Collegati Registrati

ArsTuaVitaMea.com

Art is everything. Art is not useful at all.

Roma. Il gioco serio dell’Arte: Giovanni Lanfranco

di Stefano Mavilio • 1 Gennaio 2007 • 116
Lunedì 11 Giugno 2007
18:30

“A come ascolto”
Venere che suona l’arpa (La ) di Giovanni Lanfranco
interviene Quirino Principe

teatrali da: Platone; Agostino d’Ippona
con Ottavia Piccolo

Venere che suona l’arpa (La Musica) di Giovanni LanfrancoVenere che suona l’arpa (La Musica) di Giovanni Lanfranco
Venere che suona l’arpa (la ), olio su tela, 214 x 150 cm

Guardare ascoltando. Non è uno slogan ma la via per accostare l’arte con un gioco in cui i sensi si contendono l’accesso alla conoscenza.
Dove il mito raduna intorno a noi suoni antichi e rumori nuovi.
E la potrebbe essere anche pericolosa seduttrice, potere scabroso ma di cui abbiamo ancora bisogno per affrontare gloria e penitenza, dolore e desiderio.

Lanfranco dipinse questa straordinaria e enorme tela per l’amico musicista Marco Marazzuoli, arpista del circolo della famiglia Barberini. L’opera, che alla morte dell’arpista fu lasciata in eredità al cardinale Antonio Barberini, intende esaltare il clima culturale di confronto tra i diversi generi artistici ma con particolare attenzione alla rappresentazione degli affetti, del sentimento amoroso, della bellezza incarnata.

Giovanni Lanfranco ( 1582 – 1647)
Nato in una agiata famiglia di artigiani, Lanfranco si trasferisce nel 1602 a Piacenza dove è occupato per un breve apprendistato con Agostino Carracci. Alla morte del maestro bolognese, nello stesso anno, lascia il Ducato per raggiungere dove si avvicina ad Annibale Carracci, al lavoro nella grande impresa mitologica e classicista della Galleria di Palazzo Farnese. Nonostante Lanfranco si stia rendendo autonomo, egli non è pienamente sicuro delle proprie possibilità di successo nel complesso mondo romano, ragione per cui alla morte di Annibale Lanfranco torna nel Ducato. Qui inizia la rilettura e rivisitazione delle fonti stilistiche e artistiche emiliane (Correggio, i Carracci, Reni), ma anche di ricerca di protezioni importanti e di commissioni locali. Negli anni seguenti Lanfranco diventa uno dei massimi protagonisti del trionfo del linguaggio barocco nella capitale e, sull’onda della fama, raggiunge a l’amico rivale Domenichino, che muore nel 1641. Il soggiorno napoletano di Lanfranco – impegnato soprattutto in grandi spazi pubblici delle chiese grazie alle grandi abilità di decoratore di spazi da riempire con affreschi e teleri – dura 12 anni, interrotto da qualche breve intermezzi romani per mantenere i legami con la nobiltà e la committenza. Muore a nel 1647 senza aver potuto completare la decorazione della grande tribuna di San Carlo ai Catinari.

SCHEDA INFORMATIVA:

IL GIOCO SERIO DELL’ARTE, un anno di spettacoli culturali a Palazzo Barberini
IDEAZIONE: Massimiliano Finazzer Flory
SEDE: Palazzo Barberini, Via delle Quattro Fontane, 13
DURATA: 9 ottobre 2006 – 11 giugno 2007
ORARI: lunedì; ore 18.30

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AL 392.8159509

INGRESSO GRATUITO

Condividi questo articolo:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google
  • LinkedIn
  • E-mail this story to a friend!
  • Segnalo
  • Print this article!
  • BarraPunto
  • Technorati
  • Wikio IT
  • Blogosphere News

Leggi anche:


Tags:

, , , , , , ,


Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
| Tutti gli articoli di Stefano Mavilio

Lascia un commento/ Scrivi una recensione

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word