Napoli, Laboratorio AltrastanzA BARBABLÙ
| Venerdì 15 Febbraio 2008 21:00 | a | Domenica 17 Febbraio 2008 21:00 |
Teatro stabile d’innovazione Galleria Toledo
dal 15 al 17 febbraio 08
venerdì, sabato, domenica ore 21
Laboratorio AltrastanzA
BARBABLÙ
liberamente inventato da Charles Perrault
regia Giuseppe Stanziano
con Daniela Paesano, Ornella Ascione, Maria Grazia Capaldo,
Rosanna De Benedictis, Maria Marino, Carmela Passeggio,
Carmela Ricciardi, Maria Grazia Possente, Monica De Chiara
direzione di scena Paola Napolano
riprese video Marta Zazzaro, Rino La Rocca
montaggio video Antonio Stanziano
luci Rosario Furiano Bruno Siena
fotografie di scena Maria Marino
produzione coop. Il Calderone-Gesco Campania
con la collaborazione dell’Asl Napoli 1 U.O.S.M.
Centro di riabilitazione psicosociale
“Canone Inverso” dist. 53
“La Fiera dell’Est” dist. 46
Nei primi mesi del 2006 AltrastanzA attraversa un periodo di lavoro caratterizzato dalla presenza costante di un gran numero di donne. Il caso impone un’attenzione ai temi della femminilità e della differenza di genere. L’immaginazione è tesa a ritrovare e ricreare i luoghi e le storie contraddistinti della presenza femminile. Le indicazioni sono: immaginate un posto dove ci sono solo donne e dove gli uomini non possono entrare. Le suggestioni si moltiplicano: amazzoni, dee, sirene e puttane; piccole donne crescono, giochiamo a mamma e figlia, la storia di sant’Orsola e delle undicimila vergini. In un caleidoscopio di ritratti e figure apparentemente lontane, avviene il riconoscimento delle proprie singole e specifiche storie di figlie, madri e amanti. Nel lungo lavoro di laboratorio la creazione di frammenti drammaturgici intessuti di ricordi, desideri e paure, si articola come un dialogo diretto a chi appare come l’altra metà del cielo: l’uomo. Mariti, figli e padri, ardentemente amati e tragicamente odiati, divengono gli interlocutori immaginari. La fisionomia del maschile si articola in immagini proiettate sulle schermo di sguardi tenebrosi e minacciosi, penombre di corpi virili e seducenti. Barbablù è un condensato di un amore irriducibile che divora e uccide. Sette donne aprono la scena e le danze, giocano a rincorrersi immaginando matrimoni con pizzi e merletti, presagio di un requiem lugubre; così nel sogno più dolce e sensuale, tra proiezioni oniriche di mani forti e braccia potenti che stringono, all’apice del piacere il velo si squarcia: “Hai le mani sporche di sangue, assassino!”. Barbablù rivela la natura potente del desiderio, la tentazione di infrangere il proibito; così la porta chiusa e interdetta allo sguardo verrà aperta, scoprendo la verità accecante sull’amore e sul sesso. Il misfatto è compiuto, la vendetta è implacabile. Nel reinventare la favola è avvenuto il riconoscimento delle proprie paure e, in storie femminili di sofferenza e abbandono, compare la presenza costante di uomini amati e temuti, odiati e desiderati. La violenza si mescola incessantemente all’amore, ed esplode in danze liberatorie in cui ci si riscopre potentemente sole. Pur sempre di una favola parliamo, e alla fine, avanzando candidamente nello scenario esclusivo di donne, superando l’interdetto della scissione tra i sessi, appare un uomo in carne ed ossa, con cui ballare delicatamente in un prato di fiori bianchi.
Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione
via Concezione a Montecalvario 34, 80134 Napoli
informazioni e prenotazioni: 081425037, 081425824
www.galleriatoledo.org, galleria.toledo@iol.it
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