da: Luca Ruocco, Ivan Talarico.
Diretto e illuminato da: Lorenzo Vecchio.
Con: Luca Ruocco, Ivan Talarico.
Realizzazione figure: Tiziana Tassinari.
Costruzioni sceniche: Marco Capuano.
Voci in playback: Mary Montecchiari, Angela Zurlo, Paolo Zanardi, Gilda Signoretti, Lorenzo Vecchio, Ignazio Abbatepaolo.
Musiche originali: Ivan Talarico.
“Canzone dei Cervelli nel secchio della spazzatura” cantata da Lara Talarico.
Video in technicolor con: Donatello Della Pepa, Angela Zurlo, Gaetano Giordano e Lupo, Paolo Zanardi, Dario Amici, Tonino Risuleo, Luigi D’Andrea, Giuseppe De Marco, Massimo Pagano, Massimo Amato, Luciano Pastori, Manuel Chitano, Francesco Nappi.
Grazie a: Teatro Cassandra, Residui Teatro, Irene Giannella, Scuola Belli, Assessorato alla Cultura Municipio Roma VI, Donatello Conti, Gaspare Pellegrino, Michele Bellucci.
SABATO 20 SETTEMBRE. a seguire
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
MAIS [rimini]
“PROGETTO PER UNA PREGHIERA #1″
prima regionale
La prima immagine che, come uno still frame, si propone all’osservatore della performance é un pavimento coperto da una bianca distesa cartacea. L’azione, muta, lenta, lineare, é condotta dalla forza intrinseca di due elementi primari: la carta, simbolo di purezza e candore, mezzo perfetto per comunicare con gli esseri divini; e il corpo nudo.
La performance si svolge attraverso una gestualità estremamente semplificata e movimenti minimamente pronunciati: atti simili ad una disperata preghiera nel silenzio, che rompe la quiete coinvolgendo il corpo in toto e quanto più l’invocazione é intensa, tanto più accentuata appare la nudità . L’incontro avviluppante di corpo e carta rimanda a figure spirituali, angeli o fantasmi, i quali, sospingendosi all’estremo verso uno stato larvale, si svuotano e si dissolvono fino a scomparire.
The first image that, like a still frame,appears to the audience during the performance is a floor covered by an expanse of white paper. The action, mute, slow and linear, is lead by the intrinsic force of two elements: the paper (symbol of purity and clarity and is the perfect way to communicate with divine beings), and the naked body.
The performance develops through very simple and minimized movements similar to a desperate silent prayer, where the whole body breaks the silence, and although evocative and intense, the nudity appears more striking. As in other performances by the choreographer, the body interacts with surrounding objects and the audience close to the scene are completely involved in the action. The scene attempts to disorientate at the same time. The meeting between body and paper refers to spiritual shapes, angels and ghosts as if they represent an extreme larval state. They then start to dissolve until they disappear.
Coreografia, ideazione e luce: Chiara Girolomini.
Con: Annalisa Aglioti, Chiara Girolomini, Simona Pietrosanti.
Produzione: m.a.ì.s. (2006).
quinto percorso spettacolare
SABATO 20 SETTEMBRE. a seguire
residenza “arte transitiva”. salita riva 3
IWONA OLSZOWSKA [polonia]
“O KOBIECIE, KTà“REJ NIE BYLO…?”
prima nazionale
Inspirato al poster del pittore polacco Rafal Olbinski per l’opera lirica “Tosca” di Puccini. La scenografia ricostruisce fedelmente in tre dimensioni il dipinto di Olbinski: una donna affacciata ad un telaio di finestra sospeso.
“O Kobiecie, ktà³rej nie bylo…?” (letteralmente: “Sulla donna, che non c’era…?”), parla di una donna, dei suoi misteri, delle sue memorie, dei suoi modi di apparire, di essere: fragile, energica, sensitiva…
I temi sono la memoria, l’amore, i desideri, i sogni; ma anche: l’attesa, il crescere, prendersi cura, credere nel futuro.
Inspired by poster of Rafal Olbinski for Tosca Opera.
The scenography is 3-dementional version of poster of Rafal Olbinski: women in the window frame, from poster for Opera Tosca.
It holds on to surrealistic pictures. It is her mystery, her thoughts, memories, appearance. Different appearances of women, her different faces. Fragility, strength, sensivity, sense of humor, mood her dreams, rememberance, It is about taking care of memory, love, wish, dreams. It is also about waiting, growing, taking care, hoping for the future. All conducted by time, stoped in time.suspended in time.
Progetto e coreografia: Iwona Olszowska.
Musiche: Micky Hart, Marcin Janus.
Scenografia: Ela Szczepaniak.
Con il sostegno dell’Istituto Polacco a Roma.
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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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cmq vi ricordo che Biella non è sotto la provincia di Torino, ma è soto la provincia di Biella
ops!!! adesso capisco tutti quei 3 in Geografia! Grazie!
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