Roma. Il gioco serio dell’Arte: Mattia Preti
| Lunedì 5 Febbraio 2007 | ||
| 18:30 |
“P come padre”
Enea e Anchise di Mattia Preti
interviene Vittorino Andreoli
letture teatrali da: Virgilio; Pascoli; Freud
con Ugo Pagliai

Enea e Anchise, tela, 86 x 153 cm
L’immagine del “pius Aeneas” è emblema del profondo legame tra padre e figlio, esempio di devozione e rispetto. Nel bene e nel male.
La vicenda di Enea si muove in una duplice direzione: non soltanto della fuga ma anche della speranza in una Storia che richiede la più pura solidarietà tra le generazioni. Dove tramandare il passato e costruire il futuro sono valori primari.
Immortalata da Virgilio nell’Eneide questa figura d’eroe torna a nuova rinascenza nella forma del poema epico-cavalleresco di Ariosto e Tasso.
È quest’opera una delle tele più riuscite dell’opera del giovane Mattia Preti per la sua volontà di allontanarsi dai modelli delle scene di genere, con luci artificiali, per rapportarsi invece alla pittura di storia e all’uso di una gamma cromatica brillante. Il soggetto rappresenta la fuga dell’eroe troiano, che reca sulle spalle il vecchio padre e porta con sé il figlio Ascanio, iniziando il viaggio che lo condurrà ai lidi laziali, anticipazione della fondazione di Roma.
Mattia Preti (Taverna 1613 – La Valletta 1699)
Giunto dalla provincia di Catanzaro a Roma agli inizi degli anni ‘30 del Seicento, Mattia Preti detto il Cavalier Calabrese entra in contatto con la pittura di Caravaggio e dei caravaggisti. La sua formazione è ricca di altre fonti quasi sicuramente incontrate durante viaggi in Italia settentrionale, dove si accosta alla pittura emiliana dei Carracci, di Lanfranco, del Guercino e alla pittura veneta del Veronese. Alla fase romana della sua attività appartengono gli affreschi in S. Giovanni Calibita e quelli nell’abside di S. Andrea della Valle; nel 1652 eseguì l’affresco in San Carlo ai Catinari rappresentante L’elemosina di San Carlo.
L’anno successivo Preti è a Napoli dove esegue grandi serie di affreschi e numerose pale d’altare diventando personalità di spicco nella città. Tra il 1657 e il 1659 compie gli affreschi votivi per la peste sulle porte della città, il ciclo delle Storie della vita di San Pietro Celestino e Santa Caterina d’Alessandria, le due redazioni del Figliuol prodigo, il San Sebastiano per la chiesa di S. Maria dei Sette Dolori e la Madonna di Costantinopoli nella chiesa di San’Agostino agli Scalzi.
Nel 1661 Mattia Preti si stabilisce a Malta dove diventa pittore ufficiale dei Cavalieri dell’Ordine, qui dipinge la decorazione della cattedrale di S. Giovanni con Storie del Battista e numerose altre tele. Muore nel 1699 a La Valletta.
SCHEDA INFORMATIVA:
IL GIOCO SERIO DELL’ARTE, un anno di spettacoli culturali a Palazzo Barberini
IDEAZIONE: Massimiliano Finazzer Flory
SEDE: Palazzo Barberini, Via delle Quattro Fontane, 13
DURATA: 9 ottobre 2006 – 11 giugno 2007
ORARI: lunedì; ore 18.30
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AL 392.8159509
INGRESSO GRATUITO
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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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