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Roma, al Palladium la scena indipendente con Teatri di Vetro

di Alessandra Buccione • 22 Maggio 2008 • 1690
Venerdì 23 Maggio 2008 00:00aDomenica 1 Giugno 2008 00:00

Comincia il 23 maggio la seconda edizione del , diretto da Triangolo Scaleno che si svolgerà tra i palchi del e degli spazi urbani del quartiere Garbatella a . Il TDV andrà avanti per nove giorni fino al 1 giugno e ospiterà artisti da tutta Italia. Un’artista berlinese (Lotte Rudhart) sarà presente in questa edizione per inaugurare il progetto di apertura del alle scene europee. Scaletta piena per tutte le giornate, circa quaranta compagnie porteranno in scena performance diverse per genere e tradizione.

 

PROGRAMMA

VENERDì 23 MAGGIO

Les Têtes en l’air ()– Noi non siamo qui – tre incursioni di 10’
Ore 19.20 - 20.10 - 21.30 piazzale-foyer-bar
Di e con:Fiora Blasi, Luisa Merloni. Musiche: Luca Venitucci. Video: Carlo Hintermann. Collaborazione:
Valentina Fusco.
Noi non siamo qui è una non-performance. Due improbabili soubrette approdano- con mezzi di fortuna nell’Altrove: il del Indipendente. Tre vere e proprie incursioni intorno ad un’idea di presentazione che non si compirà mai. La presenza di due corpi estranei, il loro punto di vista naif, è un ovvio spunto comico, ma anche un modo divertito di porsi l’annosa questione: quale linguaggio? Per quale pubblico?

Teatrificio Esse ( – PRATO) – R’umorismo – 10’
Ore 19.30 piazzale
Di e con: Armando Sanna, Davide Savignano, Pasquale Scalzi
Tre operai agiscono in un luogo di lavoro indefinito: la scena è completamente vuota. Spazio ed oggetti diventano visibili solo attraverso i suoni. Lo spettatore si ritrova a guardare con gli orecchi, mentre con gli occhi della propria immaginazione sceglierà quali forme e colori dare alle materie invisibili. Attraverso i suoni succede l’imprevedibile. Reale e surreale dialogano attraverso la cooperazione di suono e gesto. R’umori e suoni si accavallano in un rocambolesco disordine di azioni funamboliche attraverso il doppiaggio in sincro del quotidiano.
Folla di segni. Segni di follia.

Beatrice Magalotti () – Hoh-h Sleepy Walls - 22’
Ore 19.45 piazzale
Coreografia: Beatrice Magalotti. Con: Anna Lea Antolini, Alessandra Giambartolomei, Gea Lucetti,
Beatrice Magalotti, Cristiana Morelli. Disegno Luci: Danila Blasi
Hoh-h Sleepy Walls è strutturato in brevi “quadri” o “azioni” che traggono spunto dall’osservazione di alcune ovvietà riconoscibili quotidianamente: l’attesa, il sonno, il muoversi frenetico, il ridere. I danzatori attendono o cadono in un sonno profondo, ridono o pronunciano uno scioglilingua come catturati da un istinto simile a quello del sonno e del gioco.

Habillé d’eau () - Stato secondo – 60’ circa
Ore 20.30 palco
Di Silvia Rampelli. Danza: Alessandra Cristiani Andreana Notaro Silvia Rampelli, Luce: Gianni
Staropoli, Oggetti: Luca Servino, Produzione: Habillé d’eau Furio Camillo Pontedera
Fabbrica Europa, Coproduzione: Ztl-pro/tst.
Gruppo rigorosissimo, con un percorso radicale sul corpo, unisce movimento e filosofia, tradizione e contemporaneo. Tre figure di età indicibile, unità minime, espongono le proprie membra e il costitutivo processo attuante dell’essere, fino alla saturazione e allo spargimento. Un progetto che cerca l’asimmetria dell’incompiuto.

