Il principio di indeterminazione di Heisenberg
uno studio per un attore e un corpo immateriale, dedicato ad Alfonso A.

interprete: Matilde De Feo
video: Mario Savinio
suono: giuseppe Stellato
musiche: Gigi rubino
regia: mald’è (Matilde De Feo, Giuseppe Stellato)
Si ringrazia: Maria Mezzacapo, Gigi Rubino, Giuseppe Stellato, Marco Ghidelli, Alex Staffa
Monologo vincitore del concorso “Fuori luogo” 2007/08 con la seguente motivazione:
“…per essere riuscita a rendere un teatro di poesia che ha saputo armonicamente coniugare interpretazione, linguaggio innovativo e contenuto del testo; riuscendo a toccare lo spettatore in maniera molto semplice e diretta.”
Giuria composta da Salvatore Cipolletta (Magazzini di fine millennio), Linda Martinelli (Chiaradanza), Claudio Catanese (Fondazione Morra) e Giovanni Capobianco (Volver cafè).
Werner Heisenberg formulò questo principio nel 1927, affermando l’esistenza di una indeterminazione ineliminabile nella misura della posizione e della velocità di un corpo in movimento: una madre, ex sessantottina, ha cresciuto un improbabile figlio terrorista, e non sa bene spiegarsi come sia successo
Alfonso è un bambino 3D che non sa camminare con i piedi per terra.
Lo studio nasce da un duplice desiderio, quello di ricercare nuove possibilità espressive e creative nell’interazione tra corpo dell’attore e nuove tecnologie, e da una riflessione più intima, l’incapacità di prevedere o controllare i possibili effetti di una rivoluzione del pensiero che si trasforma malauguratamente in pensiero politico e quindi in violenza.
Il testo è liberamente tratto da “Una madre” di D.Fo e F.Rame, ma ridotto per il lavoro verso una riflessione più poetica che politica.
SCHEDA TECNICA
- Proiettore (facoltativo, ma da prevedere)
- Cavetteria
- Impianto luci/ audio base
Sospensione di un foglio di plexiglass 1,50 -1,50
Tags: heisemberg, matide de feo, monologo

