Napoli, i “corpi celesti” di Mariateresa Di Lascia e Antonio Neiwiller visti da Sandro Dionisio
| Venerdì 1 Febbraio 2008 | ||
| 21:00 |
Venerdì 1 febbraio 2008, Teatro Elicantropo
Corpi celesti di Sandro Dionisio
In scena le dimensioni del dolore per un delicato e poetico dialogo notturno, in cui due anime rievocano un mondo terreno troppo presto abbandonato.
La programmazione della terza edizione della rassegna Presente>Indicativo si concluderà venerdì 1 febbraio 2008 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 3), con lo spettacolo Corpi celesti, scritto e diretto da Sandro Dionisio, che, dopo l’anteprima nazionale all’ultima edizione di Benevento Città Spettacolo, debutterà in prima teatrale, negli spazi dell Teatro Elicantropo di Napoli.
Interpretato da Tina Femiano, Marco Mario De Notaris e Vincenzo Saggese, il lavoro, sottotitolato Memorie nomadi, si presenta come un dialogo notturno, generato da una riflessione sulla Assenza e sulla Mancanza. Due anime rievocano un mondo terreno troppo presto abbandonato, mentre nelle loro parole si celebra un’ascendenza poetica che da Morante e Pasolini risale fino a Majakovskij e Saffo.
In scena due spazi speculari: uno mentale, inizialmente oscurato, l’altro un anonimo luogo di sofferenza, dove un infermiere nevrotico attende l’arrivo degli alieni, annunciato, come già previsto dai Sumeri, per la notte del dodici dicembre 2012.
Mentre tormenta un’anziana ricoverata, cui è affidato il compito di “dare voce” allo spazio fisico del dolore, l’infermiere organizza un party solitario in onore dei “visitatori”, tra voci di dolore compresse e fatue, come un rumore di fondo.
La scena è scarna con una poltrona reclinabile di quelle che, ordinariamente, affollano le stanze d’ospedale, una sedia di legno, un carrello per le medicine degli infermieri, con una pentola sopra, ed una giacca sopra una gruccia legata ad una corda che pende dal soffitto.
Parallelamente il lavoro di Dionisio prevede un altro “spazio” di recitazione, speculare. Sul fondo della scena si apre un telo che mostra un divano, dov’era avvolto nel cellophane, un po’ sudario, un po’ placenta, Iperione, morto prematuramente ed introdotto in scena da Vega, a sua volta “volata via” anticipatamente.
E’ lo spazio mentale, in cui Vega ed Iperione evocano i tempi della loro esistenza terrena, mentre il party improvvisato e grottesco, in onore degli alieni, prelude all’epifania dei corpi celesti dei “visitatori”, o meglio a quella delle anime evocate dalla pièce, attraverso due rari filmati di repertorio, di cui essi sono protagonisti. La drammaturgia di Corpi celesti è fortemente influenzata dalla tecnica del contrappunto musicale.
“Penso a Corpi celesti – scrive il regista in una nota - come a un canto di appartenenza, quella dei poeti cui dedico il lavoro (Mariateresa Di Lascia e Antonio Neiwiller), all’universo terreno che hanno illuminato con le loro brevi esistenze e a quel loro sguardo visionario con cui mi hanno indicato la rotta per Itaca”.
Corpi Celesti è dunque un rito di evocazione sciamanica, applicato al teatro di parola. Un esercizio di “ memoria non inerte”, una memoria argine al deserto di indifferenza e oblio che avanza e che abbraccia tutti.
La pièce, presentata da C.e T.ra in collaborazione con Gioia corporation si avvale delle scenografie a cura di Raffaele Russo, le luci di Gianni Caccia, le musiche di Maria Pia De Vito.
Corpi celesti, di Sandro Dionisio
Napoli, Teatro Elicantropo – dall’1 al 3 febbraio 2008, ore 21.00
Info tel 081296640 email teatroelicantropo@iol.it
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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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