Andrea Cosentino () - La Festa del Paparacchio – 90’
Ore 22.00 Lotto 12
Un progetto di Andrea Cosentino. Con: Gramigna_ct, Hotel de la Lune, Mario Iacomini, Paparacchio
band, Produzione Povera. Produzione: ZTL-pro – Rialto Santambrogio – tst - Mara’samort con Armunia
e Kilowatt .
Un attore tragicomico, stralunato clown/pierrot, si confronta con una carovana di attori, scrittori, musicisti. Non uno spettacolo, ma un evento: costante nella struttura, irripetibile nell’occasione. La sfida è inventare una tradizione dichiaratamente finta, testamento della cultura folklorica. Tramite la permanenza sul territorio e con la complicità degli abitanti si crea un rituale smaccatamente falso.

SABATO 24 MAGGIO - vetrina coreografica

MaddAI () – Acerbo – 30’
Ore 19.00 palco
Progetto coreografico: Simona Lobefaro. Danza: Alessandro Lumare. Regia e luci: Riccardo Frezza.
Suono: Riccardo Conti-mir
E’ un corpo permeabile quello che investighiamo in acerbo, un corpo che rinuncia ai suoi confini, le cui intenzioni mutano velocemente; la cui presenza è ambigua, incerta. All’interno di un contenitore-ring il danzatore scandaglia senza sosta le molteplici gradazioni che intercorrono tra il “normale” e la “scena”. Complice della coreografa opera una regia in tempo reale. Il risultato finale varia da replica a replica.

Compagnia Armonie e Dissonanze () – Và e vieni atto unico di Samuel Beckett - 7’
Ore 19.45 Lotto 12
Con: Gaia Camanni, Marzia Colandrea, Manuela Montanaro. Regia: Valeria Baresi e Marzia Colandrea.
Flo, Vi, Ru.
Tre donne dai nomi spezzati. Come i sogni, i ricordi. E le frasi troncate sul nascere. Non si può parlare dei vecchi tempi. Ma forse ci si può ancora stringere le mani? Intrappolate da continue istantanee di una vita forse già vissuta, compiono gesti predeterminati, obbedendo alle aspettative che l’Altro ha su di loro. L’unica “libertà” sembra appartenere al ricordo, al sogno… e al pettegolezzo.

Francesca Bonci () – Secrezioni – 25’
Ore 20.00 palco
Di e con: Francesca Bonci.
Secrezioni nasce dal fascino, che acuto risuona in me, per quel “farsi” e “dis-farsi” del biologico per cui l’interno sé-cerne se stesso e si autoconfina in un atto inenumerabile e incessante, designandosi lo spazio del fuori e del dentro come spazio unico dell’intimità e della comunicabilità di sé. Nel biologico il confine non è le pareti di una scatola dentro cui c’è un essere vivente, il corpo tutto nella sua unitarietà è il suo confine. L’essere è di volta in volta condensazione che, scoppiando, si disperde e dispersione che rifluisce verso il centro.

Zeitgeist/Stefano Taiuti () – Oscar Dolls - 30’
Ore 20.50 palco
Ideazione e Danza: Stefano Taiuti. Musiche: Claudio Moneta.
“Senza alcuna pretesa di rassicurare il pubblico, attraverso una metafora erotica intrisa della crudezza connotante la società del consumo e della consunzione”, Oscar Dolls mette in scena la parabola sorprendente di un Uomo/Maiale cavia da laboratorio che vive, muore, resuscita e all’apice della gloria torna infine maiale. Elaborazione dello studio omonimo, vincitore del premio della giuria popolare Tuttoteatro.com Dante Cappelletti ‘08.

Espz (MILANO)– Disparitions – 30’
Ore 21.30 Lotto 12
Di e con: Elisa Zucchetti e Nandhan Molinaro
Disparitions prende ispirazione da un’opera dell’artista Sophie Calle. L’idea è di rappresentare la memoria di uno spettacolo che non c’è più; come un pezzo da museo ricostruito attraverso vari linguaggi: danza, fotografia, parola. Disparitions diviene così un catalogo di scene e immagini costruito sulla base ricordo; una sorta di radiografia della messa in scena che spinge la danza verso un continuo ritorno al momento creativo, mostrandone l’alfabeto.

