Scandicci. Giovanni De Gara presenta “La morale da dipendenza”
Venerdì 6 Giugno alle ore 21,30 inaugura presso GingerZone di Scandicci la mostra di Giovanni De Gara “La morale da dipendenza”.
Le opere di de Gara sono popolate da una quantità impressionante, eppure armonica, di simboli, immagini, oggetti, animali e persone le cui azioni e tensioni non si esauriscono mai nella singola tavola, ma la travalicano: la storia cominciata in un quadro prosegue su un altro per farsi poi video, performance, fotografia, maglietta, installazione e perfino gadget. I personaggi, nonché i protagonisti delle opere sono: uno strano topo con gli occhiali simbolo dell’inconscio, un nero costretto a rinunciare alla dignità simbolo del dramma della globalizzazione, un trans agile a destreggiarsi negli spostamenti e una zebra cocainomane emblemi dei “nuovi valori”; un grande maiale volante simbolo della plutocrazia imperante; e poi, ancora, il temutissimo cinese, il cane del vicino e il serpente di Adamo ed Eva; l’ex-prostituta e l’arabo vittima dell’11 Settembre. Ognuno dei lavori di Giovanni de Gara è non tanto una provocazione quanto una domanda; generano dubbi senza dare risposte, o suggerendo proprio le più improbabili. E’ il sottile gusto del paradosso, che rende leggera la faticosa ricerca di sé e degli altri che è – al contempo – generatrice e risultato del suo lavoro creativo.
Giovanni de Gara è nato a Firenze nel 1977, laureato in architettura, vive e lavora tra Firenze, Milano e Londra. Fino all’inizio del 2005 ha privilegiato come mezzo espressivo il disegno. Un disegno sempre urgente, traduzione immediata di pensieri ed emozioni talvolta lampanti, molto più spesso oscure e tormentate. Nell’ultimo anno, insieme a profondi cambiamenti che hanno segnato la sua vita personale (l’avvicinamento all’omeopatia e all’esoterismo), è avvenuto anche un mutamento significativo del suo percorso artistico: dal disegno in bianco e nero è passato alla pittura e al colore e a un’elaborazione più consapevole e meditata della pratica pittorica e dei suoi contenuti.
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Lucrezia Alessia Ricciardi
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