Roma. Il gioco serio dell’Arte: il Guercino
| Lunedì 7 Maggio 2007 | ||
| 18:30 |
“M come morte”Et in Arcadia ego di Francesco Barbieri detto il Guercino
interviene Piero Coda
letture teatrali da: Teocrito; Virgilio; Leopardi
con Valentina Chico

Et in Arcadia ego, olio su tela, 82 x 91 cm
La morte esiste (perfino) in Arcadia? In altri termini “Io vissi in Arcadia”?
La domanda provoca controverse posizioni di natura teologica, filosofica, letteraria.
E il titolo dell’opera contiene un’ambiguità che ci costringe a pensare.
Questo teschio nomina e porta all’esistenza non la morte ma la vita. Allegoria di un avvertimento: gli uomini sono mortali. Passano tutta la vita su di un confine il cui trapassare potrebbe rivelarci eventi inaspettati. Quale relazione tra il sacro e il profano a partire dal rapporto tra vita e morte?
Il memento mori in ambito pastorale è iconografia diffusa nel contesto veneziano e romano nel periodo rinascimentale ed è di derivazione letteraria virgiliana.
Guercino è il primo artista a inscrivere esplicitamente il tema morale sulla tela, che forse aggiunse in seguito insieme al teschio e al moscone, per svincolarla da altre sue composizioni più di genere che vedevano protagonisti i pastori.
Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666)
Dopo un breve periodo di formazione nella bottega di un pittore locale, verso il 1600 Guercino arriva a Bologna presso il quadraturista Paolo Zagnoni e qualche anno dopo diventa assistente di Benedetto Gennari. Il canonico Antonio Mirandola gli assicura alcune commissioni nella città natale, come l’esecuzione del Trionfo di tutti i santi (1613), casa Provenzale e casa Pannini. Nel 1616 il Guercino fonda la prima “Accademia di nudo” di Cento, nella quale il maestro insegna a disegnare il modello dal vivo. Nel 1617-1618 lavora a Bologna, poi si reca a Venezia e Ferrara; le sue composizioni diventano più dinamiche e monumentali. Nel 1621 si trasferisce a Roma, dove affresca alcuni ambienti del casino del cardinale Ludovisi con l’Aurora e la Fama; lavora anche per il cardinale Scipione Borghese e a San Pietro esegue la colossale Sepoltura e assunzione di santa Petronilla. Con la morte di Gregorio XV e la conseguente perdita del suo protettore e mecenate, Guercino torna a Cento dove dirige una fiorente bottega con una clientela internazionale, con una parentesi a Piacenza (1626-1627), dove porta a termine la decorazione della cupola del duomo. Appena dopo la morte di Guido Reni, nel 1642, sposta la sua attività a Bologna dove muore alla fine del 1666.
SCHEDA INFORMATIVA:
IL GIOCO SERIO DELL’ARTE, un anno di spettacoli culturali a Palazzo Barberini
IDEAZIONE: Massimiliano Finazzer Flory
SEDE: Palazzo Barberini, Via delle Quattro Fontane, 13
DURATA: 9 ottobre 2006 – 11 giugno 2007
ORARI: lunedì; ore 18.30
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AL 392.8159509
INGRESSO GRATUITO
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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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