Lotte Rudhart (BERLINO) – Frank Z – 15’
0re 22.15 palco
Di e con: Lotte Rudhart
Il solo Frank Z nasce dalla passione per l’eccezionale artista, il grande musicista Frank Zappa. Lotte Rudhart si abbandona alla gioia e all’ispirazione che ha ricevuto e riceve ancora da Frank Z, esprimendo la sua passione per la danza – ogni tipo di danza – e sperimentando con grande varietà di stile.

Giano () – La deposizione di Euridice - 40’
Ore 22.45 Lotto 14
Con: Maddalena Gana, Giordano Giorni, Roberto Bellatalla. Scena: GIANO.
Luci: Gianni Staropoli
Euridice perde la sua natura sposandosi, prima era una ninfa protettrice dei boschi. Morsa da un serpente discende negli Inferi. Da Persefone è iniziata ai Misteri: è il ritorno a casa.
Orfeo vive di e dell’immagine poetica che vede in Euridice. La raggiunge grazie al suo canto, ma non riesce a sostenere il dionisiaco che ormai le appartiene. Guardandola se ne allontana per sempre e muore smembrato dalle Baccanti.

V.i.t.r.i.o.l. () - “Si sedes non is” – 30’
Ore 23.40 palco
Corpo: Alessandro Pintus. Luce: Simone Palma. Vibrazione: Gerardo Greco.
Vitriol è una compagine di ricerca d’ esoterica, nata nel 2005 dall’incontro tra la danza butoh, la visual art e la musica elettronica. Una live performance che prende ispirazione dalla Porta Magica sita nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II, in . Sul gradino della porta si legge Si sedes non is, frase palindroma, che sta a significare “se siedi non vai”, oppure letto alla rovescia “se non siedi vai”.
La performance vuole favorire un processo creativo, attraverso il quale la carne del danzatore, l’essenza luminosa del video e le vibrazioni sonore si rendono disponibili come materia grezza da sottoporre a trasformazione alchemica, per accedere ad un livello più profondo di conoscenza.

DOMENICA 25 MAGGIO

Katharina Trabert (RIETI) – liebesgeSCHICHTEN - senza durata
Dalle 19.00 La Villetta
Di e con: Katharina Trabert
LiebesgeSCHICHTEN é una performance senza inizio o fine fissa che dura qualche ora. Gli spettatori si trattengono per quanto vogliono, uscendo e rientrando nello spazio performativo. La performance usa testi scritti semi/biografici, oggetti, proiezione di diapositive, musica e movimento. liebesgeSCHICHTEN racconta le storie dell’amore e degli strati dell’amore senza fissare o spiegare, lasciando la libertà allo spettatore di vederci le proprie storie. È la storia di individui e, allo stesso tempo, la storia di tutti.

Sineglossa (BOLOGNA)– Pneuma – 7’
Ore 19.45 - 23.50 La Villetta
Con: Simona Sala. Immagini luminose: Luca Pancetta. Suoni: Silvio Marino. Cura: Federico Bomba
La storia più vecchia del mondo. Ci chiediamo ancora come nasce il desiderio. Come se quell’umido, assillante, puro desiderio fosse l’unico per cui abbia ancora senso perdere la testa. Come se, invece, non fosse possibile con un solo sguardo fabbricarne già un altro.

TST () - un altro Calderón dalla tragedia Calderón di Pier Paolo Pasolini - 90’
Ore 20.00 palco
Ideazione e regia: Roberta Nicolai.
Finalista “Nuove Sensibilità” Napoli, ottobre 2007
Con: Michele Baronio, Tamara Bartolini, Antonio Cesari, Marzia Ercolani, Francesca Farcomeni, Enea Tomei.
L’enigma del corpo individuale, l’enigma del confine tra sogno e realtà e l’enigma di un che si compone di sequenze in cui il corpo è in lotta con se stesso e invoca una parola nuova per esprimersi. Un che approda alla necessità di creare immagini.

Muta Imago () – (a+b)3 – 45’
Ore 22.00 Lotto 16
Progetto e regia: Claudia Sorace. Drammaturgia/suono: Riccardo Fazi. Cubo: Massimo Troncanetti.
Vestiti: Fiamma Benvignati. Registrazioni audio: Federica Giuliano. Con Riccardo Fazi e Claudia
Sorace. Produzione: Muta Imago in collaborazione con Enzimi 2006
Una coppia d’amanti, due figurine felici che si preparano per uscire: mettono il vestito bello, i capelli hanno la piega appena fatta, un giro di perle al collo, le scarpe lucide. Si muovono rapidi, la loro danza si ferma di fronte a uno specchio, che ne incide i nomi sulle ombre sottili.
Poi arriva la guerra.

