Un viaggio elettrico nel limbo musicale di Fred Frith di Katiuscia Magliarisi
GUITAR SOLO 2
Un viaggio elettrico nel limbo musicale di Fred Frith
Di Katiuscia Magliarisi
Macchiati solo dal peccato d’amore per la musica sperimentale, immaginate di trovarvi in un limbo sonante, in cima a quell’unica torre illuminata del girone. Provate a pensare di stare in un luogo (onirico) in cui i soffi di Zefiro mandati dall’Oceano e giunti agli uomini per rinfrescarli, cavalcano le onde sonore emesse dalla chitarra di Frith.
Ad ogni alito di vento, ad ogni sbuffata, seguono ciclicamente immense raffiche, fluttuazioni. Arie in cui convivono influenze diverse, come classica, blues, folk, gypsy ed improvvisazione libera, che creano un affascinante nuovo mondo di suoni e sentimenti. Questo é Fred Frith e quello che può evocare la sua chitarra elettrica.
Un pioniere che oltrepassa i confini della musica da più di trent’anni si é esibito il 29 maggio 2009 al Teatro Studio dell’Auditorium, di fronte ad una platea di cultori e appassionati, in GUITAR SOLO 2, concerto prodotto dalla Fondazione Musica per Roma.
I campi elisi, i canti danteschi e le suggestioni oniriche sono forse la chiave interpretativa più adatta per descrivere le innumerevoli campiture sonore e gli affondi sperimentali che fanno di ogni concerto di Fred Frith un evento memorabile.
La sera del 29, la partitura per chitarra e altri “accessori”, correva nell’aria apparentemente lontana da una soluzione, richiamando un susseguirsi di immagini che potevano appartenere tanto alle vedute di Hokusai del monte Fuji, quanto alle psichedeliche visioni di Hofmann nello svelamento dei Misteri di Eleusi. Le intuizioni prodotte dal vivo ascolto dell’esecutore, erano in grado di ripescare e di interpretare con sapienza toni rubati da una tavolozza che non dimentica il patrimonio classico della musica sinfonica, ma che anzi si mostra in grado di fondersi con modernismo ai “rumori trovati” delle prime avanguardie del secolo scorso, fino ai laboratori musicali dei mitici ‘70.
Tutto ciò per mezzo di una chitarra elettrica e alcuni oggetti tra cui un pennello, una scatola di latta e un profano rosario a più grandezze. Attraverso la tecnica delle percosse, delle carezze, con chirurgici tocchi garbatamente erotici che hanno reso SOLO una vera e propria performance.
Per intenderci, l’inglese ma cosmopolita Fred Frith é stato uno dei fondatori del gruppo rock d’avanguardia Henry Cow. L’elenco degli artisti con cui il professore di Composizione del Dipartimento di Musica del Mills College di Oakland (California), ha collaborato, passa per John Zorn, Brian Eno, Robert Wyatt, Derek Bailey, Lars Hollmer, fino a Iva Bittovà¡ and Bob Ostertag, The Residents, Lol Coxhill, Bill Laswell e molti altri. Il suo nome compare in più di 400 album, per intenderci, appunto. Senza tener conto della copiosa produzione solista e di tutte le partecipazioni live.
Nel 2008 sono usciti: “Unsquare” – in cui Frith, Masaoka e Ochs improvvisano in stanze separate – e un progetto di musica da camera eseguita da altri musicisti, intitolato ” Back to Live”.
Immergetevi, anime, nel limbo della musica di Frith, prima che un altro concilio ecumenico ci privi anche di questo.
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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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