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Roma, Ombre di Guerra di Fabrizio Bancale al teatro di Tor di Nona

di Stefano Mavilio • 15 aprile 2009 • 3602
martedì 19 maggio 2009 21:00agiovedì 21 maggio 2009 21:00

OMBRE DI GUERRA

scritto e diretto da

con

Nico D’Agostino –
e la partecipazione di

scene e costumi

Digrigna i denti, dilata le narici, mostra le unghie che il nemico fuggirà …

Dopo l’ennesima notte di scontri e violente irruzioni nelle abitazioni, si risvegliano legati ad un palo, l’uno di spalle all’altro, ancora frastornati, indolenziti. Sono due fratelli, giovani, giovanissime vittime della guerra. Fuori, le ultime bombe che cadono, e il suono delle sirene. I contorni dei combattimenti perdono la loro nitidezza, sbiadiscono, fino a sovrapporsi, a confondersi: terminati gli scontri tra eserciti nemici, la vendetta e l’odio si infiammano come le micce abbandonate dai soldati in fuga; e diventa difficile distinguere le truppe nemiche: nel mirino dei cecchini appaiono soltanto macchie indistinte…ombre. Di soldati, di civili, di padri e di figli…di madri.
Attraverso lo sguardo dei due giovani protagonisti la realtà  si mescola con i sogni, i ricordi con le speranze: il loro mondo immaginario diventa l’unica realtà  possibile, l’unica alternativa all’orrore della guerra. Richiamano alla memoria episodi della loro fanciullezza: i loro giochi, gli scherzi tra amici; riesumano vecchie filastrocche per allontanare la paura. Rivivono le corse in bicicletta, il suono della campanella della scuola, il sapore unico dei dolci della pasticceria in piazza, dove lavorava quella ragazza. Quella carina, con le treccine e gli occhi vispi. Ricordano le soffici nevicate, prima che quel bianco candido venisse insudiciato da stivali e cingolati; quando si poteva restare all’aria aperta a giocare con i pupazzi di neve. Vicende e aneddoti ormai lontani, accaduti tanto tempo fa, prima…prima che gli uomini cominciassero ad ammazzarsi tra di loro.
E intanto aspettano. Aspettano che la madre si svegli: lei riposa nell’altra stanza e riescono appena a intravederne i piedi distesi sul letto. Cadenzati dalle esplosioni, trascorrono i minuti, le ore…e la mamma non si sveglia. La stanza comincia a riempirsi di ombre che sembrano essersi date appuntamento come in un sabba notturno. Quasi evocati dalle loro filastrocche, vinti e vincitori, vittime e carnefici si incontrano finalmente, senza maschere e ipocrisie, davanti ai due, incoscienti testimoni di quel tragico spettacolo al quale l’uomo sembra non saper rinunciare: la guerra.

Fin quando in cielo non ci sarà  più posto e i cadaveri saranno costretti a vagare tra i vivi, come anime erranti, come fantasmi…come ombre di guerra.

di
Via degli Acquasparta 16,ROMA 00186
Tel.: +39 06-68805890 Fax.: +39 06-68804982

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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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