Proyecto JDPL () – Carne – 50’
Ore 23.00 palco
Ideazione, regia e coreografia: Juan Diego Puerta Lopez. Con: Daniele Arceri, Anna Basti, Michele
Dell’Uomo, Clelia Fumanelli, Marika Raggio, Sara Rossi
Carne è uno spettacolo in cui non vi sono personaggi ma persone che interpretano se stessi in una condizione di precarietà e pericolo. Per rendere le emozioni e le atmosfere reali, il regista delimita lo spazio con filo spinato, costringendo gli interpreti a provare una situazione di rischio reale, come un funambolo che cammina su una corda tesa nel vuoto. Undici i quadri proposti, frammenti di un unico discorso, che lo spettatore riordinerà seguendo il filo delle sue emozioni.

MARTEDì 27 MAGGIO

Racconti Teatrali () - Altritaliani lettura drammatizzata di Essere o non essere di Gabriella Kuruvilla (Italia-India) Doppio misto di Kathiusca Toala Olivares (Equador) – 60’
Ore 19.00 Urban Center
con: Cristina Aubry, Noemi Parroni, Ferdinando Vaselli, Pierpaolo Palladino. Musiche composte da
Pino Cangialosi ed eseguite dal vivo da Benedetto Biondo (tromba) e Maria Teresa Martuscelli
(tastiere). A cura di: Pierpaolo Palladino
Altritaliani è un progetto ideato e curato da Pierpaolo Palladino che si rivolge agli autori “italo-stranieri” ossia immigrati di prima o seconda generazione che usano direttamente l’italiano come lingua di riferimento. I due testi che presentiamo in lettura sono la prima tappa di un laboratorio di scrittura avviato con vari autori e che troverà il suo punto finale nell’allestimento di uno spettacolo presso il Lo Spazio.it di , a marzo del 2009.

Officina Valdoca (CESENA) – Opera - 40’
Ore 20.30 palco
Regia: Vincenzo Schino. Con: Marta Bichisao, Riccardo Capozza, Gaetano Liberti, Vincenzo Schino.
Assistente alla regia: Marta Bichisao. Elaborazione digitale del suono: Gennaro Mele. Fonico: Luca
Fusconi. Effetti plastici: Leonardo Cruciano. Costume di arlecchino: Michele Napoletano.
Opera è un lavoro che si pone il problema della rappresentazione e del senso di stare su un palcoscenico. Abbiamo lavorato in modo radicale sull’imbarazzo dello sguardo. Abbiamo lavorato sulla vergogna e sulla commozione. Opera è un errore, una baracca di burattini montata male che da un momento all’altro potrebbe crollare.

Sabrina Broso () – essereacqua – 25’
Ore 21.30 Lotto 16
Di e con: Sabrina Broso.
Luci: Gianni Staropoli.
Il lavoro si origina dall’abitare estemporaneo di un luogo, dove il corpo come materia vivente si fa’ sensibile e la perdita dell’essere si fa creazione ,il gesto riverbero di particelle, sfuocature , sottili sfumature, intimi ricami di un esistenza profonda.

Compagnia Biancofango () – In punta di piedi - 55’
Ore 22.00 Lotto 16
Con: Andrea Trapani. Drammaturgia e regia: Andrea Trapani e Francesca Macrì.
Un adolescente e la sua città. Firenze. Bella di una bellezza rara, ma refrattaria al gioco e schiava della competizione per natura. Firenze che ama farsi guardare, ma mai che ri-guardi. Un adolescente e l’ossessione di un secolo: il gioco del calcio. È una domenica mattina qualunque, in un campetto di periferia toscano, di quelli dove l’erba non cresce mai. Mastino vorrebbe giocare, ma il mister gli assegna, come sempre, il ruolo di panchinaro…

