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Lirica, Cecilia Bartoli “Vorrei essere Don Giovanni”

di Stefano Mavilio • 16 settembre 2008 • 2231

da Famiglia Cristiana (!)

Allegra come la sua voce. Aperta agli esperimenti. Innamorata di Vivaldi e . Più apprezzata all’estero che in Italia. E ora le sta anche passando la paura di volare.

Una voce colorata, quando canta, ma anche quando parla e più ancora quando ride. La risata di ha l’allegria generosa delle nacchere, forse un’eco del flamenco studiato da ragazzina, prima di scoprirsi dentro quello che lei chiama “il mio strumento”, la voce da che le regala ribalte degne di Bocelli e Pavarotti, soprattutto all’estero.

* Dopo i cervelli, fuggono le voci?

“Stanno fuggendo da tanto, Caruso fu il primo. Si va dove c’é più lavoro”.

* Vende milioni di dischi nel mondo: la donna del belcanto é ancora diva?

“Si é modernizzata: é più giovane, non appartiene più agli schemi tipici della gran dama cicciona con la parure di diamanti. C’é più attenzione all’immagine. Le donne capricciose però ci sono sempre, da sempre. Il 23 settembre a Torino, il 25 a Roma, porto in Italia il repertorio di : nell’Ottocento lei era quel che é oggi Madonna per il pop, talentuosa e trasgressiva”.

* E com’é?

“Aperta: sono pronta a esperimenti, a lavorare con registi che ti fanno riscoprire un pezzo in modo diverso”.

* Senza concessioni al pop, però. A differenza di Bocelli e Pavarotti, lei sceglie repertori addirittura impopolari…

“Pavarotti l’ha fatto soltanto alla fine, prima é stato il più rigoroso degli interpreti d’, ligio al repertorio, accettava solo ruoli adatti alla sua vocalità ”.

* Quanto conta la voce da nelle sue scelte poco celebri?

“Mi ha indirizzato verso e Rossini, sul barocco mi sono spostata per curiosità . E lì ho scoperto che quel genere attira il pubblico giovane. Le arie di Vivaldi in Francia sono state un successo inimmaginabile”.

* All’estero le lanciano fiori, in Italia non si fa quasi più…

“Ed é un peccato. In Italia quasi hanno paura di applaudire”.

* In compenso certi loggioni, Parma il più celebre, sono noti per la severità …

“Non l’ho mai sperimentato, ma capisco che dove gli appuntamenti sono pochi il pubblico desideri il massimo: a Parma faranno 25 recite l’anno, nei teatri europei 360… E poi certi cantanti provocano: annunciano di poter fare questo e quello, e poi devono mantenere”.

* Ha capito che cosa apprezza di più, in lei, il suo pubblico?

“Credo l’elasticità  della voce, adatta ai colori di e di Rossini”.

* A proposito di elasticità , é vero che ha il sogno nel cassetto di interpretare la parte di ?

“Sarebbe straordinario, ma devo aspettare un’altra vita. Una volta la Malibran cantò Otello, ma non fu credibile: era un Otello troppo piccino con una Desdemona troppo imponente”.

* Nell’era dell’immagine, l’ patisce l’inverosimiglianza?

“Un po’ sì, ti chiedi perché queste donne si innamorino sempre dei tenori, quando il baritono magari é più bello e più furbo. Poi, però, parte la musica e si viaggia in un’altra dimensione”.

* Ha paura del palcoscenico?

“Sì. Col tempo mi sta passando il terrore degli aerei che mi ha fatto andare due volte in America per mare. Prima di salire sul palco, invece, la paura c’é ed é un bene: garantisce l’adrenalina necessaria. Non che sia facile gestirla. Io cerco di riposare lo strumento. A volte l’ansia ti spinge a scaldare la voce più del dovuto, ma l’esperienza un po’ aiuta”.

* Ha mai pensato di somigliare davvero a un personaggio dell’?

“Nel momento in cui incarno Cenerentola o Fiordiligi o Cleopatra divento loro. Nella vita privata mi sa che sono un misto di tutte queste donne…”.

* Ce n’é uno cui vorrebbe somigliare?

“A (ride). àˆ un uomo di una sincerità  disarmante, il suo problema é che quando dice che le ama tutte lui ci crede, non può fare altrimenti. Ed é fatale che venga castigato alla fine”.

* Un al femminile?

“Sì, che non vuol dire Carmen”.

* Nel mentre, canta il repertorio preromantico di , voce ispiratrice di grandi compositori. chi vorrebbe ispirare…

“Vorrei qualcuno che scrivesse per la mia voce, come ormai accade solo nel pop. Chi scrive oggi non pensa prima a una voce, compone e poi cerca chi possa interpretare la musica”.

* E se potesse viaggiare nella storia?

“Un incontro con Monteverdi, una tappa a Venezia da Vivaldi, a Roma per il giovane Hà¤ndel e poi , più di tutti. Infine, che mi tampina da anni. Ma forse con lei é diverso, mi sa che l’ho già  incontrata”.

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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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