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Roma, ricci/forte con MACADAMIA NUT BRITTLE al Teatro Belli

di Stefano Mavilio • 4 giugno 2009 • 3772

MACADAMIA NUT BRITTLE
Non sappiamo quale sia la verità … l’importante é che l’ambiguità  sia chiara.
Per questo, nell’epoca delle passioni precotte, dei sentimenti in doppiopetto di grisaglia ci siamo saziati famelicamente alla tavola di , alla scabra poesia di cui é imbandito il suo universo letterario. Abbiamo tentato di raccontare, con mozartiana impudenza, una fiaba crudele sull’adolescenza. Scardinare le porte della cosiddetta normalità  sessuale, suonare la grancassa del mondo dei foreveryoung, spargendo sale sulle ferite di una realtà  brutalmente viva, é stato quasi automatico mentre sfilavano sotto gli occhi i temi ossessivi di Cooper. Le mutilazioni, le punizioni corporali, il sesso reiterato fino all’estinzione nascondono una pericolosa in quanto “pura” tendenza al gioco: un gioco infantile, uno svago che abbiamo dimenticato uscendo dalle mura domestiche. Il tempo che passa, il richiamo forzato ad una maturità  catalogante lasciano intravedere la sagoma sfocata di un bambino che chiede aiuto. Ed é quello che abbiamo fatto. Siamo scattati alla richiesta di soccorso gettando un salvagente in un oceano: putrido come un reality show, duro e ghiaccio come i giorni da ex illusi cresciuti. Lo sguardo lisergico di Cooper si é intrecciato così con il nostro, nutrito dello stesso disagio, delle stesse mancanze, di identiche perdite.

L’attesa notturna di quattro divoratori di gelato Haagen Dasz (il Macadamia Nut Brittle del titolo), in un reparto ospedaliero, su un aereo o in una casa dei giochi sull’albero, si materializza in un tamagotchi onirico, in cui si fanno i conti con un processo identitario che, se da una parte lascia liberi, dall’altra sviluppa un senso di estraniamento da un pianeta che ci scivola via sotto i piedi. Nella fluttuazione emotiva, privi di cintura di sicurezza, scendiamo in picchiata verso un libertinaggio imprevedibile che possa riappropriarci di un gusto, di un peso. La rumba degli strappi é iniziata; le lacerazioni segnano le figure trasformando in un incubo ad occhi aperti il sogno romantico della famiglia felice da Mulino Bianco.
Vittime, carnefici, protagonisti di questo snuff movie che la vita offre siamo noi, alla disperata ricerca di amore in un mondo impossibile: perché alla fine anche la Natura, come gli uomini, é troia e infedele. Sempre.

8_11 giugno
>

garofano verde
festival internazionale
presentano

MACADAMIA NUT BRITTLE
(primo gusto)
di


andrea pizzalis
giuseppe sartori
mario toccafondi

movimenti scenici
marco angelilli

assistente regia
fausto cabra

diario di bordo
francesco paolo del re

regia

http://www.myspace.com/ricciforte
photo mauro santucci

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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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