MERCOLEDì 28 MAGGIO

Gigi Borruso/Compagnia dell’elica (PALERMO) – Luigi che sempre ti penza piccole cronache di un emigrante (in sette movimenti) – 45’
Ore 20.30 palco
Di e con: Gigi Borruso
Segnalato al Premio “Dante Cappelletti” 2006
Luigi è un contadino siciliano emigrato in Germania negli anni ’60. La trama delle sue esperienze e dei suoi pensieri poggia su alcune testimonianze raccolte dall’autore e sulle suggestioni delle lettere di emigranti tratte da Entromondo di Antonio Castelli. Ma Luigi è un personaggio fantastico, sospeso fra la concretezza storica e il sogno, sintesi di storie diverse, trattate in modo libero e con evidenti riferimenti alla contemporaneità.

Silvia Frasson () – Giovanna che immaginò Dio ovvero la storia di Giovanna d’Arco vista da “noialtre” – 60’
Ore 21.30 Lotto 8
Elaborazione drammaturgia: Silvia Frasson e Geppina Sica. Con: Silvia Frasson e Alice Rohrwacher.
Musiche eseguite in scena da Alice Rohrwacher.
Raccontare la storia di Giovanna d’Arco era un nostro grande desiderio. Ma come poter dire ciò che noi c’eravamo immaginate della storia, i fatti, i personaggi, i caratteri, i respiri, partendo comunque da elementi storici? Ecco dunque la scelta della forma: la narrazione. L’attore accompagna il pubblico dentro la storia, insieme la vivono come un viaggio, all’interno del quale l’attore tiene i fili di tutti i personaggi. Inevitabile uno sguardo preciso, una scelta, un giudizio, una posizione.

Angelo ragazzino/Roberta Sferzi () – Studio per Angelo – 50’
Ore 22.45 palco
Scritto, diretto e interpretato da: Roberta Sferzi.
Progetto vincitore “Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti” 2007 (quarta edizione)
Primo premio concorso drammaturgico “Per voce sola” 2007
(…)Alla sua prima prova di scrittura Roberta Sferzi intercetta le pieghe dolorose e tuttavia esilaranti di una tragedia famigliare costellata da mitologie, abbandoni, smarrimenti emotivi, disinformazione internet, leggende metropolitane, stereotipi correnti(…)
(estratto motivazione Giuria Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 07)

GIOVEDì 29 MAGGIO– vetrina coreografica

Tessa Canella /Ilaria Puccianti () – Big in little – 30’
Ore 19.30 palco
Coreografia/regia: Tessa Canella e Ilaria Puccianti.
Con: Tessa Canella e Ilaria Puccianti.
Big in little è uno stravolgimento al femminile di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett. Le protagoniste vivono una quotidianità surreale, che gli permette di continuare a vivere la loro illusione artistica. Un duetto che alterna momenti di esaltazione, confusione, rabbia, tenerezza, poiché un evento inatteso riesce a sgretolare questo fragile equilibrio e a rimettere in gioco i loro stati emotivi.

S.A.N. (GENOVA) – P.P-P 4.2 plastic play-pen 4.2 senza durata
Dalle 20.00 foyer
Di: Daniela Cecchi, Olivia Giovannini, Agnese Seminara. Con: Olivia Giovannini.
Un individuo fermo in un qualsiasi luogo di transito: una stazione, un museo, una sala d’attesa, un supermercato. L’individuo indossa un soprabito di plastica ed è immobile. Il suo motore: un I pod inserito nel retro del soprabito. P.P-P 4.2 è un gioco, una distrazione durante il passaggio: la serendipity - trovare per caso una cosa mentre se ne cerca un’altra - è un evento che ha come scenario privilegiato la città.

Ketty Russo () – Af-filia nella ricerca della relazione tra le parti, il filo interno tesse il sentire del tutto- In ballo entrare nel movimento per trovare un altro ordine – 20’
Ore 20.30 palco
Coreografia e danza: Ketty Russo; musiche: J.S. Bach; disegno luci: Gianfranco Lucchino
Af-filia ed In ballo sono due dei tre brani di un progetto ancora in corso, sintesi formale di un processo di ricerca espressiva che tenta di trovare una possibile integrazione tra la dimensione culturale e quella biologica del movimento. La relazione tra le parti ed il tutto del corpo da percepire attraverso il gioco delle modulazioni tensive; lo spazio interno, lo spazio esterno la relazione tra – l’orientamento; sono i nuclei sui quali si sta articolando tale ricerca.

