Alfonso Benadduce (1974) autore, attore, regista, intraprende nel 1990 la sua attività teatrale che, refrattaria ad ogni percorso formativo tradizionale, attraversa liberamente esperienze di creazione e sperimentazione. Nel 1998 ha inizio la sua attività registica e di attore individuale con la performance Ora elaborata su testi di Georg Buchner, William Shakespeare e altri autori; prosegue nel 1999 lavorando a uno studio incompleto sul Macbeth!, che per sua scelta viene replicato solo due volte. È del 2000 il suo primo lavoro compiuto, l’assolo Tragedia al di là di Prometeo tratto da Eschilo, che subito viene messo al centro di un autorevole dibattito per il suo stampo “marcatamente a sé”. Seguono Romeo END Juliet da William Shakespeare, che determina l’incontro con l’attrice Francesca Cutolo, presente anche nella performance basata su Amleto La morte del giovane principe ideata per il festival di Volterra 2001, e in Melopea d’addio – danzodramma su Amore di Giorgio Manganelli 2002. Dello stesso anno sono un altro assolo, il povero Riccardo III da William Shakespeare, e un ciclo di seminari e performance tenuto presso varie università dal titolo Per un teatro seduto. Del Luglio 2003 la presenza all’interno della mostra d’arte contemporanea “Le opere e i giorni” di Achille Bonito Oliva con il progetto-spettacolo Estasi- monomanie su Diana e Atteone immagini da Pierre Klossowski. Ancora del 2003 Paradiso perduto pandemonio da John Milton replicato in importanti festival e teatri. Nel 2006 ha presentato in ‘Fresco Bosco’ ancora con Achille Bonito Oliva il suo nuovo lavoro teatrale Agogno la gogna e portato in scena Sempre perdendosi, poema tragico scritto dalla poetessa Silvia Bre per il suo teatro e a lui dedicato.
Nel 2005 pubblica Libercolo dell’onta, suo primo libro, finalista al Premio Viareggio Répaci 2006.
sito web: www.alfonsobenadduce.com
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