Romeo&Giulietta: nati sotto contraria stella
LA DOLOROSA STORIA DI GIULIETTA E DEL SUO ROMEO, IMPUNEMENTE INTERPRETATA DA COMICI TRSFORMISTI, SPECIALISTI NEL TEATRO DI RICERCA E IN COMPARSATE
da WILLIAM SHAKESPEARE
DRAMMATURGIA E REGIA
LEO MUSCATO
SCENE E COSTUMI
MARIA CARLA RICOTTI
MUSICHE ORIGINALI
DARIO BUCCINO
DISENO LUCI
ALESSANDRO VERAZZI
IN SCENA:
Paolo Bessegato, Ernesto Mahieux, Salvatore Landolina, Ruggero Dondi, Giordano Mancioppi, Dario Buccino, Marco Gobetti
CALENDARIO REPLICHE E ALTRE INFO
Nel teatro elisabettiano, quando un drammaturgo metteva mano a un testo, non si poneva l’obiettivo di scrivere un’opera letteraria. Suo compito era quello di fornire gli attori di elementi strutturali e verbali necessari per poter “raccontare” una storia, e far sì che chi l’ascoltava, si sentisse partecipe. Spesso si limitava a trascrivere per la scena, un poema già esistente, il più delle volte, conosciuto anche dal pubblico. Raramente gli autori facevano pubblicare i loro scritti; Shakespeare non lo fece mai. La maggior parte delle sue opere, vennero stampate molti anni dopo essere andate in scena. Erano pubblicazioni che non si basavano su manoscritti dell’autore, ma su semplici ricostruzioni mnemoniche, ad opera di alcuni attori che avevano preso parte alle prime rappresentazioni; o di editori, che vi avevano assistito. Di una stessa opera, potevano essere stampate versioni diverse, ridotte ai suoi momenti memorabili, con molte imprecisioni, ripetizioni o omissioni di frasi intere, confusioni nella designazione della battuta e altro ancora. Quindi le opere di Shakespeare, che noi oggi leggiamo, in realtà, non sono altro che ricostruzioni congetturali di quelle che, il singolo curatore, ritiene siano state le intenzioni dell’autore nello scrivere il testo. Punti cardini di quel teatro elisabettiano erano il Gioco, la Metafora e il Travestimento. Le compagnie erano composte da dieci, dodici attori più qualche avventizio che fungeva da comparsa. Poiché in uno spettacolo potevano esserci anche una quarantina di personaggi, era diffusa la pratica del doubling, che consisteva nell’affidare diverse parti ad uno stesso attore. Questa pratica era stata presa in prestito direttamente dai moralities e dagli interludes del Cinquecento, in cui, opere con quindici, venti personaggi, venivano interpretate da piccoli gruppi girovaghi che non comprendevano mai più di cinque, o sei attori. Ed è proprio da qui che parte il nostro lavoro. I veri protagonisti del nostro spettacolo, non sono i personaggi dell’opera, ma sette vecchi COMICI GIROVAGHI che si presentano al pubblico per interpretare La dolorosa storia di Giulietta e del suo Romeo. Sanno bene che è una storia che già tutti conoscono, ma loro sono intenzionati a raccontarla, osservando il più autentico spirito elisabettiano: sono tutti uomini e ognuno di loro interpreta più personaggi, anche quelli femminili! Il fatto è che di pari passo con le buone intenzioni, vanno le loro effettive capacità (o modalità) di stare in scena. Rivali e complici allo stesso tempo, da un lato si rubano le battute, dall’altro si aiutano come meglio possono. Convinti di essere dei bravi attori, non si rendono conto che, in realtà, quando sono in palcoscenico, non riescono neanche a dissimulare i loro rapporti personali fatti di invidie, ripicche, alleanze, rappacificazioni. A volte, le intenzioni dei personaggi si confondono con le loro, provocando una serie di azioni e reazioni a catena che, in una dimensione meta-teatrale assolutamente involontaria, finiscono per massacrare la storia dell’esimio poeta! Presi singolarmente, sembrano avanzi di teatro; messi insieme, formano una compagnia tragica, involontariamente comica, quindi doppiamente tragica. Ma loro non lo sanno! Forse qualcuno lo immagina, ma preferisce non approfondire. Succede un miracolo però: nonostante tutto, la storia di Romeo e Giulietta vince su ogni cosa. In un modo o nell’altro, questi COMICI, riescono a raccontare la storia dei due giovani amanti; anche se a farlo sono degli uomini che “giovani” non lo sono più da tanto tempo. E in un modo o nell’altro riescono pure a far commuovere! Forse perché dalla loro goffaggine traspare una verità che insinua un forte dubbio: quello che, in questa storia, più di chiunque altro, sono proprio loro quelli… Nati sotto contraria stella.
Novembre
Martedì 28 - Concorezzo (MI) - Teatro San Luigi
Mercoledì 29 - Abbiategrasso (MI) - Cinemateatro Al Corso
Giovedì 30 - Settimo Torinese (TO) - Teatro Garybaldi
Dicembre
Venerdì 1 - San Giovanni Lupatoto (VR) - Teatro Astra
Sabato 9 - Monza - Teatro Binario 7
Domenica 10 - Monza - Teatro Binario 7
Mercoledì 13 - Desenzano (BS) - Teatro Alberti
Giovedì 14 - Edolo (BS) - Cinemateatro San Giovanni Bosco
Venerdì 15 - Soresina (CR) - Teatro Sociale
Sabato 16 - Pomponesco (MN) - Teatro 1900
Domenica 17 - Atri (TE) - Teatro Comunale
Lunedì 18 - Vasto (CH) - Teatro Globo
Martedì 19 - Agnone (IS) - Teatro Italo Argentino
Gennaio
Giovedì 11 - Bologna - Teatro delle Celebrazioni
Venerdì 12 - Bologna - Teatro delle Celebrazioni
Sabato 13 - Bologna - Teatro delle Celebrazioni
Lunedì 15 - Mantova - Teatro Ariston
Martedì 16 - Milano - Teatro Sala Fontana
Mercoledì 17 - Milano - Teatro Sala Fontana
Giovedì 18 - Milano - Teatro Sala Fontana
Venerdì 19 - Milano - Teatro Sala Fontana
Sabato 20 - Milano - Teatro Sala Fontana
Domenica 21 - Milano - Teatro Sala Fontana
Martedì 23 - Milano - Teatro Sala Fontana
Mercoledì 24 - Milano - Teatro Sala Fontana
Giovedì 25 - Milano - Teatro Sala Fontana
Venerdì 26 - Milano - Teatro Sala Fontana
Sabato 27 - Milano - Teatro Sala Fontana
Domenica 28 - Milano - Teatro Sala Fontana
Mercoledì 31 - Orvieto - Teatro Mancinelli
LEART’ - www.leart.it
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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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