Compagnia DENOMA/Romina De Novellis () – Zèza – primo studio 20’
Ore 21.00 palco
Di e con Romina De Novellis
Luci: Gianni Staropoli
Fa’ a Zèza! Così le dicono in famiglia. Un corpo deformato che non si accetta. Una violenza subita in famiglia. A Zèza porta in grembo un figlio non desiderato. Centrale il recupero della tradizione etnoantropologica italiana, dei comportamenti performativi e dei rituali verbali e non verbali del Sud. Si narra il percorso psicologico e la trasformazione del personaggio, la trance, attraverso una danza di immagini, un visionario.

Kataklisma () - Time – 20’
Ore 21.30 foyer
Con: Cristiane Canassa, Isabella Di Cola, Alessandra Di Lernia, Elvira Frosini, Ombretta Gamberale,
Veronica Sferra. Regia: Elvira Frosini.
Performance breve sul tempo, come attimo sospeso, accumulazione infinita di intervalli equivalenti, la sospensione o scomparsa di una dimensione storica mentre siamo immersi in un tempo colonizzato, in “un’epoca senza festa” (G. Debord). Le azioni si ripetono, si deformano, si lasciano guardare. Kataklisma – lavora intorno alla presenza/assenza del corpo in scena, il passaggio, l’interstizio, la breccia che si apre e l’imminenza che non si attua, ponendo al centro il problema della rappresentazione. Attraversa e scardina generi, segni e mezzi per tentare di ricodificare momentaneamente linguaggi e sensi, sfuggendo programmaticamente a una classificazione.

Teatropersona (CIVITAVECCHIA) – Trattato dei manichini – 30’
Ore 22.00 palco
Con: Marco Vergati, Valentina Salerno, Laura Riccioli, Ludovica Andò
Regia: Alessandro Serra
Sei tornato? Silenzio. Sei tutto bagnato, vai ad asciugarti che alle sette c’è la messa. Quant’è che non ti confessi?
Silenzio.
Un uomo bussa al monastero che lo accolse orfano: inevitabile ritorno alla bottega degli orrori dopo la disfatta della vita, per concedersi un’ultima occasione e ritrovarsi bambino, solo, disperso ma coscientemente padrone del soprannaturale. Non è una seconda chance. È un’altra realtà, rarefatta, sospesa.

Ossatura + Adama () – Impro – 30’
Ore 23.00 palco
Ossatura: Elio Martusciello, Fabrizio Spera, Luca Venitucci - suono + Adama: Alessandra Cristiani, Maddalena Gana, Samantha Marenzi - danza
Storico gruppo d’improvvisazione + tre danzatrici della compagnia di danza buto Lios.
Il progetto nasce dall’incontro pratico tra una realtà musicale di ricerca e una di danza che approfondisce il mutare imprevedibile del corpo ad ogni istante. Insieme sondano le vibrazioni che suoni e corpi si passano reciprocamente e le relazioni tra suono, rumore, spazio, tempo e movimento. In scena, esposto alla sensibilità del pubblico, lo svelarsi progressivo della forma che OSSATURA + ADAMA va via via assumendo.

VENERDì 30 MAGGIO

Non company () - N - 60’
Ore 20.30 palco
“Ciò che è in basso eguaglia ciò che è in alto e ciò che è in alto eguaglia ciò che è in basso, per
compiere il miracolo di una sola cosa”.(Ermete Trismegisto)
Regia e Danza: Alessandro Pintus
Musiche originali: Gabriele Quirici (Perceptual Defence)
Disegno luci: Riccardo Frezza
La nascita di un seme in una palude insalubre, malsana. Larve di zanzare, strisciare di lumache, anguille cieche. Gracidare orgiastico di rane in una serenata di luna crescente. La carne si fa luogo di una genesi in continua crisi. Il corpo-vegetale trema si agita, è abitato da scosse che ne mettono in dubbio la sopravvivenza. Il corpo è attraversato dalla vita in tutta la sua drammatica verità, si fa mezzo per rimembrare esistenza organica altra; in bilico continuo tra vita e morte, fino al momento in cui la verità organica della carne non emerge, luminosamente consapevole. Il corpo è varco continuo tra due dimensioni. La carne è il limite tra il dentro ed il fuori. Una terra di confine dove transitare per potersi elevare, per poter andare oltre.

