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Siracusa, Al Teatro greco rivive il mito di Eracle

di Stefano Mavilio • 5 Luglio 2007 • 509

Siracusa, Al Teatro greco rivive il mito di EracleIn scena Trachinie di Sofocle ed Eracle di Euripide

Recensione di Caterina Provenzano
(critico letterario)

Il mito di Eracle nell’antica cornice del greco di Siracusa in occasione del XLIII ciclo di rappresentazioni classiche.
Due tragedie – promosse dalla Fondazione Inda, che da quasi un secolo promuove il dramma antico restituendolo al suo “spazio naturale” – si sono alternate nel maggiore esempio di teatrale dell’occidente greco interamente scavato nella roccia.
“Trachinie” di Sofocle ed “Eracle” di Euripide hanno riscosso un notevole successo, dato voce dalla cronaca nazionale ed internazionale. In scena la potenza di un eroe e al tempo stesso la fragilità di un essere umano che, nonostante le scongiurate fatiche, ha pene e sentimenti in cuore che possono ferire più di un arpia o di un centauro. Accanto a lui persone che ama e che vivono con la stessa intensità i dolori e le gioie della vita. Amore, follia, passione e malattia si mescolano alla forza fisica di Eracle (o Ercules per la mitologia romana) tanto da prenderne il sopravvento. In “Trachinie” l’eroe è sconfitto da un morto, dopo che la moglie Deianira – interpretata da Micaela Esdra dalla voce e timbro molto interessanti – per non perdere l’amore del marito lo invita a indossare una vesta intrisa del sangue letale del Centauro Nesso, ritenendolo, sbagliandosi, un filtro d’amore in grado di condurre a sé l’eroe. La morte di Eracle, (l’attore Paolo Graziosi) avviene fra l’indifferenza degli dei vanamente invocati dal figlio Illo. Un eroe che sembrava invincibile sul letto di morte appare un comune mortale avvolto dal dolore di una malattia crudele e degenerativa. Niente effetti speciali, niente luci particolari, solo la spettacolarità di una tragedia greca rappresentata più di 2500 anni fa. Qualche libertà nel Coro e nei costumi. Più spettacolare invece la tragedia “Eracle” con Ugo Pagliai nei panni del vecchio Anfitrione, padre di Eracle, e Giovanna di Rauso in quelli di Megara, prima moglie dell’eroe. Qui Eracle, interpretato dal bravo Sebastiano Lo Monaco, appare più che mai uomo. Per volere della dea Era Eracle uccide la moglie ed i figli perché la Follia, impersonata magistralmente da Marinella Bargilli, si impossessò di lui. Rinsavito chiede a dio – inutilmente - una risposta ai drammi umani. Ma è una domanda che non avrà risposta. Un’attualità sconvolgente quella delle tragedie sul mito di Eracle da cui non si può sfuggire, né in questa quotidianità né in nessun altra. Brave le che hanno interpretato gli amori dell’eroe: Deianira, Megara, Iole. Belle voci, interessanti espressioni e movenze libere da impacci. Anche quest’anno il greco si è rivelato promotore della antica sorprendendo per la sua immortale attualità.

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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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