VIVA L’ITALIA
| domenica 6 dicembre 2009 14:00 | a | sabato 9 gennaio 2010 19:00 |
L’Italia è a brandelli. Lo raccontano anche gli artisti, a cui è permesso tradurre in immagini e suoni uno smarrimento cieco, da cui sembra impossibile sottrarsi. I tredici artisti invitati da Fabio Cavallucci per ‘Viva l’Italia’, che inaugura il progetto bolognese Astuni Public Studio, disegnano, con tagliente ironia, l’atmosfera incerta e sospesa del nostro paese, evocato attraverso le sue simbologie, i suoi miti, le sue paure, tra segni di decadenza e sentimenti di nostalgia.
A partire dall’Italia di Luciano Fabro a testa in giù, pronta per essere venduta all’asta e dal suo simbolo per eccellenza, la bandiera, tradotta da Costa Vece in tragico emblema ridotto a tre consunti cenci sdrucidi. Un salto in un passato ancora da rielaborare lo evoca Maurizio Cattelan, con un neon che trasforma il simbolo delle Brigate Rosse in una stella cometa, mentre Sislej Xhafa, artista kosovaro da tempo in Italia, fa cantare l’inno nazionale italiano a una ragazza magrebina. Infine il caustico Cesare Pietroiusti, per il quale “l‘artista è proprio colui che, in virtù di pratiche di esplorazione del rimosso, rende praticabili pensieri e azioni altrimenti precluse” che si esibisce, ipnoticamente, in una cantilena ossessiva di inni fascisti.
Claudia Colasanti
Viva l’Italia, Galleria Enrico Astuni, via Iacopo Barozzi 3, Bologna. Orario: mart_saba 10_13, 15_19. Fino al 9 gennaio 2010
(Il Fatto Quotidiano. 14_11_2009)
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