Labrys (FROSINONE) – Morra – 60’
Ore 21.45 Lotto 9
Regia e drammaturgia: Fabrizio Di Stante. Testo: Roberto Capaldo. Ritmi percussivi: Simone Di
Bartolomeo.
La tradizione della Commedia dell’ viene rivisitata da un contemporaneo Pulcinella che si ritrova a monologare con il pubblico “di quei tre o quattro fatti che conosce”. I fatti sono quelli della cronaca legata alle vicende camorristiche degli ultimi anni, quelle che Roberto Saviano ha coraggiosamente portato alla luce nei suoi scritti. In particolare la storia di Ernesto, giovane lavoratore di Scampìa, “ucciso per mano della camorra, ma che con la camorra non c’aveva niente a che fare”.

Circolo Alekseev () – Li Corpi Scuri – 70’
Ore 23.00 palco
Scrittura di scena e corpo: Simone Faloppa. Con l’amichevole partecipazione di: Marco Fumarola.
Assistente alla regia: Flavia Gallo. Infaticabilmente presente: Monika Mariotti. Scene: Athos E Biru.
Disegno luci e audio: Circolo Alekseev e Riccardo Frezza. Foto di scena: Massimo Mattei.
Nessuna vicenda è mai completamente nera. O assolutamente bianca. C’è anche tanto grigio. L’importante è saperne cogliere le giuste sfumature e, in queste, i particolari più interessanti. Ho voluto scrivere del sistema partitico della Prima Repubblica e di Bettino Craxi. Ultimo statista italiano, shakespeariano Lear abbandonato dal suo stesso regno.

SABATO 31 MAGGIO

il NaufragarMèDolce () – I Fili di Penelope – 45’
Ore 19.30 Lotto 15
Di e con: . Regia: . Musiche: Roberto Mazzoli.
Il tempo, l’attesa, la memoria, la necessità del racconto e della testimonianza, la necessità della capacità di immaginare “un mondo dove gli uomini sanno ancora di pane”. Penelope è una cantastorie che racconta se stessa. La regia è quindi regia della parola, solo piccoli gesti e movimenti misurati ed essenziali che fungano da evocazione, attraverso la parola, della storia. La musica funge da veicolo emotivo dell’azione narrata.

Margine Operativo () – Guerriglia Live Show – 50’
Ore 20.30 palco
Ideazione-regia: Pako Graziani e Alessandra Ferraro. Con Nicola Danesi De Luca.
Musiche originali live: Federico Camici _basso +voce; Andrea “Loko” Cota _ chitarra+voce. Video live:
Riot Generation Video Produzione: Margine Operativo.
Liberamente tratto da alcune mail scambiate in rete nel periodo della seconda sommossa delle banlieu in Francia tra ultrà italiani e casseur francesi riguardanti gli strumenti della guerriglia e dell’ antiguerriglia. Questo non è uno spettacolo sulla guerriglia. Questo è uno spettacolo di guerriglia. Uno spettacolo di pronto intervento. Un manuale di insubordinazione al potere della visione.

URTeatro (BRESCIA) – Ameleto dei porselli – 75’
Ore 21.30 Lotto 25
Testo e Regia: Riccardo Festa . Con: Lorenzo Bartoli, Serena Brindisi, Alessandro Federico, Elisabetta
Ferrari, Riccardo Festa, Salvatore Li Causi.
Nessuna illusione, muoiono tutti, alla fine. Tutti, tranne Orazio, vivo per raccontarci la storia. Nel silenzio che resta, si sentono, vicini, i maiali grugnire. Un gioco su e con l’Amleto, inselvatichito e storpio, nella lingua e nello spirito; la nostra provincia rurale sullo sfondo e i maiali che grufolano nella nostra sporcizia.

