Lecce ‘Vergine Madre’ ai Cantieri Koreja
| Venerdì 16 Febbraio 2007 | ||
| 20:45 |
un progetto di e con Lucilla Giagnoni

un progetto di Lucilla Giagnoni
con Lucilla Giagnoni
collaborazione ai testi Marta Pastorino
musiche originali Paolo Pizzimenti
scene e luci Lucio Diana e Massimo Violato
segretaria di produzione Elisa Zanino
Venerdì 16 febbraio ore 20.45 in scena Vergine madre della compagnia Juvarra di Torino, uno spettacolo che nasce dalla passione di Lucilla Giagnoni per la lettura di Dante, ma anche da una riflessione sulla contemporaneità della parola dantesca, sulla necessità di fermarsi ad osservare la realtà che ci circonda. A cantare e raccontare storie, dunque, è una donna. Perché più spesso sono le donne a pronunciare, senza mediazioni, il desiderio di pace. E perché sicuramente l’anima ha una voce femminile. La parola dantesca sembra fatta apposta per essere letta ad alta voce; nel momento in cui viene condivisa da una comunità in ascolto, il pubblico di un teatro, una classe, un gruppo di amici, trova un nuovo senso e il corpo dell’attore le regala la fisicità.
Dante è un poeta che ci è familiare, soprattutto i canti scelti nello spettacolo sono quelli che conosciamo meglio di altri, le terzine che risuonano nella nostra memoria, che fanno parte delle discussioni scolastiche, che ci piace citare e ricordare.
Dietro allo studio della metrica e delle figure retoriche, dei livelli di conoscenza e di lettura, dentro Dante ci sono contenuti che non possono lasciare indifferenti. E lo spettacolo, con la sua pienezza di musiche, luci.
Sei Canti della Divina Commedia, probabilmente i più noti. Sei tappe di un pellegrinaggio nel mezzo del cammin di nostra vita: il Viaggio (il I canto dell’Inferno), la Donna (Francesca, il V), l’Uomo (Ulisse, il XXVI), il Padre (Ugolino, il XXXIII), la Bambina (Piccarda, il III del Paradiso), la Madre (Vergine Madre, il XXXIII del Paradiso). È la commedia umana di Dante, una strada che si rivela costeggiata da figure “parentali”: quello che si compone, guarda caso, è il disegno di una famiglia.
Ma - come afferma Enrico Palandri introducendo il testo dello spettacolo - “Non è la famiglia nel senso consolatorio e pantofolaio che qui è stata scelta, ma un gruppo di persone assai diverse, dissidenti alla moralità dominante”.
Biglietto intero € 10,00 - ridotto (sotto i 25 e sopra i 60) € 7,00
info 0832.242000 info@teatrokoreja.com
Leggi anche:
Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
| Tutti gli articoli di Stefano Mavilio












