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Roma, la compagnia Koreja in scena al Teatro India con “Il Calapranzi”

di Luciana Marchese • 23 Maggio 2008 • 1712
Martedì 27 Maggio 2008 00:00aSabato 31 Maggio 2008 00:00

Reduce dalla XV edizione di Fabbrica Europa, la di Lecce approda al India di , con IL CALAPRANZI A chi toccherà stasera?, capolavoro di .

Con un allestimento che sorprenderà gli spettatori (ne vengono ammessi solo 50 a spettacolo) per 5 serate consecutive, Angela De Gaetano, Maria Rosaria Ponzetta, Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno metteranno in scena il lucidissimo testo di Pinter in un’emozionante rilettura per la regia di , scene e luci di Tramacere e Diana. 
 
Scritto da nel 1957, “The dumb waiter” ovvero Il Calapranzi, fa parte della prima stagione drammaturgica dell’autore, dove quasi tutte le opere sono metafora di un solo meccanismo, quello della violenza: violenza sotterranea, quasi impalpabile, ma che manifesta con scatti improvvisi tutta la sua furia oppressiva. Attraverso l’utilizzo di linguaggi periferici e invenzioni sceniche, ci si misura con un testo che ben si adatta alla nostra contemporaneità inquieta, spiata, telecomandata a tal punto da insidiare e minacciare l’individuo stesso.

Nella messa in scena il pubblico viene chiamato ad una partecipazione voyeristica, complice un meccanismo spaziale che guida e manipola la visione dello spettatore. Attraverso soluzioni tecnologiche e punti prospettici particolari, la percezione sia sonora che visiva dello spettatore lo porta a divenire complice pienamente partecipe del dramma, protagonista involontario di ciò che è chiamato a guardare: coinvolto e forse colpevole.

Nel prologo la scena, un luogo metallico, astratto, pulito e insieme simbolicamente ’sporcato’, è abitata da due figure femminili, doppi astratti dei personaggi (Ben e Gus), che creano un enigma di forza e fragilità, di crudeltà e di sottile comicità. Le attese, la noia, le sequele interrogative si fanno movimento, corpo che danza in un vortice da musical noir. Poi spariscono, assorbite dalla struttura scenica, e anche il pubblico viene invitato a seguirle, ad attraversare lo spazio per ritrovarsi in un altro luogo, per spiare un’altro luogo, questa volta più realistico, ma di un realismo che contiene in se tutto l’assurdo del testo Pinteriano.

A cinquant’anni dalla sua stesura, il Calapranzi continua a sfuggire alle maglie di un di genere, ponendo angoscianti interrogazioni senza tempo, interrogazioni che risuonano tra le mura di un sottosuolo. “A chi toccherà stasera”?

autore
traduzione di Alessandra Serra
regia di
con Angela De Gaetano, Maria Rosaria Ponzetta

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Luciana Marchese
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