The pervert’s guide to cinema, di Slavoj Zizek
L’inizio:
‘Il nostro problema non é tanto: siamo appagati? quanto: come
capire cosa desideriamo? Non c’é niente di spontaneo, di
naturale riguardo ai desideri umani. I nostri desideri sono
artificiali. Bisogna che qualcuno ci insegni a desiderare. Il
cinema é l’arte perversa per eccellenza. Non ti offre quello che
desideri, ti dice come desiderare’
La fine:
‘Per capire il mondo odierno abbiamo davvero bisogno del cinema.
Solo nel cinema troviamo la dimensione cruciale che non siamo
pronti ad affrontare nella realtà . Se cercate nella realtà
qualcosa di più reale della realtà stessa rivolgetevi alla
finzione cinematografica’
In mezzo circa due ore e mezza di film-saggio sulla natura del
cinema dell’inimitabile Slavoj Zizek, con la sua faccia da
stupratore balcanico ed il suo improbabile inglese pan-europeo
(per dire, quando parla dei fratelli Marx Harpo diventa ‘karpo’).
Non é una storia del cinema, ne’ un ordinato saggio sul posto
del cinema nella società , con sondaggi e opinioni equilibrate.
E’ una sfrenata interpretazione del posto del cinema nella
psiche moderna attraverso una lettura psicanalitica lacaniana e
la strana combinazione di delirio, buonsenso e umorismo da
caserma tipica di Zizek, uno dei più interessanti e controversi
filosofi viventi. Io stesso non sono sicuro se sia un genio o un
ciarlatano: di sicuro é divertente.
La tesi di questo film – il cinema come congegno strutturante ma
anche rivelatorio dell’osceno e inammissibile id – é illustrata
da numerose scene scelte con cura e Zizek che entra nei film e
nelle scenografie.
Questo forse é un limite: una buona metà degli esempi viene da
due soli registi, Hitchcock e Lynch. Poi Tarkovsky e Chaplin.
Poi La Conversazione, di Coppola, parecchia fantascienza
moderna – Alien, Matrix, Guerre Stellari – Kieslowsky, Disney,
Ivan il Terribile di Eizenstein, un musical staliniano,
brevissimi frammenti di Kubrick e Lang e quella meravigliosa
scena con Joan Crawford che ho postato qualche ora fa e che apre
il film… insomma, un campione certo non completo ne’
rappresentativo ma scelto per illustrare la tesi di Zizek
Si può dubitare della linea generale del film ma le gioie lungo
la strada sono tantissime, non ultima – finalmente – la
spiegazione di ‘Lost highways’, la perentoria richiesta di una
terza pillola oltre alle due, la blue e la rossa, di Matrix, la
constatazione di come al culmine dell’atto sessuale ci si senta
spesso stupidi, la necessità della morte del padre, il dilemma
del film porno e la considerazione che i fiori sono una cosa
oscena, dovrebbe proibirli ai bambini…
Discutibile, ovvio, ma almeno cerca di rendere l’idea della
differenza del cinema dalle altre arti e dagli altri strumenti
di comunicazione.
Lo trovate in vendita su www .internazionale.it . I sottotitoli
sono ottimi.
Vitaliano Caccia
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Stefano Mavilio Esperto di comunicazione. Fondatore di ArsTuaVitaMea si occupa di cultura e comunicazione con i nuovi media. Responsabile comunicazione dell'agenzia televisiva Videocomunicazioni.com
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