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Caserta Andrea Renzi in “Santa Maria d’America” al Teatro Garibaldi di S.M.C. Vetere

di Stefano Mavilio • 2 Aprile 2007 • 349
Martedì 3 Aprile 2007
21:00

Al Garibaldi, Andrea Renzi in “Santa Maria d’America”.Avventura teatrale, tratta dal libro “Italoamericana” di Francesco Durante, musicata da Federico Odling

Caserta Andrea Renzi in “Santa Maria d’America” al Teatro Garibaldi di S.M.C. VetereSANTA MARIA CAPUA VETERE (). Il 3 aprile 2007, alle 21, al Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, Andrea Renzi sarà regista e interprete di “Santa Maria d’America”, avventura teatrale musicata da Federico Odling. Al fianco di Renzi, Enrico Ianniello,Tony Laudadio, Marco D’amore, Luciano Saltarelli e Francesco Paglino. Prodotto da Teatri Uniti e da Onorevole Casertano, lo spettacolo apre la seconda edizione delle “Giornate Italoamerica”, minirassegna dedicata ai temi dell’emigrazione e dell’immigrazione che terminerà domani. “Dobbiamo allo splendido libro di Francesco Durante “Italoamericana” (Mondadori, ndr) – dice – lo spunto per questa messa in scena. La sua antologia di storia e degli Italiani negli Stati Uniti ci ha mostrato per la prima volta di quale ricchezza sia costituita l’esperienza migratoria nel suo complesso. Abbiamo avuto accesso a canovacci inediti, espressione delle forme di spettacolo dei nostri connazionali rappresentate in quell’epicentro degli incontri tra culture che è stato l’East Side di New York: vaudeville, macchiette, canzoni, duetti comici, monologhi musicati (su tutti quelli memorabili del trasformista Farfariello/Migliaccio). Da questo insieme di materiali sorprendenti abbiamo mosso i primi passi immaginando la tragicomica vicenda dei fratelli Pizzetta, famiglia d’arte originaria di una fantomatica Santa Maria, musicisti e più per necessità che per vocazione. Sono dei cafoni meridionali analfabeti – prosegue Renzi –, estranei sia all’italiano che all’americano, la cui identità è espressa solo da un dialetto corrotto da poco inglese storpiato; lottano per la sopravvivenza esibendosi sui miseri palcoscenici della Bowery”. Affrontato il tema dell’emigrazione, domani sarà dato ampio spazio all’immigrazione: capovolgendo il punto di vista, cambia inequivocabilmente la prospettiva. Il popolo italiano si fa ospite del mondo. Tappa importante di questa giornata sarà, alle 20, l’incontro dal titolo “Il mondo abita qui”: confronto tra diverse etnie che hanno scelto dell’Italia come meta d’approdo. Qualche ora prima, alle 16, i ragazzi del “ Teatrale Permanente” saranno impegnati in “Sono uno scrittore di verità”, curata da Antonio Marfella. La rassegna si concluderà con la proiezione di un cortometraggio dal titolo “Jamal”, scritto e diretto da Luisella Ratiglia, e con la messa in scena di “Via”, un progetto di Fabrizio Saccomanno e Stefano De Santis.

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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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