Don Giovanni tra Arte e Potere
08/12/2006 da “il Mattino” Fabrizio Coscia
De Simone «Oggi il genio non è ammesso».
Volume Einaudi
L’invidia di Salieri per il genio di Mozart e la lussuria di don Giovanni che sfida il convitato di pietra. I due vizi capitali raccontati dalle ”piccole tragedie” di Aleksandr Puskin - Mozart e Salieri e Il convitato di pietra pubblicati in un unico volume nella collana di teatro Einaudi nella nuova traduzione di Roberto De Simone - hanno trovato voce e ritmi nella performance di Franco Iavarone e Biagio Abenante alla presentazione del libro, all’associazione «Maxim Gorkij»: tra i presenti Luigi Marino, segretario dell’associazione, Aurora Egidio, dell’Orientale, e Armando De Stefano, autore del dipinto in copertina. Rispettivamente nella parte di Salieri e Mozart, i due attori hanno dimostrato la perfetta ”recitabilità” delle due tragedie in versi del poeta russo, come nelle intenzioni dichiarate nella prefazione al volume dallo stesso De Simone, che ha voluto una traduzione rispettosa dell’originale, ma particolarmente attenta alla tecnica degli attori. Del resto, la frequentazione di De Simone con Puskin - come ha spiegato lui stesso - risale a molti anni fa, quando il maestro napoletano entrò in contatto con le fiabe e le ballate popolari del poeta russo, e da allora non si è mai interrotto. «Sono due testi bellissimi che scaturiscono dalla creatività di Puskin nel pieno della sua maturità artistica - afferma De Simone - Il convitato di pietra, edito postumo nel 1839, presenta una sua originalità e autonomia rispetto all’opera di Tirso de Molina, sia in alcune situazioni sia accogliendo nuovi personaggi. Mentre il Mozart e Salieri rappresenta un’acuta analisi del rapporto tra un genio libero, graziato da un respiro divino, e un mediocre, consapevole della sua mediocrità e roso dall’invidia». Ma il rapporto tra genio e mediocrità come si ripropone oggi ? «Oggi assistiamo al trionfo della mediocrità - risponde De Simone - Il genio non è ammesso e un nuovo Mozart oggi non sarebbe nemmeno riconosciuto. Ciò che viene ammesso e compreso rientra esclusivamente nei modelli mediatici, il cui potere domina tutto, perché il vero ed unico obiettivo è di tipo economico. È lo scambio commerciale. Basti considerare qual è lo stato della cultura oggi a Napoli, dove tutto viene riciclato nel consumo dell’ovvio e del populismo». Se dunque il Salieri di Puskin, pur nella sua mediocrità, si riscatta per la sua capacità di riconoscere il genio, di apprezzarlo seppure odiandolo, per De Simone oggi manca perfino ”la mediocrità del riconoscimento”: «Si provi a smantellare tutte le codificazioni elaborate da una cultura di destra o tutte le incrostazioni portate dalla cultura di sinistra: non resta niente in entrambi i casi. La verità è che il potere non può mai riferirsi alla genialità vera, perché questa è sempre destabilizzante».
Leggi anche:
Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
| Tutti gli articoli di Stefano Mavilio












