Roma, NEL CERCHIO DI BOCKLIN
| Sabato 23 Febbraio 2008 18:30 | a | Lunedì 3 Marzo 2008 18:30 |
Giorgio Dante – Luana Romano – Lorenzo Romani
Grazie a Tiziana Todi e alla galleria Vittoria, i giovani Giorgio Dante, Luana Romano e Lorenzo Romani, trovano l’occasione di omaggiare Arnold Böcklin. Omaggio che, ovviamente, lascia intatte le personalità dei nostri autori, nemici giurati di ogni forma di epigonismo. Giorgio Dante è un artista squisitamente e decisamente anacronista; si confronta con il Giovane e Fanciulla in Primavera del maestro. L’artista spinge in direzione più strettamente erotica il discorso böckliniano; l’erotismo del nostro è però sottile, umbratile e crepuscolare. La Fanciulla, infatti, pudicamente vestita, accenna appena a toccare il Giovane nudo pienamente impelagato in un sogno classico. Diciamo la verità; in fondo al cuore Dante non porta Böcklin, bensì Leighton e l’intero arco della pittura vittoriana. Ovviamente rifiuta le proposte avanzate dalle Neoavanguardie perchè queste, sulla scia di Duchamp e del Dadaismo, hanno espunto dall’arte la bellezza. E’ alla bellezza, invece, che il giovane pittore pensa giorno e notte; ora dato che la bellezza, nella società contemporanea, è elusa o storpiata, non si può presentare in termini trionfali; da qui, come dicevamo, la scelta di un sogno lunare ed elegiaco che si rivolge alla parte più segreta e raccolta della nostra anima. Assai diverso è il discorso di Lorenzo Romani, un anacronista non ortodosso perchè permanentemente gettato nella voragine della defigurazione. Presenta un Autoritratto con la Morte; elimina il violino böckliniano e, come sempre, affoga tutto in un abisso oscuro ed intramontabile. A sinistra un accenno di testa, quasi un S. Giovanni decollato; a destra la Morte radicalmente fantasmatica e spettrale. E’ evidente che Romani è un visionario le cui radici culturali vanno ricercate, non a caso, nel Simbolismo che si avvolge nelle spire dell’adoratio mortis. Grazie a Luana Romano ci muoviamo all’interno di un universo creativo del tutto diverso da quello di Dante e di Romani. La fede profonda della Romano è consegnata nelle mani di una materia che ama disfarsi e dilagare; ciò permette alla pittrice di cogliere e sottolineare a suo modo, il vitalismo erotico del grande svizzero. La Naiade dell’artista, infatti, contagia la materia nella quale è immersa con la sua passione, una passione, appunto, che non conosce freni e che quindi non può essere ingabbiata in nessuna “forma compiuta”. Detto questo, non possiamo tacere, in conclusione, un dato essenziale comune ai tre artisti: la fedeltà alla pittura. Questa, nelle loro mani, non conosce “superamento” e la “strategia dell’impurità” esaltata dalle Neoavanguardie, lascia del tutto indifferenti i nostri che fanno ricadere ogni loro pensiero all’interno dello spazio separato e magato del quadro.
Inaugurazione: sabato 23 febbraio 2008 - ore 18.30
Durata: 3 marzo 2008
Presso: GALLERIA VITTORIA – VIA MARGUTTA,103 - 00187 ROMA
A cura di: Tiziana Todi – testo Robertomaria Siena
Info: tel. 06.3211559—06.36001878 – email: tizianatodi@libero.it
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Jan K. Kapera of JKK Fine Arts, Guest Curator
http://www.jkkfinearts.com
and Neil Zukerman of CFM Gallery, New York
http://www.cfmgallery.com
are proud to present an exhibition of works by International Artists:
Anne BACHELIER, Daniel BARKLEY, Tadeusz BORUTA, Luccio BUBBACO
Luigi CASALINO, Joanna CHROBAK, Giorgio DANTE, Roberto FERRI,
Ailene FIELDS, Chawky FRENN, Michel HENRICOT, James HUCTWITH,
Marek KOCZELA, Michael KUCH, Jorge LARREA, Oscar MAGNAN, Tomasz
MISZTAL, Aleksandra NOWAK, Darek NOWAKOWSKI, Valeriy SKRYPKA,
Lubomir TOMASZEWSKI, David VANCE, and Daniel VICTOR
May thru June, 2008
Monday to Saturday 11am to 6 pm
Sunday Noon to 6pm
His body was pierced through with arrows, and he was left for dead. Irene, the widow
of St. Castulus, going to bury him, found him still alive and took him to her lodgings,
where he recovered from his wounds, but refused to take flight. On the contrary, he
deliberately took up his station one day on a staircase where the emperor was to pass,
and there accosting him denounced the abominable cruelties perpetrated against the
Christians. This freedom of language, coming from a person whom he supposed to be
dead, for a moment kept Emperor speechless; but recovering from his surprise, he gave
orders for him to be seized and beaten to death with cudgels, and his body thrown into
the common sewer. A lady called Lucina, admonished by the Martyr in a vision, had his
body secretly buried in the place called Ad Catacumbas, where now stands the Basilica
of St. Sebastian.