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Milano, le scene del crimine di Luca Reffo alla Galleria Rubin

di Lucrezia Alessia Ricciardi • 29 Aprile 2008 • 1590

nasce a nel 1973 e si diploma in a Venezia, all’Accademia di belle Arti. Non è solo un , ha maturato delle esperienze nel campo del teatro, della danza contemporanea e del cinema, senza dimenticare la sua passione per la letteratura. E per questa , si serve di tutto il suo bagaglio culturale.

E’ cresciuto, dopo la permanente “Invasioni da Camera” al Palazzo Papafava di . La sua è diventata più decisa, i tratti sono più netti e le figure si muovono in ambienti domestici. La ricerca coloristica di Reffo è audace e si contraddistingue per le eleganti cromie e gli accostamenti che ricordano la fotografia. Esasperati chiaroscuri caratterizzano le sue tele, una tavolozza di neri e di grigi, di grande ricchezza tonale, definisce gli ambienti che ritrae.

Neri che ricordano i film noir che lo appassionano e che lui ha usato per questo ciclo di pitture dal titolo Shine on Crime che è anche la sua prima personale, con verissage l’8 maggio 2008, presso la di .

Il ciclo di dipinti Shine on Crime trae ispirazione dalla lettura de “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov, che il poeta definì un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”.

I suoi personaggi sono inserti in ambienti domestici: camere da letto, stanze da bagno, luoghi di passaggio come scale, ingressi e corridoi. Queste rappresentazioni sono un fermo immagine della scena di un crimine, appena compiuto o in procinto di compiersi. Si avverte la tensione, lo spettatore si unisce e sente scorrere sulla pelle la tensione dell’attimo in cui un destino si sta per compiere.

Non potendosi servire delle urla, usa i colori: la sua è che cattura. La stesura del colore è sottile, sensibile ad ogni minimo accadimento, come il contatto con la polvere , che può dare luogo a sorprendenti ed irripetibili effetti.

Reffo predilige la forma del polittico (dittico e trittico), una modalità compositiva che l’artista assimila alla pellicola cinematografica. Le sue scene del crimine testimoniano come la riesca ancora oggi ad emozionare e a creare l’inquietudine nello sguardo dello spettatore. Il mistero e l’attesa che pervadono i suoi quadri scavano nel profondo e scatenano molteplici percorsi visivi, nell’attesa che si compia il prossimo crimine.

inaugurazione: giovedì 8 maggio 2008, ore 19.00

periodo espositivo: 9 maggio 2008 - 13 giugno 2008

orari di apertura: martedì - sabato, 14.30 - 19.30 e su appuntamento

informazioni: tel. 0236561080

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