Cie TwAiN (LADISPOLI) – Volevo un gatto nero - 60’
Ore 23.00 palco
Coreografia Regia Drammaturgia: Loredana Parrella
Scenografia Costumi Luci: Roel Van Berckelaer
Musica: Antonia Gozzi. Video: Elena Fedeli
Con: Vittoria Maniglio, Anna Basti, Valentina Calandriello, Enza Carrozzino.
La pièce vuole essere un tributo al mondo delle bambine, dominato da un sapere ancestrale e da una serena organizzazione dei contrasti, presto violato da una società egoista concentrata a incanalare gli individui in stereotipi. Ecco che la bambina-donna diviene proprietà costretta a essere tutto per tutti, costantemente travolta da una confusione di attività.

DOMENICA 1 GIUGNO

Reggimento Carri/Roberto Corradino (BARI) – Conferenza (Un piccolo dominio non ancora perduto) - 55’
Ore 19.00 palco
Di e con: Roberto Corradino. Allestimento e luci, occhio esterno: Vincent Longuemare.
Col sostegno di Kismet O.per.A, si ringrazia Teatroscalo di Modugno.
Atto IV, scena prima, Riccardo II, William Shakespeare. Riccardo secondo d’inghilterra sta per essere deposto; il pubblico come i Lord o Pari d’inghilterra in attesa dello spettacolo della caduta del re. Conferenza è prima di tutto una tentazione, una decorazione intorno al vuoto, esibita al pubblico. La lunga soggettiva mentale della caduta in differita di un re scespiriano, un eroino fallito che intrattiene da morto parlante gli spettatori, avendo ancora tanto da dire.

Compagnia Ilaria Drago (VITERBO) – Mariacane - 45’ - Vietato ai minori di 14 anni
Ore 21.00 palco
Scritto diretto e interpretato da Ilaria Drago
Monologo vincitore del Premio Elsa Morante per la Letteratura 2006 (inediti)
Musiche originali: Marco Guidi. Ideazione luci, spazio scenico, dinamiche vocali: Ilaria Drago e Marco
Guidi. Costume: Vincenzo Caruso.
Mariacane è un lavoro scritto col sangue d’ogni donna stuprata, con la disperazione delle ossa rotte, con la forza della resurrezione. Silenzi e corpo da suonare sono alcune delle idee portanti del lavoro e l’attenzione si concentra tutta su questa donna violata, polifonia di respiri e canto. Mariacane non è più vittima, diventa femminile sacro, mentre risuona l’esortazione a non arrendersi alla sfiducia, perché “il peggio non è morire, il peggio è vivere da morti, diventare l’ombra di se stessi!”

ZDDNTR () – Bubble - 15’
Ore 21.45 Lotto 20
Ideazione/ Azione: Andreana Notaro, Maria Paola Zedda. Immagini: Maria Paola Zedda/ Baby- Machine. Elaborazione del suono: Giancarlo Petroni.
Due performer ripetono un atto meccanico: un’azione che costruisce uno spazio, modificando e ribaltando l’impostazione visiva iniziale. La meccanicità dell’azione si crepa dall’interno. L’imprevisto, l’accidente lasciano emergere il dato naturale, l’Umano. Tutta la performance è stata pensata come un gioco di specchi tra polarità: presente e passato, uomo e macchina, fermo immagine e dimensione live. Ogni aspetto si rifrange sul suo opposto, lasciando tutto sospeso come in una bolla, da cui il titolo Bubble.

Collettivo B.A.N.G./ Lara Martelli () - B.a.n.g. barbarico atto nel giardino – 50’
Ore 22.30 palco
Idea / Danza : L.Martelli;Video: W.Germondari, M.Spagnoli ; scrittura drammaturgica: A.Petrini; design
suono : M.Carozzi .Realizzato con il sostegno di: Steptext Bremen,CDN ,Hangart Pesaro
Bang é un possibile titolo di un ipotetico giallo da risolvere,un intreccio di frammenti immagini che parlano della solita lotta tra luce/ombra ,esterno/interno,visibile/invisibile, ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo. La danzatrice e attrice Lara Martelli interpreta tre ruoli di vittima carnefice detective. I linguaggi del -videodanza- musica si alternano in un continuo divenire.

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Alessandra Buccione
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